Potrei ma non voglio. Le infinite possibilità a cui rinunciare nella vita in città

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Dove abito io, potrei fare la spesa in ogni ora del giorno. Tutto il giorno e tutta la notte. Se nel cuore della notte mi ricordo che mi manca il sale non è un problema. Non devo certo bussare al vicino di casa. Potrei andare al cinema tutti i giorni e vedere un film diverso, la multisala cambia programmazione tutti i mercoledì. Ogni domenica potrei andare a teatro, al museo, alla pinacoteca, sentire un concerto in una bella sala o in un parco d’estate. Quanto a mangiare, in ogni angolo della città trovo cibo in abbondanza e per tutte le tasche, di ogni gusto e provenienza. Posso scegliere la scuola dei miei figli, tra molte, decidere a quali gruppi sportivi iscriverli. Se avessi molto tempo potrei attardarmi nei piccoli negozi del quartiere, se ne avessi pochissimo potrei decidere di farmi portare la spesa a casa, un piatto già pronto prima dell’arrivo degli ospiti, una pizza a tarda ora.

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OSSERVARE LA CITTA’

Osservare la città é un’esperienza. Perché un luogo può essere conosciuto soltanto dall’interno, perché è strettamente connesso con la nostra identità; è un piccolo mondo che dipende da un complesso di relazioni tra esseri umani. Un luogo può essere compreso solo incontrando i suoi abitanti.

Osservare la città è un’azione. Perché chi si affaccia e attraversa le cose sente che deve prendersene cura e riprogettarle. Il lavoro di osservazione, l’esperienza dei luoghi, non sarà mai fine a se stessa, richiede senso critico e capacità di andare oltre, desiderio di capovolgere luoghi comuni e credenze per cogliere le possibilità di mutamento.

 

ph. Fernando Guerra, FG+SG Architectural Photography