La foresta galleggiante sul Rijnhaven a Rotterdam sarà inaugurata il 16 marzo

Forse ne avete già sentito parlare su Facebook o Twitter: il 16 marzo – Giornata nazionale dell’albero – la Bobbing Forest sarà completata e venti alberi in totale galleggeranno nelle acque del Rijnhaven, a Rotterdam. Si tratta della prima foresta galleggiante al mondo ed è già candidata a diventare un landmark dei Paesi Bassi.Read More

Giulio Minoletti

Giulio Minoletti, laureato al Politecnico di Milano, fu un pioniere, negli anni ’50, dell’inserimento dell’elemento acqua all’inteno dell’architettura urbana e nel design d’interni. In mostra sono stati proposti alcuni prototipi di mobili tratti da schizzi inediti dell’architetto e realizzati da Cristiana Minoletti e Alessandra Alliata.

Muovere le acque è un motivo costante nell’opera di Giulio Minoletti. Fin dai primi progetti il tema dell’acqua ritorna con continuità, declinato in vari modi nell’ambito di un attività che va dai progetti a scala urbana all’architettura di edifici pubblici e privati, dal design all’allestimento di interni. Da architetto, Minoletti considera questo elemento naturale un vero e proprio materiale da costruzione, un nodo centrale del progetto, un dato distributivo e un limite fisico e ideale dei suoi componenti. Nel tempo il rapporto con l’acqua diventa sempre più intimo e  necessario. L’acqua si presenta sotto forma di fontane, stretti canali, piscine, laghi, mare aperto. In ogni ambiente, urbano o rurale, lacustre o marino, Minoletti indaga e sperimenta le straordinarie potenzialità per il miglioramento delle condizioni di vita dell’uomo, in una felice sintesi tra Natura e Artificio. Questa mostra è un omaggio alla grande passione di Giulio Minoletti per questo elemento naturale, oggi sempre più prezioso, che seppe trasformare in un dato caratteristico dell’intero suo lavoro di architetto.

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Grand Hotel del Mare di Bordighera (1963/1967)

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‘Casa per uno scapolo’ Vaerenna, lago di Como (1941/1945)

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Piscina per Ettore Tagliabue, Monza 1951

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Piscina per Ettore Tagliabue, Monza 1951, scultura di Antonia Tomasini

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Il nuovo Muse di Renzo Piano

L’intervento progettato dallo studio Renzo Piano Building Workshop richiama le montagne circostanti e la stessa organizzazione su più piani del percorso di visita museale è una sorta di metafora dell’ambiente montano. Il MUSE nasce anche all’interno di un contesto frutto di un’unica visione progettuale che ha l’ambizione di identificarsi come una rilevante riqualificazione urbana di questa parte della città.

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Vista del blocco uffici e delle strutture di supporto del verde rampicante (ph. A. Gadotti – Colombo Costruzioni)

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Alcuni dei volumi e delle coperture inclinate che definiscono il complesso (ph. A. Gadotti – Colombo Costruzioni)

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Photo RPBW

 

La concezione urbanistica dell’intero quartiere aspira a ricreare un vero e proprio frammento di città, con le sue articolazioni, le sue gerarchie e la sua complessità funzionale. Qui trovano spazio funzioni commerciali, residenziali e di terziario, nonché quelle di interesse pubblico delle quali il MUSE costituisce la maggiore espressione. Assieme al parco pubblico di 5 ettari, il museo “abbraccia” fisicamente l’intero nuovo quartiere divenendo allo stesso tempo importante magnete urbano per l’intera città.

L’edificio è costituito da una successione di spazi e di volumi, di pieni e di vuoti, adagiati su un grande specchio d’acqua sul quale sembrano galleggiare, moltiplicando gli effetti e le vibrazioni della luce e delle ombre.

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ph.  Stefano Goldberg – RPBW

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ph. RPBW

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La copertura vetrata in acciaio e legno lamellare (ph. Oskar da Riz)

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ph. A. Gadotti, ArchivioTrento Futura

 

Il tutto è tenuto insieme, in alto, dalle grandi falde della copertura che ne assecondano le forme, diventando elemento di forte riconoscibilità. Grande attenzione è stata posta nello sviluppo delle strutture in acciaio e delle facciate dell’opera, quali immediata presentazione del Museo al visitatore. L’edificio quasi completamente in vetro (oltre 21.000 mq), è infatti caratterizzato da una notevole complessità geometrica dovuta ai 4 principali volumi (Blocco Uffici, Lobby, Area Museale e Serra), alle loro intersezioni e ai mutui intrecci. Lo sviluppo costruttivo è stato creato con un unico modello software tridimensionale, che ha consentito di gestire i numerosissimi dettagli complessi e la strettissima integrazione di strutture, facciate e rivestimenti. Tale modello è stato impiegato come base di lavoro per la discussione di tutti i dettagli architettonici e poi utilizzato per tutti gli ordini materiali, per i costruttivi di officina e per i disegni di montaggio.
Queste sculture architettoniche sono caratterizzate dall’utilizzo di diversi materiali che sono stati sfruttati ai loro limiti di impiego. Le coperture in zinco-titanio ed in vetro con le strutture in legno e acciaio, sono slanciate da sbalzi di eccezionale proporzione mentre le facciate continue presentano dei profili dalla snellezza elevata.
E’ quindi evidente che il calcolo strutturale e la determinazione delle sezioni dei profili ha raggiunto in questo progetto confini audaci ed innovativi.
Le tecniche costruttive perseguono la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico con un ampio e diversificato ricorso alle fonti rinnovabili e ai sistemi ad alta efficienza. Sono presenti pannelli fotovoltaici e sonde geotermiche che lavorano a supporto di un sistema di trigenerazione centralizzato per tutto il quartiere.
Il sistema energetico è accompagnato da un’attenta ricerca progettuale sulle stratigrafie, sullo spessore e la tipologia dei coibenti, sui serramenti e i sistemi di ombreggiatura, al fine di innalzare il più possibile le prestazioni energetiche dell’edificio.

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Il grande vuoto centrale dell’area espositiva (ph. Oskar da Riz)

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ph. A. Gadotti

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ph.  Stefano Goldberg – RPBW

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ph. Stefano Goldberg – RPBW
ALLESTIMENTI MUSEALI

Committente
Museo Tridentino di Scienze Naturali
Progetto architettonico
Renzo Piano Building Workshop
Team di Progetto
S. Scarabicchi, E. Donadel (partner and associate in charge) with M.Menardo, M.Orlandi, G.Traverso,
D.Vespier and P.Carrera, L.Soprani, M.Pineda;
I.Corsaro (models)
Consulenti
Iure (project co-ordination)
Riccardo Giovannelli (structure)
Manens Intertecnica (building services)
Dia Servizi (cost consultant)
GAE Engineering (fire prevention)
Müller BBM (acoustics)
Origoni & Steiner (graphic design)
Piero Castiglioni (lighting design)
MUSEO DELLE SCIENZE DI TRENTO

Committente
Castello SGR spa,
Progetto architettonico
Renzo Piano Building Workshop
Team di Progetto
S.Scarabicchi, D.Vespier (partner and associate in charge),
with A.Bonenberg, T.Degryse, E.Donadel,
V.Grassi, F.Kaufmann, G.Longoni, M.Menardo,
M.Orlandi, P.Pelanda, D.Piano, S.Polotti,
S.Russo, L.Soprani, G.Traverso, D.Trovato,
C.Zaccaria and  C.Araya, O.Gonzales Martinez,
Y.Kabasawa, S.Picariello, S.Rota,
H.Tanabe; S.D’Atri (CAD operator);
F.Cappellini, A.Malgeri, A.Marazzi,
S.Rossi, F.Terranova (models)
Progetto strutturale
Favero & Milan Ingegneria srl
Consulenti
Manens Intertecnica (building services)
Associazione PAEA (energy)
Müller BBM (acoustics)
Dia Servizi (cost consultant)
M.Vuillermin (hydrogeotechnical studies)
A.I.A. Engineering (roads and associated infrastructure)
Ingegneri Consulenti Associati (sewerage networks)
GAE Engineering (fire prevention cost consultant)
Atelier Corajoud-Salliot-Taborda, E.Skabar (landscape);
Tekne (cost and specification consultant)
Twice/Iure (project co-ordination)
Costruttore metallico e facciate
Stahlbau Pichler srl
Impresa
Trento Futura scarl
Capogruppo:
Colombo Costruzioni spa

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da Aa Architetture in Acciaio n.6/2013