Penalosa a Bogotà. Ritorna chi ha messo in bici e bus la capitale colombiana.

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Da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Nel caso del nuovo-antico sindaco di Bogotà, sarebbe da invertire: da grandi responsabilità, derivano grandi poteri. Eh si, perché il sindaco famoso nel mondo per avere messo in bici e in bus la capitale colombiana, alcuni anni fa si è preso la responsabilità di stravolgere la città.

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E tu cosa vorresti fare da grande? L’architetto

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Tutte queste celebrities del mondo del cinema, della politica e della musica avevano il grande sogno di diventare architetti. Non solo in America ma anche in Italia i nomi di starlette, conduttori TV e cantanti con una laurea nel cassetto sono in tanti (alcuni dei quali hanno sorpreso anche noi).Read More

RED BULL DESIGN QUEST

E’ stato un vero e proprio bike trip in giro per l’Italia, in cui i giovani talenti della BMX Simone Barraco, Matthias Dandois (FRA), Stefan Lantschner (ITA) e Anthony Perrin (FRA) hanno mostrato la loro maestria nel riding in location di architettura e urbanistica contemporanea del nostro Paese: l’imponente Palavela di Torino, eccezionale per il flatland di Matthias Dandois, il quartiere Bicocca a Milano, la Piramide in Fiera nella piazza delle Torri Kenzo Tange a Bologna, le straordinarie street session nella Riviera Adriatica e il maestoso Ponte Musmeci a Potenza.

Spazi, curve, muri, tetti e parapetti diventano lo spettacolare stage per le bici degli atleti Red Bull. I loro trick sono diventati un reportage foto e video, disponibili sul sito Red Bull.

“Il ponte Musmeci di Potenza è stato senza dubbio il mio spot preferito, non ci sono tanti posti così al mondo… girare lì mi ha dato una sensazione di libertà assoluta! – così commenta la sua esperienza Simone Barraco – Anche se devo dire che il trick che mi è piaciuto di più dell’intero trip è stato il wall sopra alla porta a Bologna”

“Partecipare al progetto è stato fantastico! – dice Matthias Dandois, atleta francese di BMX flatland – Non avrei potuto chiedere di più! Il posto più strano in cui siamo stati è sicuramente il ponte Musmeci di Potenza: sembrava costruito da un rider, fatto apposta per le nostre evoluzioni. Anche se spaventoso per la sua altezza, è stato molto divertente!”

L’evento è stato organizzato da Red Bull Italia con il supporto dei Comuni di Torino, Milano, Bologna, Pescara, Riccione, Bellaria-Igea Marina e Potenza, del Palavela di Torino, della Film Commission di Bologna e del Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Potenza, proprietario del Ponte Musmeci.

www.redbull.it/designquest

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Henry Ripke: l’architetto dietro il ponte di Dresda

Quando vince il concorso internazionale per la progettazione di quello che sarebbe diventato il più controverso ponte in Germania, a Dresda, il Waldschlößchenbrücke, ha 36 anni. “Col mio gruppo non avevo vinto mai nessun concorso” ricorda l’architetto Henry Ripke al quotidiano tedesco The Local. “Fu una sorpresa e un successo inaspettato”.
Ci vogliono poi diciassette anni prima che egli veda l’opera terminata, tra le due sponde dell’Elba. In mezzo, tutta una serie di vicende politiche-istituzionali che hanno reso la storia molto complicata.

Il progetto e l’esecuzione dell’opera vengono da subito confermati con referendum popolare senza alcun clamore. I problemi emergono nel 2006 quando arriva formale protesta dell’UNESCO, a seguito della quale le autorità cittadine sospen  dono i lavori.
“Fu un vero shock” afferma Ripke “perché l’UNESCO era perfettamente informato sul progetto definitivo del ponte; alcuni dettagli erano stati anche discussi con loro. Non riuscivo a credere ad una loro improvvisa opposizione”.

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ph._mondo [via Il Post]

D’altra parte l’UNESCO non ce l’ha col design del ponte in sè; contesta la scelta di erigerlo proprio in quell’area sensibile, Patrimonio dell’Umanità. La preoccupazione è quella di deturpare per sempre la vista della Dresda barocca.
L’Alta Corte di Sassonia conferma nel 2007 la prosecuzione dei lavori ma i problemi non finiscono. Emergono alcune problematiche relative alla logistica del traffico al danneggiamento dei battelli. I lavori si interrompono nuovamente.
Ma è del 2009 l’ultima intimazione dell’UNESCO, che minaccia ufficialmente di espellere Dresda dalla lista dei siti tutelati negandole automaticamente lo stato di Patrimonio dell’Umanità.
La fine della storia la conosciamo dai giornali e dai tg: il 24 agosto il ponte viene inaugurato ma Dresda esce dalla lista UNESCO.

Ripke ostenta oggi grande sicurezza nel dichiarare di non aver alcun rimpianto in merito al suo progetto; “si erano messi in testa che lì un ponte non ci andava; anche la struttura più bella del mondo non l’avrebbero mai approvata” dice ai giornali.
“E’ stato condotto uno studio attento sull’integrazione formale del ponte nel territorio. La linea degli archi bassi riprende quella dei ponti più vecchi della città” dice Ripke, ricordando inoltre di essersi ispirato al famoso ponte di Dresda Blaues Wunder.

Ma quello che interessa davvero a Ripke (come lui stesso ricorda più volte) è la funzionalità dell’infrastruttura; l’utilità dell’attraversamento del fiume in quel punto e la fluidità dei flussi di traffico. In realtà questo sembra essere anche la posizione della maggior parte dei cittadini, che non si scompongono più di tanto dinanzi alle recriminazione dell’UNESCO.
Tutta questa baraonda non sembra neanche aver danneggiato minimamente la carriera di Ripke, che anzi continua a macinare incarichi di progettazione di ponti in Germania…

 

 

Neobarocco digitale

Ispirato dalla divisione cellulare, Michael Hansmeyer scrive algoritmi che creano forme affascinanti e dai milioni di sfaccettature. Un neo-barocco digitale che non si può disegnare a mano ma che si può costruire — e che potrebbe rivoluzionare il modo di pensare alle forme architettoniche. Hansmeyer, architetto, si interessa professionalmente di generazione di algoritmi e modelli matematici per la modellazione di forme solide, per l’architettura e il design.

LIVING ARCHITECTURES

Through these films, Ila Bêka and Louise Lemoine put into question the fascination with the picture, which covers up the buildings with preconceived ideas of perfection, virtuosity and infallibility, in order to demonstrate the vitality, fragility and vulnerable beauty of architecture as recounted and witnessed by people who actually live in, use or maintain the spaces they have selected. Thus, their intention is to talk about architecture, or rather to let architecture talk to us, from an “inner” point of view, both personal and subjective.

Unlike most movies about architecture, these films focus less on explaining the building, its structure and its technical details than on letting the viewer enter into the invisible bubble of the daily intimacy of some icons of contemporary architecture.

Through a series of moments and fragments of life, an unusually spontaneous portrait of the building would emerge. This experiment presents a new way of looking at architecture which broadens the field of its representation.

www.living-architectures.com

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Kent Larson a Ted

How can we fit more people into cities without overcrowding? Kent Larson shows off folding cars, quick-change apartments and other innovations that could make the city of the future work a lot like a small village of the past.