Via libera ai bagni in Piazza Gae Auelenti a Milano

Via libera ai bagni in Piazza Gae Auelenti a Milano

Biondillo è scrittore, e si sa, gli scrittori possono scrivere quello che vogliono. Così, sulle pagine di IoDonna, Biondillo spiega che Piazza Gae Aulenti, a Milano, è “un luogo un po’ tamarro”. A Ferraro, il suo personaggio, “gli sembra di stare a Dubai”. Gianni peró è architetto, e saprà quanto è straordinariamente difficile progettare e “rendere possibili” le piazze, superfici tridimensionali di socialità e tempi condivisi, prima che di architettura. Forse Gianni non apprezza gli edifici che le danno forma. E su questo fronte, come dargli torto… Le cortine vetrate Unicredit sono davvero ordinarie, ennesimo manierismo di un international style mai concluso, lo chalet di de Lucchi (l’abbiamo già scritto altrove) è una palestra in legno rimorchiata fin qui dalla provincia di Bolzano. Completamente fuori contesto.

Ma una piazza è bella quando avviene il paradosso e lo 0 prevale sull’1.
Quando è il vuoto che vince, che prende vita, incurante dei pieni pur tamarri che lo circondano.
E lo fa grazie alla gente che fisicamente “sceglie” di riempire quel vuoto, con i suoi corpi, le voci e le bici; coi bambini che d’estate si innaffiano sotto i getti delle fontane dinanzi al cartello “vietato bagnarsi”; con l’umanità metropolitana che finalmente si mischia: elegante, buzzurra, intellettuale, sgrausa, cheap & chic.
La piazza, vuoto urbano.
Ogni tanto, un vuoto fortunato.
Anche se ti ricorda Dubai.

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