Se una notte d’inverno un viaggiatore. Riaperto il Diurno di Milano, grazie al FAI

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Tutto è ancora intatto. Avvolto in una atmosfera onirica che ci riporta direttamente agli anni venti, quando l’Albergo Diurno Metropolitano realizzato da Piero Portaluppi a Porta Venezia a Milano, veniva inaugurato. Il tempo pare sospeso e fermo in questo sotterraneo in stile Deco, nato per ospitare i viaggiatori di passaggio dalla città, bisognosi di un bagno caldo e di un luogo dove rimettere in ordine vestiti e cappelli sporchi di carbone dei treni, per accogliere le famiglie senza bagno che dimoravano nell’adiacente quartiere Lazzaretto, povero e malfamato, privo di bagni e stanze confortevoli.Read More

Il padiglione di Coca-Cola a Expo diventa un campo da basket coperto per Milano

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Collocato nel quartiere periferico di Famagosta, il campo si aggiunge ai 120 campi pubblici della città. L’idea di una seconda vita del padiglione era già nel concept iniziale di progetto dello Studio Peia Associati, proseguito con la precisa esecuzione di un edificio semplice, ma sofisticato, già pensato per essere poi smantellato e ricostruito.Read More

Pop-Up Building Milan

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Marsèlleria permanent exhibition annuncia la sua trasformazione in Pop-Up Building Milan, intervento esterno dell’artista Daniel González. L’edificio che ospita lo spazio milanese sarà per la prima volta oggetto di un’installazione artistica e sarà completamente trasformato nella sua fisionomia esterna, divenendo una grande installazione animata da González: una fiaba di cartone, una struttura dinamica ispirata all’estetica dei libri pop-up per bambini, un gioco di forme che compaiono come una sorpresa.Read More

Via libera ai bagni in Piazza Gae Auelenti a Milano

Biondillo è scrittore, e si sa, gli scrittori possono scrivere quello che vogliono. Così, sulle pagine di IoDonna, Biondillo spiega che Piazza Gae Aulenti, a Milano, è “un luogo un po’ tamarro”. A Ferraro, il suo personaggio, “gli sembra di stare a Dubai”. Gianni peró è architetto, e saprà quanto è straordinariamente difficile progettare e “rendere possibili” le piazze, superfici tridimensionali di socialità e tempi condivisi, prima che di architettura. Forse Gianni non apprezza gli edifici che le danno forma. E su questo fronte, come dargli torto… Le cortine vetrate Unicredit sono davvero ordinarie, ennesimo manierismo di un international style mai concluso, lo chalet di de Lucchi (l’abbiamo già scritto altrove) è una palestra in legno rimorchiata fin qui dalla provincia di Bolzano. Completamente fuori contesto.
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