Via Expo Gate. O c’era qualcuno a cui piacevano?

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Niente proroghe, niente traslochi. Le due piramidi in vetro e acciaio all’ombra della Torre del Filarete diranno addio a Milano per sempre (finalmente!) ed il nostro non è un pensiero nostalgico né di contemplazione all’eterna bellezza dei tempi che furono, ma un apostrofo un po’ amaro per il non reale utilizzo dello spazio. Largo Beltrami a Milano, lo spazio antistante al Castello Sforzesco, è stato etichettato come uno spazio privo di regole e di ordine, la disciplina era stata riportata grazie a queste due torri contemporanee.  Read More

Un’altra torre nello skyline di Milano. Il grattacielo di UnipolSai a Porta Nuova.

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Un’altezza di quasi 120 metri per una superficie totale di 31.000 mq. E’ la nuova torre UnipolSai, progettata da Mario Cucinella Architects per ospitare spazi commerciali, auditorium e gli uffici dell’headquarters milanese della compagnia assicurativa. In acciaio, legno e vetro, la torre si sviluppa su 23 piani fuori terra e 3 interrati. La copertura è una serra-giardino panoramica con un’area dedicata ad ospitare eventi pubblici e culturali.

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La prima bici in acciaio è stata stampata in 3D in Olanda

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Presto nei Paesi Bassi saranno a disposizione di tutti i ciclisti a caccia di novità le prime bici interamente stampate in 3D (le prime a livello mondiale). L’arco della bicicletta è stato progettato da un team di studenti presso la TU Delft e stampato in 3D in acciaio dal MX3D, uno studio di ricerca che prevede di utilizzare la stessa tecnica per creare un ponte su un canale di Amsterdam. Read More

L’Università Aperta. Politecnico di Milano, Polo Territoriale di Lecco

La sede di Lecco del Politecnico di Milano, nasce le 1989 per rispondere alla volontà dell’ateneo di essere presente e vicino alle realtà produttive nei territori di riferimento e alla richiesta dell’area lecchese, ricca di industrie e operatività, di avere un centro di ricerca per lo sviluppo competitivo.

Iniziato nel 2011 e recentemente concluso, il campus universitario progettato dallo Studio Paolo Bodega Architettura è una struttura in stile anglosassone e si pone fisicamente e ideologicamente come Università Aperta.

Sorto sul sedime dismesso dell’ospedale, vicino al centro storico e urbano, è caratterizzato da un’apertura verso nuove forme d’uso e di relazione realizzate attraverso un sistema di aree aperte e chiuse accessibili a chiunque, che esaltano il concetto di continuità urbana.

L’immagine dell’edificio, realizzato da Colombo Costruzioni, viene percepita per la sua leggerezza e trasparenza dovute ai materiali usati, ovvero alluminio, acciaio e vetro e al colore utilizzato per tingere gli involucri, il bianco RAL 9016, quello della carta da disegno.

 

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La “nuvola” di Fuksas

Può oggi realisticamente un edificio costituire l’esatto perfezionamento di un progetto? Sembrerebbe di sì se si considera la “Nuvola” realizzata da Stahlbau Pichler per Fuksas. Griffe dello Studio, il diamante in vetro e acciaio a geometria variabile incastonato sulla sommità del Palazzo dell’ex Unione Militare ben si inserisce nel centro storico della Capitale. Il progetto nel suo complesso è un’architettura che denuncia la propria epoca, dimostrando l’importanza, anche per la Città Eterna, di costruire una modernità che dialoghi con il passato affermando il valore di se stessa. Il Palazzo è stato costruito nei primi del ‘900, si erge nel cuore di Roma e si sviluppa su quattro piani destinati ad attività commerciali. Il progetto di recupero ha proposto due approcci: leggero sulla pelle dell’edificio, ingegneristico per la struttura interna (denominata “lanterna”) e per la copertura (denominata “nuvola”). Un’importante modifica ha riguardato la realizzazione di una struttura centrale in acciaio che, partendo dal basso dell’edificio, si innalza e attraversa i quattro piani, emergendo nella parte superiore con la copertura di una terrazza panoramica di circa 300 mq. Due le tipologie di vetri impiegate: per la Nuvola un doppio vetro altamente selettivo, per la Lanterna vetrate a singolo strato; entrambi gli elementi vetrati sono costituiti da circa 1.000 moduli triangolari, ognuno dei quali di dimensioni differenti, che coprono circa 2.000mq di superficie. Interessante la tecnologia costruttiva adottata: una struttura resistente grazie alla sua forma, non per le sezioni dei profili, un concetto mediato dalle strutture spingenti tipiche degli antichi archi romani. Nel dettaglio, le superfici vetrate sono sostenute da aste rigide in acciaio, costituite da profili laminati su misura in acciaio S275 e S355. Di fondamentale importanza nella gestione di tutte le fasi del processo, dalla modellazione al calcolo strutturale, dagli acquisti alla produzione, è stato l’utilizzo della piattaforma Bim (Building Information Modeling) che favorisce il rapporto di collaborazione tra clienti e fornitori esterni riducendo i costi finali. Da un punto di vista architettonico la struttura è immediatamente divenuta un landmark contemporaneo e un toponimo riconosciuto; in copertura è alta 8 m dal piano di calpestio e la sua geometria a base triangolare contiene i collegamenti verticali, i vani di servizio, i vani accessori e parte degli impianti. Il vuoto a tutt’altezza così generato consente la vista dei vari piani, ognuno dei quali apre al pubblico uno spazio contraddistinto da pavimenti decorati con “bolle” di diversa grandezza e colore, dalle tonalità rosso, arancio e viola su base di colore bianco. Il piano terra, pensato per ospitare un grande bazar, è anche uno spazio aperto e permeabile che collega via Tomacelli con l’adiacente piazza. Anche gli arredi sono stati disegnati dallo Studio Fuksas privilegiando linee fluide e sono stati realizzati prevalentemente in vetroresina. Una scala con gradini in vetro illuminati da led e con superfici specchianti completa il design degli interni e collega gli spazi. Una pavimentazione vetrata al piano terra consente infine la vista su alcuni resti archeologici venuti alla luce nel corso dei lavori.

[ di Valentina Piscitelli ]

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Committente | Sigi srl

Progetto architettonico | Massimiliano e Doriana Fuksas

Progetto strutturale | Tecnobrevetti srl, Esa Engineering

Realizzazione strutture “Nuvola” e “Lanterna” | Stahlbau Pichler srl

Impresa | CEV spa

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ph: Gianni Basso

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ph: Gianni Basso

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ph: Gianni Basso

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ph: Gianni Basso

 

Padiglione Cetacei

Il nuovo Padiglione trova collocazione tra il corpo principale dell’Acquario e la Grande Nave Blu, oggi Padiglione Biodiversità, integrandosi alla perfezione nel complesso del Porto Antico grazie a superfici vetrate del lato Sud e all’altezza del percorso dei visitatori che si eleva sopra il livello del mare di soli 3 metri, tutte soluzioni votate ad ottenere un effetto visivo leggero ed impalpabile. Quattro sono le vasche a cielo aperto, disposte per ospitare fino a 10 delfini, suddivise in vasca espositiva principale, nursery, vasca medica e vasca curatoriale.

Il nuovo padiglione con una lunghezza di 94 m, 28 di larghezza e 23 di altezza, è stato costruito in galleggiamento nel bacino di carenaggio del porto di La Spezia e trasportato al cantiere di Genova Voltri per i lavori di completamento, per arrivare solo in un secondo momento, quando l’opera era ormai giunta al 95% del completamento, nella sua sede definitiva, ovvero nel Porto Antico di Genova e qui zavorrata. In seguito si è passati alla fase di realizzazione dei collegamenti con l’Acquario esistente e con la Nave Blu che è stata spostata in avanti pur rimanendo parte del percorso espositivo.

Il percorso di visita è strutturato su due livelli per consentire al pubblico di ammirare gli animali sia dall’alto, sia da una prospettiva subacquea. Il visitatore che arriva dall’Acquario, accede così alla nuova sezione espositiva e ha una prima visione della vasca principale dall’alto. Grazie alla parete vetrata apribile realizzata da Stahlbau Pichler lunga ben 30 metri, è possibile ascoltare i cetacei. La vasca espositiva principale presenta inoltre al piano superiore una piattaforma a cielo aperto, progettata per i visitatori con disabilità motorie che possono così accostarsi alla vasca in una posizione privilegiata, a pochi passi dai delfini. Dopo aver percorso poco più di 50 metri, si accede al Padiglione Biodiversità ospitato all’interno della Nave Blu e riaperto al pubblico dopo i lavori di riallestimento. Tornando poi al nuovo Padiglione Cetacei il pubblico potrà passare all’interno di un tunnel vetrato lungo circa 15 metri che, grazie alla forma curva, si addentra parzialmente nel volume della vasca espositiva principale, offrendo scorci unici ed entusiasmanti della vita acquatica, con i delfini che nuotano anche al di sopra della testa dei visitatori.

Stahlbau Pichler si è occupata di tutte le strutture portanti e dei rivestimenti di facciata adoperando una quantità di acciaio pari a 320 tonnellate circa.

“L’intervento ha visto la realizzazione di 1000 m di facciate cieche con pannellature in calcestruzzo e 1700 m circa di facciate vetrate.” Spiega l’ing. Giovanni Pigozzi, project manager in Stahlbau Pichler dell’intervento. “La facciata continua – prosegue – presenta un reticolo d’acciaio inox a taglio termico con 12 mm di spessore, quindi estremamente sottile, questa è senza dubbio una particolarità rilevante di questo intervento che mostra una certa leggerezza visiva e percettiva.”

© RPBW – ph. Stefano Goldberg – Publifoto
Vista aerea del porto antico

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© RPBW – ph. Stefano Goldberg – Publifoto
Trasferimento padiglione dei cetacei via mare

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Expo Gate

I due moduli realizzati in acciaio in 90 giorni di cantiere sono un perfetto esempio di nuovo nell’esistente, eseguito con i più alti criteri di sostenibilità e intelligenza costruttiva, attraverso un sistema reticolare dalle forme sobrie e pure.

Ideato dall’architetto Alessandro Scandurra di Scandurrastudio, Expo Gate ha l’obiettivo di riqualificare la zona pedonale antistante Piazza Castello, sviluppandosi attorno al concept di essere porta attraverso la quale entrare nell’esposizione universale del 2015. La struttura non solo rappresenterà il primo punto d’incontro, d’informazione e di condivisione per i milioni di visitatori che transiteranno durante la manifestazione, ma sarà anche luogo di accoglienza, intrattenimento e informazione culturale.

L’opera realizzata da Stahlbau Pichler Srl, Socia di Fondazione Promozione Acciaio, propone una piastra centrale, luogo d’incontro e di passaggio, completata dai due padiglioni laterali in acciaio e vetro. La principale caratteristica di Expo Gate è quella di essere un dispositivo trasformabile e adattabile mantenendo la propria forte identità e trovando connotazione nella trasparenza strutturale dei due grandi volumi reticolari, che ben s’inseriscono nel tessuto urbano circostante.

ph: Stalbau Pichler- F. Romano

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Hovenring, the circular cycle bridge

The spectacular cable-stayed bridge in the Dutch city of Eindhoven (Netherlands), designed by ipv Delft, offers cyclists and pedestrians an exciting crossover. With its impressive pylon, 72 metre diameter, thin deck and conspicuous lighting, the cyclist roundabout is a new landmark for the city.

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Like a flying saucer, the steel bridge hoovers above the Heerbaan/Meerenakkerweg intersection, its impressive pylon marking the entrance way to the cities of Eindhoven and Veldhoven. There used to be a level crossing here, but the development of a nearby housing estate meant the intersection needed changing in order to cope with growing traffic. As Eindhoven City Council refrains from cyclist underpasses and didn’t want a level crossing roundabout either, they asked Dutch bridge specialist ipv Delft to look at possible solutions. A circular cable-stayed bridge soon appeared to be the best option.

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The structure. The bridge comprises a 70-metre high pylon, 24 steel cables and a circular bridge deck and is made out of steel. The cables are attached to the inner side of the bridge deck, right where the bridge deck connects to the circular counter weight. This way, torsion within the bridge deck is prevented. The M-shaped supports near the approach spans also ensure stability.

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The lighting design. Befitting Eindhoven’s identity as the ‘City of Light’ (Eindhoven is home to the Philips company), ipv Delft also made a lighting design for the Hovenring. One of its main elements is integrated into the circular deck. The space in between counter weight and deck has been fitted with aluminum lamellas, translucent sheeting and tube lighting, which results in a clearly visible ring of light at night. Together with the illuminated pylon, the ring of light ensures the bridge’s spectacular appearance at night.

The functional lighting is integrated into the railing, where LED-lighting illuminates the bridge deck and ensures facial recognition of the bridge users at the same time. Lights attached to a cable framework in between pylon and bridge deck and to the inner surface of the circular counterweight illuminate the intersection underneath.

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Nuovo Terminal Torino Porta Susa

Una galleria di acciaio e vetro lunga 385 m, quanto un FrecciaRossa, e larga 30: è stata inaugurata a gennaio ed è la nuova stazione AV di Torino Porta Susa.

Un progetto imponente, una città nella città, nata dalla collaborazione tra il GRUPPO AREP (Jean-Marie Duthilleul e Etienne Tricaud), Silvio D’Ascia e Agostino Magnaghi. Reinterpretazione delle gallerie urbane e delle grandi hall delle stazioni, questo imponente volume, nella sua trasparenza e nella capacità di interagire con lo spazio urbano, è già divenuto un landmark nella città. Il maestoso scrigno di cristallo e acciaio è stazione ma anche continuum spaziale, passaggio, catalizzatore di nuove funzioni e servizi.

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Copyright Silvio d’Ascia Architecture

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Copyright Silvio d’Ascia Architecture

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RENDERING DI PROGETTO Copyright Silvio d’Ascia Architecture

 

 

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PRINCIPI DI FUNZIONAMENTO ENERGETICO DELLA NUOVA STAZIONE Copyright Silvio d’Ascia Architecture

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Copyright Silvio d’Ascia Architecture

 

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Copyright Silvio d’Ascia Architecture

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ph. Bit Costruzioni

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ph. Mathieu Vigneau

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ph. Mathieu Vigneau

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ph. Mathieu Vigneau

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ph. Mathieu Vigneau

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ph. Mathieu Vigneau

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ph. Mathieu Vigneau

La sua realizzazione è stata una sfida geometrico-strutturale: 113 arconi di acciaio, posti simmetricamente lungo un asse longitudinale ad un passo costante di 3.6 m. Per rispettare la composizione architettonica sinusoidale, ogni elemento è stato realizzato con forma geometrica differente: altezza, larghezza, raggi di curvatura non sono praticamente mai gli stessi. Questo tipo di andamento ha richiesto uno studio approfondito di tutte le zone di giunto e soprattutto dei collegamenti degli arcarecci di copertura tra arcone e arcone. Questi, infatti, subiscono una torsione lungo il proprio asse, causata dal diverso piano di appoggio che si viene a creare. Ognuno di essi è costituito dalle cerniere di base e da cinque macro-elementi giuntati tra loro: due piedritti, due archi laterali e l’arco di colmo.

3.000 le tonnellate di acciaio impiegate, che hanno consentito di realizzare un involucro trasparente, con una pelle di vetro di 15.000 mq. Questa superficie è interamente coperta da cellule fotovoltaiche monocristalline, posizionate tra i due strati di vetro e in grado di produrre 680.000 KVH/anno. La loro funzione è anche quella di fare da schermo al sole e ottimizzare quindi il comfort degli interni. I pannelli di vetro sono distanziati tra loro di circa 40mm per consentire la ventilazione naturale, nonché per integrarsi con le cellule fotovoltaiche. Sempre grazie alla trasparenza, è stato possibile inserire nella galleria una fitta vegetazione, in grado di creare ombreggiature oltre che una piacevole sensazione di comfort.
Vincitore del premio Eurosolar 2012, il progetto ha il proprio punto di forza nella leggerezza della struttura che ha consentito la realizzazione della pelle vetrata e a risparmio energetico, in grado di recuperare parte del fabbisogno elettrico dell’intero corpo stazione.

www.arep.fr

www.dascia.com

 

Committente
RFI – Fer Servizi (Gruppo Ferrovie dello Stato)
Progetto architettonico
AREP (capogruppo) Jean-Marie Duthilleul, Etienne Tricaud, Silvio d’Ascia architecte,
in associazione con l’architetto Agostino Magnaghi
Progetto strutturale
SI.ME.TE. (cemento armato)
Arep Ingegnerie
MAP 3 (acciaio)
Impresa
CESI
COGEL
PIVATO
Costruttore Metallico
Bit Costruzioni
Facciate
CIMA

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tratto da Aa Architetture in acciaio 5/2013

China Wood Sculpture Museum

Thanks to its polished steel skin, the building mirrors the surroundings and the changing light. The solid walls ensure minimal heat loss while the breaking and twisting motion of the emerging skylights splits the surface and allows in light from the low-hanging sun of northern China; this provides sufficient natural diffused illumination to the three halls on the interior. 

The museum mainly houses local wood sculptures as well as paintings depicting the ice and snow of the regional scenery. In the context of the large-scale modern urban setting, the museum itself serves as a new interpretation of nature. The surreal interaction between the museum and the city breaks through the tedium of the urban shell, revitalizing the surroundings with a new cultural feature.

Photos of the building by Xiahzi

Location: Harbin, China

Site Area: 9,788 mq

Area: 12,959 mq

Building Length: 196 m

Building Height: 21 m

Director in Charge: Ma Yansong, Dang Qun
Design

Team: Yu Kui, Daniel Gillen, Bas van Wylick, Diego Perez, Jordan Kanter, Huang Wei, Julian Sattler, Liu Weiwei, Tang Liu, Mao Peihong, Maria Alejandra Obregon, Nickolas Urano, Gus Chan, Shin Park,  Alejandro Gonzalez

Associate Engineers: The Architectural Design and Research Institute of Harbin Institute of Technology

Curtain Wall Consultant: Inhabit Group

Panel Optimization: Gehry Technologies

Steel Structure Contractor: Zhejiang Jing Gong Steel Structure

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