Le architetture wearable di Pierre Kauffmann

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Pierre Kauffmann viaggia in tutto il mondo alla ricerca di forme architettoniche che possono essere trasformate in una delle sue opere d’arte. Le architettura sono valutate in base al colore, alla dimensione e alle caratteristiche fotogeniche. I suoi ‘monumenti’ sono pezzi che simulano il Metropol Parasol di Siviglia, City of Fashion and Design in Paris, Grue Titan in Nantes, Calatrava’s Oriente Station in Lisbon, the Kobe Port Tower in Japan, Parc de la Villette in Paris, and the Golden Gate Bridge in San Francisco.Read More

FREITAG, più che borse uno stile di vita. La seconda vita dei materiali provenienti dalla strada

Non basta avere una buona idea. Né un prodotto di eccellenza. Né una lunga storia credibile alle spalle. Oggi bisogna avere le parole per raccontarle. Parole capaci di descrivere ed emozionare, di suscitare curiosità per il lavoro che c’è dietro un oggetto, di fare pensare o ridere, di spostare il punto di osservazione.Read More

Food City by Petter Johansson

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C’è una divertente somiglianza tra un progetto urbano e la disposizione geometrica di alimenti del laboratorio svedese Atelier Food. Petter Johansson presenta l’innovazione attraverso il cibo con questo delizioso arcobaleno di colori sostenendo che “il cibo è una componente principale di molte sfide future”. Il cibo non è solo proposto come strutture dal design innovativo, ma è connesso all’idea di sostenibilità e sviluppo urbano.Read More

LIDO Collection by FIAM

Quest’anno, Fiam festeggia il suo quarantesimo anniversario, presentando alla fiera Spoga + Gafa di Colonia le sue collezioni storiche che da sempre si distinguono per durevolezza, comfort e pulizia estetica. Accanto ai bestseller arriva LIDO, novità 2015, disegnata dai Norvegesi Torsteinsen Design.

Ispirata alle panchine pubbliche degli anni Cinquanta, la serie Lido è caratterizzata dalla struttura di metallo che, in un segno fluido, si snoda per descrivere la silhouette di ogni variante: dalla sedia alla poltroncina, alla lounge chair a schienale basso o alto, con poggiapiedi. Per il rivestimento sono previste differenti soluzioni, dai tessuti sintetici outdoor alle corde di PVC (i cosiddetti spaghetti). Sono previste anche soluzioni a listelli plastici, metallici o in legno.

 

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CINI BOERI

Cini Boeri, laureata al Politecnico di Milano nel 1951, dopo un breve stage nello studio di Giò Ponti, inizia una lunga collaborazione con Marco Zanuso. Intraprende la propria attività professionale nel 1963, occupandosi di architettura civile e disegno industriale.

Progettando la gioia”, la mostra presentata da Spazio FMG a cura di Luca Molinari, ripercorre le tappe più importanti della carriera di Cini Boeri attraverso un percorso espositivo completato da una videata e dalle creazioni che l’hanno resa una della maggiori interpreti del design industriale italiano: da BOBOrelax,  poltrona per tre diverse funzioni progettata per Arflex nel 1967 a GHOST,  seduta in vetro prodotta da Fiam nel 1987.

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GHOST Fiam,1987 | Poltrona in vetro curvato

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BOBO, BOBOLUNGO E BOBOLETTO Arflex, 1967 | Tre diverse sezioni in schiume poliuretaniche a diversa densità per tre diverse funzioni | ph. Masera

In un percorso che si snoda tra il design e l’architettura, tra i progetti in mostra “Casa nel Bosco”, Osmate (1969), abitazione progettata e realizzata in modo da evitare l’abbattimento degli alberi circostanti, “Casa la sbandata”, La Maddalena (2004), le cui aperture sono state studiate privilegiando le viste migliori sul golfo, “Appartamento su tre livelli”, Milano (2006) al cui interno si sviluppa una libreria attraversata da un neon azzurro che si estende verticalmente su tutti e tre i piani.

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Appartamento su tre livelli, Milano 2006

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Casa La Sbandata, La Maddalena 2004

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Casa nel bosco, Osmate 1969

In MOSTRA dal 12/11 al 06/02

spaziofmg.com

La casa del III millennio

La storia de LA CASA DEL III MILLENNIO è la storia di un ponte teso tra due poli, da una parte il design, con i suoi interpreti più affermati e quelli più giovani, e dall’altra il mondo dell’artigianato e i suoi protagonisti. Nella prestigiosa cornice di villa il Mulinaccio a Vaiano. La mostra, ospiterà una selezione di aziende artigiane che esporranno non soltanto il prodotto finito ma il know-how delle fasi produttive. L’allestimento si propone di guardare oltre l’oggetto e di svelare la storia e le persone che si celano alle sue spalle. Tra le iniziative anche una tavola rotonda per discutere, insieme a DDW (Design Diffusion World), al Direttore del Centro di Ricerca TeDIS alla Venice International University e allo Studio b-arch architettura sulle opportunità del mercato globale attraverso la cultura del web per la diffusione del prodotto di qualità e del futuro dell’impresa artigiana, inteso come “manifesto di un nuovo immaginario per l’industria italiana” e delle professioni creative.

La mostra sarà aperta al pubblico il sabato e la domenica del 29 e 30 Novembre e il 6 e 7 Dicembre, dalle 15.00 alle 19.00.

INFO | cnaprato.it

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Les Souvenirs

A4Adesign nasce a Milano da un’idea degli architetti Nicoletta Savioni e Giovanni Rivolta che iniziano a disegnare oggetti e arredi attratti da un materiale inconsueto come il cartone alveolare. Il consenso immediato, ottenuto soprattutto in nord Europa, trasforma questo interesse in un lavoro a tempo pieno. Il suo design si ispira a forme archetipe, la sua cifra stilistica è nella pulizia delle linee che all’occorrenza fa ricorso ai contrasti. I suoi progetti, caratterizzati da una costante scenografica, sono la sintesi di elementi diversi: l’occhio del designer, la visione d’insieme dell’architetto (professione che i suoi creativi continuano a esercitare), la componente ludica del progettare, l’impiego di un materiale ecologico e di facile gestione. Il suo catalogo consolidato raccoglie decine di oggetti, mobili e complementi multifunzionali per la casa e l’ufficio, per l’allestimento di eventi, negozi e fiere, set cinematografici e TV.

A4Adesign predilige idee e progetti coerenti con uno sviluppo sostenibile, valore fondamentale d’impresa. Il suo proposito di utilizzare un materiale ecologico e povero all’apparenza si traduce in una scelta di sobrietà, un atto di rispetto per le risorse collettive, utile e condivisibile.

Nella serie Les Souvenirs sono proposte le riproduzioni tascabili di monumenti famosi, dal Duomo di Milano all’Empire State Building, dalla Statua della Libertà alla Sagrada Familia. Sono oggetti forniti piatti in pannelli pretagliati facili da assemblare, 100% cartone alveolare riciclato e riciclabile.

Photo courtesy of A4Adesign

a4adesign.it

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Giulio Minoletti

Giulio Minoletti, laureato al Politecnico di Milano, fu un pioniere, negli anni ’50, dell’inserimento dell’elemento acqua all’inteno dell’architettura urbana e nel design d’interni. In mostra sono stati proposti alcuni prototipi di mobili tratti da schizzi inediti dell’architetto e realizzati da Cristiana Minoletti e Alessandra Alliata.

Muovere le acque è un motivo costante nell’opera di Giulio Minoletti. Fin dai primi progetti il tema dell’acqua ritorna con continuità, declinato in vari modi nell’ambito di un attività che va dai progetti a scala urbana all’architettura di edifici pubblici e privati, dal design all’allestimento di interni. Da architetto, Minoletti considera questo elemento naturale un vero e proprio materiale da costruzione, un nodo centrale del progetto, un dato distributivo e un limite fisico e ideale dei suoi componenti. Nel tempo il rapporto con l’acqua diventa sempre più intimo e  necessario. L’acqua si presenta sotto forma di fontane, stretti canali, piscine, laghi, mare aperto. In ogni ambiente, urbano o rurale, lacustre o marino, Minoletti indaga e sperimenta le straordinarie potenzialità per il miglioramento delle condizioni di vita dell’uomo, in una felice sintesi tra Natura e Artificio. Questa mostra è un omaggio alla grande passione di Giulio Minoletti per questo elemento naturale, oggi sempre più prezioso, che seppe trasformare in un dato caratteristico dell’intero suo lavoro di architetto.

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Grand Hotel del Mare di Bordighera (1963/1967)

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‘Casa per uno scapolo’ Vaerenna, lago di Como (1941/1945)

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Piscina per Ettore Tagliabue, Monza 1951

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Piscina per Ettore Tagliabue, Monza 1951, scultura di Antonia Tomasini

 hallexpostudio.it

Baan Dinner Set Cupboard

L’ora di cena è di solito il momento da dedicare alla famiglia, dove tutti possono stare insieme condividendo storie ed esperienze con gli altri.

Baan Dinner Set Cupboard, progetto dei designers Paitoon Keatkeereent e Chawin Haijing, trae ispirazione dal clima di riunione della famiglia, caldo, rilassante e piacevole. Proprio come qualcuno dice “Una casa non è una casa, una casa è dove il cuore è.”, la parola Baan significa ‘casa’ in lingua tailandese.

La combinazione del telaio nero in acciaio con il legno massello di frassino danno a questo armadietto da cucina un tocco di modernità. La modellazione a forma di casa è appositamente progettata per lo scopo di utilizzo, il carattere e l’aspetto sono legati alla sua funzione. Il mobile da cucina ha diversi scomparti differenti per le diverse funzioni, per esempio si possono vedere portaposate e la scatola di fazzoletti accanto al camino, i bicchieri di vino che agiscono come un lampadario.

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Expopolis. Un format aggiornato del Monopoli, un gioco in cui la vicenda è intrisa di storia sociale

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Expopolis è un’iniziativa di OffTopic un laboratorio di dibattito e progettazione che indaga nel tessuto politico, fisico e sociale della città di Milano; è un gruppo di studenti, pendolari, statisti e avventurieri urbani che descrivono e riscrivono le trasformazioni della città. E’ prima di tutto un gioco, che poi si è trasformato in un libro.Read More