Dispositivi LED wearable per la sicurezza dei runners notturni

E’ Pauline van Dongen a introdurre nel mercato degli accessori per lo sport e il tempo libero, un dispositivo wearable illuminato tramite luce LED per migliorare la sicurezza e la visibilità dei runner su strada. Realizzata in jersey tecnico con nastri LED, nascosti dietro lamine morbide e flessibili in TPU, la maglia Phototrope è stata sviluppata sulla base dell’esperienza della designer come runner urbano ad Amsterdam.

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L’ installazione interattiva “Onskebronn” di Phase 7

People walk over the interactive installation "Onskebronn", Norwegian for wishing well, at A central station in Berlin, Germany, Thursday, Oct. 14, 2010. The moving paths of visitors are followed on that LED-platform and retraced as reprocessed projections directly onto the floor. Sound is triggered by the movement of interacting visitors as they step onto the platform. The installation is created by German Sven Beyer of the performing arts group "Phase 7". (AP Photo/Gero Breloer)

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L’installazione interattiva chiamata ‘Onskebronn’ accogliendo il movimento e la presenza di passanti della stazione ferroviaria  Hauptbahnhof a Berlino. L’installazione, creata studio tedesco Phase 7, è costituito da LED che rispondono ai passi delle persone e modificano la trama digitale sul piano di calpestio in tempo reale. Read More

Chapeau Fashion Store

Inside the store you pass through a sequence of scenes beginning with the access, dominated by two large LED screens. The next scene is defined by long pieces that emerge from the walls, then you find the counters of stone volumes that start from the ground and are a connecting space between male and female areas. At the end the spaces join again in a high background topped by a skylight
that floods the interior of the store with natural light.

The formal language defined by the basic geometries of solid, plane and line, materializes with glass, mirrors, stones and metals in white, gray and black tones to achieve the ideal atmosphere for exhibiting the highest quality product in an attractive play of reflections, shadows and lights.

Illuminazione LED Milano

Tra le metropoli Italiane ad affidarsi alla tecnologia del ventunesimo secolo, la pioniera è stata Milano: la prima ad aver sostituito tutti gli apparecchi a scarica e ad essere illuminata completamente a LED.

Si parla dunque di un vero e proprio restyling della città e soprattutto della luce, in perfetta linea con le più moderne Smart City. E’ già iniziato il programma di sostituzione e rinnovamento degli 85.000 punti luce di Milano.

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L’installazione dei nuovi apparecchi è partita questa estate con la fornitura da parte di AEC Illuminazione di più di 40.000 corpi illuminanti della serie ITALO. Molte aree del centro cittadino sono già illuminate, tra tutte Corso Buenos Aires in cui sono stati installati corpi illuminanti della serie ITALO 2 Urban in versione tesata.

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La tecnologia LED è, dunque, al servizio di una città che sta diventando a tutti gli effetti in Italia un punto di riferimento di innovazione e sostenibilità. Le municipalità stanno sempre più riconoscendo, quindi, il valore delle nuove tecnologie di illuminazione outdoor e le ultime soluzioni a LED che hanno riscontrato un indiscusso apprezzamento per l’alta qualità del prodotto e i risultati garantiti.

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Ma c’è di più: AEC si sta preparando per dare una nuova efficiente illuminazione a LED anche alla città di Torino. L’azienda ha infatti partecipato ad un’altra gara indetta da Iren Servizi e Innovazione, aggiudicandosi l’intera commessa di ben oltre 45.000 punti luce.

aecilluminazione.it

SILO 468 | Interactive light art

Il progetto SILO 468 dello studio con base a Madrid, Lighting Design Studio (LDC) è una conversione di un silos, utilizzato precedentemente per il riposo dell’olio in un’opera d’arte e uno spazio pubblico. L’ex silos è in riva al mare di fronte al centro storico della città di Helsinki in Finlandia. I venti dominanti, ben noti ai residenti, sono fortemente presenti. La luce naturale, il vento e il movimento della luce sull’acqua hanno dettato le basi del progetto illuminazione. Le pareti esterne sono state perforate con 2.012 fori con riferimento a “Helsinki Capitale Mondiale del Design 2012”. 1.280 cupole LED a 2700K bianchi sono montati all’interno del silo dietro i ritagli e visibili da diversi chilometri di distanza.

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ph. Tuomas Uusheimo

L’illuminazione è il primo passo di un progetto ben più ampio di riqualificazione urbana: attirare l’attenzione dei turisti verso il quartiere e crea un punto di riferimento per cittadini e visitatori. Attraverso lo studio della luce naturale e l’uso di quella artificiale è stato progettato uno spazio civico a disposizione di tutti i cittadini.

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ph. Tuomas Uusheimo

L’interno è verniciato con un rosso intenso così la luce del giorno che filtra attraverso il modello ricrea atmosfere simili a quelle orginarie con la ruggine sulle pareti. Nella parte Nord non ci sono perforazioni ma 450 specchi in acciaio mossi dal vento. Con la luce del sole SILO 468 sembra brillare e scintillare come la superficie della griglia bianca di LED.

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ph. Hannu Iso-oja

Il collettivo madrileno ha sviluppato un software su misura che si aggiorna ogni 5 minuti e, utilizzando swarm intelligence, modula intensità e cicli on/off, in base a velocità del vento, direzione, temperatura, giorno, notte.

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ph. Tapio Rosenius

ldcol.com

Chiodo by Platek Light

Chiodo, come tutti gli altri prodotti Platek, nasce con l’intento di risolvere problematiche specifiche, combinando funzionalità ed estetica semplice e nel complesso gradevole. Questo prodotto è pensato per assolvere alle necessità di chi deve realizzare interventi di illuminotecnica temporanei o per chi si ritrova spesso con la necessità di dover cambiare layout dei propri spazi. Le particolarità di Chiodo sono la mobilità e l’installazione semplice: grazie il suo picchetto ‘a vanga’ è, infatti, piantato nel terreno e questo gli permette di poter essere spostato a seconda delle necessità.

CORPO | lega d’alluminio anodizzato e resistente alla corrosione

DIFFUSORE | policarbonato trasparente anti UV

ASTA | fibra di carbonio

 

Platek Light è un’azienda che destina la propria produzione agli elementi per l’illuminazione architettonica degli spazi esterni e dell’arredo urbano, come piazze, ponti, percorsi, aree residenziali o spazi di verde pubblico, ma anche cortili e patii di abitazioni private, hotel, ecc. I prodotti offerti da Platek Light sono pensati fin dalle prime fasi della progettazione per usi in ambienti esterni, e in quanto tali sono il risultato di una combinazione armoniosa tra i materiali, i trattamenti e le tecnologie migliori sul mercato, per garantire consumi energetici ridotti, anche per usi duraturi e in presenza di condizioni atmosferiche avverse.

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Lightopia at Vitra Design Museum

Electric light has transformed our cities, created new lifestyles and working conditions, and became a catalyst of progress for industry, medicine and communication. New lighting technologies are currently bringing about profound changes in the domain of artificial lighting. 

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The show encompasses roughly 300 works, including numerous iconic artefacts from the Vitra Design Museum’s lighting collection – which has thus far never been presented to the public – with works by Wilhelm Wagenfeld, Achille Castiglioni, Gino Sarfatti and Ingo Maurer. Other objects demonstrate the performative power of light, like the famous »Light-Space Modulator« by László Moholy-Nagy, or the spectacular reconstruction of a discothèque from the year 1968, made entirely out of translucent plexiglass. The primary focus of the exhibition is on works by contemporary designers and artists such as Olafur Eliasson, Troika, Chris Fraser, Front Design, Daan Roosegaarde, Joris Laarman.

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The Vitra Design Museum

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Among the exhibits are many interactive and walk-in installations that give visitors a direct experience of the archaic power of light.

The historical review of lighting design also places a sharper focus on the radical changes occurring today. While novel plastics, coloured light and halogen lamps were the driving forces behind new designs during the past century, today this role has been taken on by digitalisation or OLED technology. Because of such innovations, light has become increasingly autonomous and independent from traditional lighting objects – it can now be integrated in textiles or facades, and that it has received a completely new importance as a powerful element that defines physical spaces. Taking these developments as a starting point, the exhibition also addresses questions that dominate today’s discourse: How can designers, artists and architects utilise light in a way that protects our natural resources? How can we deal with the problem of excessive artificial lighting, or light pollution?

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With its interdisciplinary approach, “Lightopia” shows how lighting design has influenced modern living spaces. The exhibition also explores the current paradigm shift and locates it within cultural history. As curator Jolanthe Kugler points out: “Lightopia” is the first exhibition that not only examines partial aspects of lighting design – such as light art or the design of luminaires – but also looks at the different facets of lighting design and places it in the context of current debates.

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The exhibition is accompanied by an extensive events programme (lectures, podium discussions, workshops with artists, designers and scholars).

Following its presentation at the Vitra Design Museum, the exhibition will travel to other museums around the world. http://www.design-museum.de/en/exhibitions/detailseiten/lightopia.html

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L’Albero led di Eusebi

E’ la nuova lampada urbana de iGuzzini. Alimentata da sorgenti luminose a led (naturalmente) è un lampione “smart” in tutti i sensi, realizzato in acciaio bianco, dell’altezza max di 5,5 metri. L’idea nasce da Enzo Eusebi, con il suo Nothing Studio, nell’ambito di un progetto di una chiesa ultracontemporanea in tessuto tecnico, leggerissima, antisismica, proposta per il piano di ricostruzione dell’Aquila.

L'”Albero”, concepito anche lui come elemento nuovo, armonico al progetto, ha la particolarità di essere strumento multifunzione: impianto di sorveglianza e sicurezza via webcam, pannello solare, totem informativo etc.
Per ora prodotto nella sola finitura Warm white, è in realtà concepito per essere customizzato in materiali, colori e accessori diversi.

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La chiesa della Resurrezione (progetto: 2010) a L’Aquila per cui è stato progettato l’albero led di Eusebi.

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James Turrel at Guggenheim

James Turrell’s first exhibition in a New York museum since 1980 focuses on the artist’s groundbreaking explorations of perception, light, color, and space, with a special focus on the role of site specificity in his practice. At its core is Aten Reign (2013), a major new project that recasts the Guggenheim rotunda as an enormous volume filled with shifting artificial and natural light.
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One of the most dramatic transformations of the museum ever conceived, the installation reimagines Frank Lloyd Wright’s iconic architecture—its openness to nature, graceful curves, and magnificent sense of space—as one of Turrell’s Skyspaces, referencing in particular his magnum opus the Roden Crater Project (1979– ).
“For his installation in the Guggenheim’s rotunda, Turrell has essentially created a very elaborate structure that visitors will enter into from below and newly experience the light and air that fills the void of the museum.
The piece is built as a series of cones that proceed through the space, starting about 25 feet above the floor of the museum and proceeding almost to the top of the space. Between the viewer and the daylight, there are five concentric rings of LED fixtures that shine upwards, filling five separate conical chambers with slowly changing light.
Like many of Turrell’s works, the piece is intended to create a contemplative or meditative atmosphere” Nat Trotman (associate Curator of Guggenheim Museum) says.

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Other works from throughout the artist’s career will be displayed in the museum’s Annex Level galleries, offering a complement and counterpoint to the new work in the rotunda.  This exhibition is curated by Carmen Giménez, Stephen and Nan Swid Curator of Twentieth-Century Art, and Nat Trotman, Associate Curator, Solomon R. Guggenheim Museum.
“James Turrell” is organized by the Solomon R. Guggenheim Foundation, New York, in conjunction with the Los Angeles County Museum of Art and the Museum of Fine Arts, Houston. June 21 – September 25, 2013
www.guggenheim.org/new-york/exhibitions/on-view/james-turrell

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