Il Centro Pompidou compie 40 anni. Si festeggia con un restyling da 100 milioni

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Quaranta anni fa arrivava nel cuore di Parigi un’astronave colorata che avrebbe cambiato per sempre l’idea di museo e di architettura, di spazi urbani e di città. I parigini sin dal primo momento non hanno espresso particolare approvazione nei confronti del simbolo della nuova cultura di Richard Rogers e Renzo Piano.Read More

Il Broad Museum a Los Angeles fa parlare di sé più di qualsiasi altro museo

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L’architettura firmata da Diller Scofidio + Renfro, la facciata alveolare di calcestruzzo, acciaio e fibra di vetro, la straordinaria collezione di arte moderna e contemporanea di Eli ed Edythe Broad e la vicinanza al Walt Disney Concert Hall di Gerhy è il mix perfetto che ha reso il nuovo museo di Los Angeles il più amato dagli instagrammers.Read More

Drawing and Illustration Centre of ABC by Aranguren+Gallegos arquitectos

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The new Drawing and Illustration Centre of ABC by Aranguren+Gallegos arquitectos,  appears with the will to become an artistic reference at an international level and also a symbol of the cultural offer in Madrid. Its installation in the building of the old factory in Calle Amaniel, must respond to an intervention that is appropriate for a historical building, without renouncing to express its contemporanean centre nature with a wide cultural and artistic offer linked to the most avant-garde institutions within our context.Read More

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Fascinated by the discovery of one-point perspective during the Renaissance period, Laetitia de Allegri and Matteo Figake have created a landscape of overlapping semi-transparent shapes that plays with the viewers sense of perspective. The title of the work “Mise-en-abyme” is a French term that literally translates as “placed into abyss”, and refers to the experience of walking through the installation.Read More

Water museum by P-06 Atelier

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The Water Museum – property of EPAL (portuguese water company) – is a space that focuses mostly on the general aspects of the water, with an educational and scientific approach, while transmitting also some of the highlights of EPAL’s history and legacy to society (unlike most traditional company museums that only explore the historical nature of the company itself).Read More

Nestlé Chocolate Museum

Nestlé Chocolate Museum was built in Mexico City in 2007, located in Paseo Tollocan near Toluca.The existing chocolate factory was in need of an inner pathway for visitors to witness the production of their favorite chocolates, but the experts at Rojkind Arquitectos suggested bigger plans, promoting the creation of the first chocolate museum in Mexico. Taking 2.5 months to finish, including design and construction, the new 300-meter long façade of the museum that runs along the motorway has become the new image of the factory. The origami form is bright red grabbing the attention of all those that drive along the motorway while adding to the excitement for the visitors before entering the doors. The white detailing along the edges accentuates the angular form and faceted shapes from the outside, and is carried through the interior with the white washed walls, floor and ceiling.

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Città delle culture

Il concorso per l’assegnazione del progetto, bandito dall’allora assessore a Cultura e Musei Salvatore Carrubba con il direttore centrale Alessandra Mottola Molfino, premia David Chipperfield, stimando la proposta dell’architetto di fama internazionale la soluzione che “meglio risolve il rapporto tra nuovo e vecchio, senza dissonanze, ricercando i propri valori in un non facile contesto”. L’idea del progettista è in sostanza quella di recuperare la lunga cortina edilizia su via Tortona, dentro la quale ricavare con disposizione sequenziale gli spazi destinati al Museo archeologico, al Casva, al Laboratorio di marionette Colla e alla Scuola di cinema, con un colonnato in cemento aperto verso il lato interno e di costruire invece una parte nuova da dedicare al centro delle culture extraeuropee. Questo nuovo volume nasce per essere la vera e propria immagine distintiva dell’intero intervento, un grande corpo ondulato, polilobato, assolutamente in contatto diretto con la luce.

Un nuovo spazio destinato a tutte le culture contemporanee: sarà il cuore pulsante di un anello di edifici industriali riconvertiti.

L’edificio si mostra sostanzialmente fedele al progetto iniziale imperniato sulla ricerca di leggerezza dell’originaria imponenza del lotto attraverso la creazione del corpo centrale caratterizzato, in opposizione all’esterno dell’edificio senza aperture, dall’atrio completamente vetrato messo in opera con una particolare forma organica con sagoma ondulata, a riprendere il concetto di piazza coperta, attorno alla quale si apriranno le sale espositive di tagli diversi e modificabili in modo flessibile. Il volume, costruito in vetro acidato con superfici paraboliche, fungerà da lanterna per la città nelle ore serali. Costretta su tutti i lati da edifici e strutture nate nel tempo per necessità lavorative senza un previo studio urbanistico, l’architettura gioca sull’introspezione, filtrando lo sguardo del fruitore attraverso il contrasto tra linee e curve, le prime a protezione delle seconde, centrando il tema comunicativo sull’introflessione, sul raccoglimento quasi meditativo.

All’esterno dunque la struttura si può leggere come un allineamento di stereometrie squadrate interamente rivestite in zinco-titanio, atto di riverenza nei confronti del contesto industriale dell’Ansaldo. Questi corpi spigolosi e rigidi circondano, quasi a proteggerlo, il cuore dell’intervento, che pare sbocciare con linee di luce che disegnano la struttura quadrilobata dell’atrio di vetro opalescente. Un cristallo di luce, inaspettatamente flessuoso e dagli ampi respiri, introduce le retrostanti sezioni del museo, organizzate in cluster di sale rettangolari adiacenti che si susseguono in ordine gerarchico di grandezza, studiate per dare la possibilità di scegliere chiusure selettive degli ambienti e assecondare la rotazione delle collezioni a museo aperto, tutto ciò mantenendo la filosofia della continuità del percorso del visitatore.

A occuparsi dell’atrio centrale, delle facciate e di tutto l’involucro in generale Stahlbau Pichler con un team di ingegneri e tecnici impegnati su un progetto ambizioso, ma allo stesso tempo davvero appagante.

Saliti nel cuore del progetto quindi, si emerge in questo alto e luminoso corpo di vetro opaco, una sorta di fiore dalle forme fluide e accoglienti, snodo dei percorsi che di qui portano all’auditorium, agli spazi per le esposizioni temporanee, dove l’insolita altezza è illuminata dalla luce zenitale, intercettata da lucernari in copertura e integrata da lampade a regolazione automatica. Sempre partendo da quest’anima centrale è possibile recarsi ad altre sale destinate a ospitare piccoli nuclei delle raccolte etnografiche, pensati per instaurare di volta in volta un dialogo con le mostre di contemporanea che si terranno nelle aule contigue. All’ultimo piano, il bar e il ristorante, anch’essi vetrati e quindi pieni di luce.

La grande piazza interna in vetro sagomato, che definisce la sorgente dell’intero volume e s’innalza a lanterna polilobata dal centro dell’edificio, è l’unica forma organica del progetto ed è pensata per dare vita ad un ambiente protetto visibile dall’esterno, una vera e propria linea di demarcazione e definizione dell’introflessione che accomuna l’opera, la città ed il visitatore. La centralità di questo elemento unita alla refrattarietà visiva delle superfici esterne, rimanda all’introflessione dell’architettura della tradizione milanese, superando ogni inciampo nell’autoreferenzialità.

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ph. Oskar Dariz

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ph. Oskar Dariz

 

 

TRIPLE V GALLERY

Nonostante le sue evidenti qualità scultoree, il DNA è stato sviluppato razionalmente, a partire da un’attenta analisi del sito a disposizione e delle esigenze della committenza, di avere tre ambienti separati, con distinti percorsi pedonali. I vertici delle tre V segnano i punti di accesso agli spazi interni. Due i materiali protagonisti:  il corten per le finiture esterne e il legno per quelle interne.

Photo: CI&A Photography, Edward Hendricks

www.modonline.com

Architectural & Interior Design: Ministry of Design (Colin Seah, David Tan, Daniel Aw, Jeremiah Abueva, Lynn Li, Noel Banta)

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