L’ILLUSIONE DELLA LUCE

Luce come chiarore, luce abbagliante, luce rivelatrice. L’esposizione si apre con un’opera realizzata dall’artista Doug Wheeler in cui la luce diventa materia ridefinendo spazio e tempo e annullando ogni riferimento percettivo. Le opere di venti artisti, dagli anni Sessanta ad oggi, raccontano la luce in tutti i suoi significati e declinazioni, interpretandola e rappresentandola.

A guidare il visitatore all’interno del percorso alla scoperta delle infinite sfaccettature della luce, sono le opere di Robert Irwin con i suoi tubi al neon, Dan Flavin con materiali poveri e fragili, Julio Le Parc che mette in risalto le potenzialità ipnotiche e cinetiche della luce, i dipinti di Trony Brauntuch con i suoi colori scuri e molti altri artisti tutti da scoprire.

La mostra non dà una risposta esaustiva alla moltitudine di interrogativi che gli artisti contemporanei si pongono sui significati e sui ruoli molteplici della luce, ma invita a un proprio percorro interiore tra luci e ombre, giorno e notte, nero e bianco, realtà e illusione.

luce_01

luce_02

luce_03

luce_05

Chiodo by Platek Light

Chiodo, come tutti gli altri prodotti Platek, nasce con l’intento di risolvere problematiche specifiche, combinando funzionalità ed estetica semplice e nel complesso gradevole. Questo prodotto è pensato per assolvere alle necessità di chi deve realizzare interventi di illuminotecnica temporanei o per chi si ritrova spesso con la necessità di dover cambiare layout dei propri spazi. Le particolarità di Chiodo sono la mobilità e l’installazione semplice: grazie il suo picchetto ‘a vanga’ è, infatti, piantato nel terreno e questo gli permette di poter essere spostato a seconda delle necessità.

CORPO | lega d’alluminio anodizzato e resistente alla corrosione

DIFFUSORE | policarbonato trasparente anti UV

ASTA | fibra di carbonio

 

Platek Light è un’azienda che destina la propria produzione agli elementi per l’illuminazione architettonica degli spazi esterni e dell’arredo urbano, come piazze, ponti, percorsi, aree residenziali o spazi di verde pubblico, ma anche cortili e patii di abitazioni private, hotel, ecc. I prodotti offerti da Platek Light sono pensati fin dalle prime fasi della progettazione per usi in ambienti esterni, e in quanto tali sono il risultato di una combinazione armoniosa tra i materiali, i trattamenti e le tecnologie migliori sul mercato, per garantire consumi energetici ridotti, anche per usi duraturi e in presenza di condizioni atmosferiche avverse.

chiodo_1

chiodo_2

Puzzle Facade

La città di Francoforte in contemporanea con Light+Building, la fiera biennale dedicata al settore illuminotecnico (la più importante a livello internazionale), organizza un festival dedicato alla luce: Luminale. Una festa per le vie, le piazze e le gallerie; quasi 200 installazioni realizzate da lighting designer e artisti; led, neon e nuove tecnologie per creare spettacolari atmosfere luminose.

Il progetto Puzzle Facade, realizzato in questa occasione da Javier Lloret, trasporta l’esperienza di risolvere un cubo di Rubik su scala urbana, trasformando la facciata dell’Ars Electronica in un gigantesco cubo di Rubik, invitando i passanti a impegnarsi con un’esperienza interattiva che si svolge nella città di Linz (Austria). Il giocatore interagisce con l’interfaccia a cubo appositamente progettata che contiene componenti elettronici per tenere traccia di rotazione e di orientamento. Questo software cambia le luci e i colori dei giganteschi quadrati della facciata.

Puzzle Facade from Javier Lloret on Vimeo.

archilight.it

puzzle-facade

 

SPAZI GONFIABILI

Penique Productions nasce nel 2007 a Barcellona. Composto da Sergi Arbusà, pablo Baquè, Chamo San e Pol Clusella, l’arte del collettivo spagnolo prende spunto da artisti come Christo e Jeanne-Claude o Doris Salcedo.

Tutte le volte la prassi è la stessa: scelgono il luogo (dal chiostro di un convento alla passerella di una sfilata di moda), ci aggiungono un palloncino in plastica gigante, ci soffiano meccanicamente l’aria all’interno fino a quando questo non ha riempito tutto lo spazio circostante. ‘Il pallone cresce fino a riempire tutto lo spazio e diventa parte dell’architettura esistente. L’aria, che agisce come la struttura, preme contro la plastica che si affaccia sul contorno limitando e modellando la forma definitiva’. A rendere il tutto più scenografico contribuisce poi l’illuminazione che esaltano i colori della plastica.

Penique Productions spogliano i luoghi dalla propria routine, facendoli entrare e diventare un’opera d’arte con una nuova identità. Le installazioni ‘offrono un’esperienza per lo spettatore. Pertanto, attraverso questo messaggio percettivo e chiaro, diretto e semplice, gli artisti mirano a raggiungere tutti i tipi di persone senza impostare un discorso’.

peniqueproductions.com

 

El Claustro, Querétaro (Messico).Il progetto ha avuto luogo presso il Museo de la Ciudad, che si trova nell’ex convento di San José de Gracia, e consisteva di coprire completamente chiostro dell’edificio. La luce trasforma lo spazio a seconda del momento della giornata. Quando la luce solare è forte, l’installazione è di un blu profondo e l’architettura che avvolge è tinto di una tonalità di blu cielo. Di notte, la luce artificiale calda utilizzata nella galleria attorno allo spazio gonfiabile e le luci installate nella fontana centrale delineano i volumi in una tonalità più scura di blu.

penique_blu

Palazzo Ducale, Genova.Vincitori del SHOT (Sala Dogana Hands-On Transformation) concorso indetto per trasformare la Sala Dogana di Palazzo Ducale. Il colore scelto per la plastica, l’oro, e luci calde sono state utilizzato al fine di migliorarne il bagliore, emulando così il percorso monumentale, come il sito si trova nel quartiere storico della città. Questo progetto è stato caratterizzato dal complesso assorbimento di propri pilastri dell’edificio all’interno del pezzo gonfiabile.

penique_genova

BAF, Beirut (Libano). Il pallone, con 10 metri di altezza e saturo di illuminazione rosa, è contenuto da corde che si incrociano a diverse altezze, creando ogni tipo di tensioni. Il pattern irregolare di linee rette contrasta le forme organiche del gommone. I volumi multipli definiscono il pezzo come un lavoro di scultura, visibile dall’interno e dall’esterno.

penique_pink

Palo Alto, Barcellona (Spagna). Progetto realizzato in collaborazione con l’Escola de Disseny BAU per la XXII Desfilada de Moda presso il centro di produzione artistica e culturale Palo Alto. L’installazione scenografica ha preteso di unire arte e moda.

penique_white

Cerveira Creative Camp, Villanova de Cerveira (Portogallo). Progetto realizzato in collaborazione con Canale 180 in Portogallo, un canale che è esclusivamente dedicato alla produzione e diffusione di contenuti culturali. Il collettivo ha creato il Forum Cultural de Cerveira, un’installazione con un elemento di illuminazione centrale. Il progetto è servito come punto di incontro in cui sono state effettuate diverse attività.

penique_yellow

Lightopia at Vitra Design Museum

Electric light has transformed our cities, created new lifestyles and working conditions, and became a catalyst of progress for industry, medicine and communication. New lighting technologies are currently bringing about profound changes in the domain of artificial lighting. 

image_1

600

1

The show encompasses roughly 300 works, including numerous iconic artefacts from the Vitra Design Museum’s lighting collection – which has thus far never been presented to the public – with works by Wilhelm Wagenfeld, Achille Castiglioni, Gino Sarfatti and Ingo Maurer. Other objects demonstrate the performative power of light, like the famous »Light-Space Modulator« by László Moholy-Nagy, or the spectacular reconstruction of a discothèque from the year 1968, made entirely out of translucent plexiglass. The primary focus of the exhibition is on works by contemporary designers and artists such as Olafur Eliasson, Troika, Chris Fraser, Front Design, Daan Roosegaarde, Joris Laarman.

image_17

image_15

image_6

image_5

image_4

image_3

image_34

The Vitra Design Museum

image_33

image_20

image_32

Among the exhibits are many interactive and walk-in installations that give visitors a direct experience of the archaic power of light.

The historical review of lighting design also places a sharper focus on the radical changes occurring today. While novel plastics, coloured light and halogen lamps were the driving forces behind new designs during the past century, today this role has been taken on by digitalisation or OLED technology. Because of such innovations, light has become increasingly autonomous and independent from traditional lighting objects – it can now be integrated in textiles or facades, and that it has received a completely new importance as a powerful element that defines physical spaces. Taking these developments as a starting point, the exhibition also addresses questions that dominate today’s discourse: How can designers, artists and architects utilise light in a way that protects our natural resources? How can we deal with the problem of excessive artificial lighting, or light pollution?

image_31

image_29

image_28

With its interdisciplinary approach, “Lightopia” shows how lighting design has influenced modern living spaces. The exhibition also explores the current paradigm shift and locates it within cultural history. As curator Jolanthe Kugler points out: “Lightopia” is the first exhibition that not only examines partial aspects of lighting design – such as light art or the design of luminaires – but also looks at the different facets of lighting design and places it in the context of current debates.

image_26

image_25

image_24

image_23

The exhibition is accompanied by an extensive events programme (lectures, podium discussions, workshops with artists, designers and scholars).

Following its presentation at the Vitra Design Museum, the exhibition will travel to other museums around the world. http://www.design-museum.de/en/exhibitions/detailseiten/lightopia.html

image_21.2

image_21

image_8

image_10

image_7

image

James Turrel at Guggenheim

James Turrell’s first exhibition in a New York museum since 1980 focuses on the artist’s groundbreaking explorations of perception, light, color, and space, with a special focus on the role of site specificity in his practice. At its core is Aten Reign (2013), a major new project that recasts the Guggenheim rotunda as an enormous volume filled with shifting artificial and natural light.
large-3

One of the most dramatic transformations of the museum ever conceived, the installation reimagines Frank Lloyd Wright’s iconic architecture—its openness to nature, graceful curves, and magnificent sense of space—as one of Turrell’s Skyspaces, referencing in particular his magnum opus the Roden Crater Project (1979– ).
“For his installation in the Guggenheim’s rotunda, Turrell has essentially created a very elaborate structure that visitors will enter into from below and newly experience the light and air that fills the void of the museum.
The piece is built as a series of cones that proceed through the space, starting about 25 feet above the floor of the museum and proceeding almost to the top of the space. Between the viewer and the daylight, there are five concentric rings of LED fixtures that shine upwards, filling five separate conical chambers with slowly changing light.
Like many of Turrell’s works, the piece is intended to create a contemplative or meditative atmosphere” Nat Trotman (associate Curator of Guggenheim Museum) says.

large-5

large-4

large

Other works from throughout the artist’s career will be displayed in the museum’s Annex Level galleries, offering a complement and counterpoint to the new work in the rotunda.  This exhibition is curated by Carmen Giménez, Stephen and Nan Swid Curator of Twentieth-Century Art, and Nat Trotman, Associate Curator, Solomon R. Guggenheim Museum.
“James Turrell” is organized by the Solomon R. Guggenheim Foundation, New York, in conjunction with the Los Angeles County Museum of Art and the Museum of Fine Arts, Houston. June 21 – September 25, 2013
www.guggenheim.org/new-york/exhibitions/on-view/james-turrell

larger-1

large-6

large-1

larger