Una nuova chiesa green per Salerno. Come riscrivere il glossario delle architetture religiose

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Ventilazione naturale, sistemi passivi, coperture riflettenti, pavimentazioni traspiranti prendono il posto di navata centrale, abside, protiro e transetto perché l’architettura sacra oggi può avere accesso ai caratteri degli edifici più tecnologicamente evoluti. Nasce così a Salerno, grazie ad finanziamento CEI di 4.5 milioni e su progetto di Luigi Centola&Associati e Overtel, un nuovo complesso parrocchiale ecosostenibile che riduce al minimo l’impronta ecologica. L’innovazione e la tecnologia colmano il gap tra il sacro e il profano ed è compito del progettista renderle accessibili a l’uno e all’altro. E poi si sente sempre il bisogno di aggiungere gli aggettivi sostenibile e green alle parole edificio e costruzione: non dovrebbero essere questi valori sottendibili alla base di ogni progetto?

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Nella chiesa progettata da Fuksas a Foligno fa freddo

Chiesa a Foligno - Arch. M. Fuksas

Federico, mi cerchi “freddo” su Wikipedia? La notizia è degna di uno sketch di Crozza: nella chiesa di San Paolo Apostolo a Foligno, progettata dall’archistar Massimiliano Fuksas, fa freddo. Il sistema di riscaldamento a pavimento non è in grado di riscaldare a dovere l’enorme chiesa, un cubo di cemento alto 26 metri ed esteso per 700 mq. Read More

Una pelle architettonica con volumi prismatici in rilievo

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Con una superficie di 1910 mq e sviluppato su due piani fuori terra ed uno interrato, il complesso religioso della Chiesa di Santa Maria della Misericordia in provincia di Arezzo, è attualmente in fase di completamento e si contraddistingue proprio per l’involucro tridimensionale, ottenuto mediante l’impiego quasi caleidoscopico di mattonelle di gres porcellanato dalla forma esagonale.Read More

Kamppi Chapel

The chapel was constructed as a part of the World Design Capital program 2012. It was designed by K2S Architects Ltd (Kimmo Lintula, Niko Sirola and Mikko Summanen) and won the International Architecture Awards in 2010. In 3 years the building became very popular: today some 1.5 million people had visited it by January 2013.

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Fuksas | Complesso parrocchiale

La costruzione di questo ampio complesso parrocchiale di 1300 mq ha rappresentato un segnale forte di rinascita per la città umbra di Foligno, duramente provata dal terremoto del 1997. Vincitore del concorso indetto dalla Conferenza Episcopale Italiana, è stato il progetto firmato dall’architetto Massimiliano Fuksas. L’edificio è composto da due elementi principali: la Chiesa stessa che appare come un imponente cubo di cemento chiaro di 25 metri d’altezza collegato da una fascia di vetro satinato a un secondo parallelepipedo allungato e basso che ospita la Sagrestia e gli uffici della parrocchia. La geometria pura dell’opera situata a ridosso del centro storico di Foligno, si staglia sullo sfondo delle montagne circostanti.

Per movimentare la costruzione, l’architetto ha voluto che essa fosse sollevata di più di un metro rispetto al terreno e ha collocato cinque finestre a forma di quadrilateri irregolari, sulle facciate est e ovest. Anche l’interno della Chiesa esce dagli schemi tradizionali e racchiude un secondo cubo in posizione centrale, sospeso a tre metri dal suolo, sopra l’Altare della Chiesa. Qui vengono convogliati i fasci di luce naturale che arrivano orizzontalmente dalle aperture laterali e verticalmente dai lucernari in sommità. Lo spazio viene investito da una dimensione spirituale. Il luogo sacro evoca metaforicamente “il dialogo tra Cielo e Terra.”

Vedere attraverso il cemento il cielo, dall’interno, dall’esterno, all’esterno.” Cosi l’arch. Massimiliano Fuksas definisce il senso del suo progetto per il Complesso Parrocchiale San Paolo. L’elemento luce è fondamentale per creare un ambiente favorevole alla spiritualità. All’interno dell’edificio, i giochi di luce che attraversano il volume, sono indirizzati sui componenti più significativi, l’altare e il presbiterio. L’altra fonte di luce che movimenta l’edificio sacro arriva dal basso, attraverso il nastro vetrato sviluppato su tutto il lato della facciata sud. Li sta l’ingresso al quale si arriva attraversando il sagrato, una specie di passerella su un piano leggermente inclinato. La lunga vetrata è ritmata da tre aperture sottolineate dall’utilizzo dei profili EBE 65 di Secco Sistemi in acciaio inox lucido. La porta d’entrata in centro è proprio segnata da una croce nello stesso materiale che permette l’apertura.

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PH: Moreno Maggi

La geometria minimalista e la purezza formale di questo ingresso è in perfetta sintonia con tutta l’opera che si rifà ad un’estetica dell’essenzialità come ad indicare la via della spiritualità a chi entra in chiesa.

Progetto | Studio Fuksas

Officina | Antonelli Infissi Snc – Foligno

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PH: Moreno Maggi

EBE 65 racchiude tutta la tecnologia Secco Sistemi ed, in questo progetto, è stato utilizzato per realizzare l’ingresso: un lungo nastro vetrato a tre aperture che corre lungo tutto il lato sud dell’edificio.

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EBE 65 – SECCO Sistemi

seccosistemi.it

La chiesa in tessuto di Enzo Eusebi

Una nuova chiesa a L’Aquila, concepita da Enzo Eusebi (Nothing Studio) è il simbolo di una ritrovata sacralità altrimenti cancellata dalla forza distruttiva del terremoto. Un luogo per ricordare ma anche uno spazio generatore di nuova spiritualità, di fiducia, di fede.

La particolarità del contesto in quanto area terremotata, ha chiaramente suggerito il sistema costruttivo, ispirato alle realizzazioni di strutture di emergenza. Il concetto di solidità viene completamente ripensato, non è più la materia a parlare ma la sua evanescenza. Rigidità e possanza perdono i loro archetipi lasciando che siano plasticità e flessibilità a definire la nuova figura. Come un velo impalpabile la copertura in tecnotessuto avvolge una struttura in legno a forma di croce. Nulla è più spigoloso e rigido ma avvolgente e morbido come un nido, un posto sicuro dove non avere paura.

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Il progetto ha un impatto esterno del tutto estraneo all’immagine tradizionale dei luoghi di culto. Il campanile scompare, è ipogeo; le campane si intravedono attraverso lo specchio d’acqua circostante. Un solo elemento è verticale ed è una croce trasparente, semplice, che ricorda un manufatto realizzato con pochi mezzi, quasi fatto da un bambino.

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L’edificio è stato progettato con una superficie utile lorda di 750 mq, per 308 posti a sedere (a ricordare il numero delle vittime del terremoto del 2009). Sorge su uno specchio d’acqua a pianta quadrata (40×40 m), poco profonda (circa 30 cm) che accoglie uno scambiatore adiabatico per il raffrescamento estivo interno. Quattro ponti (di cui uno principale, d’ingresso) collegano gli spazi adiacenti esterni alla chiesa con lo spazio interno.

Il complesso è concepito con una base di fondazione e pavimentazione realizzata utilizzando simbolicamente anche le macerie del terremoto e le strutture di elevazione leggere sono realizzate con tecnologie prefabbricate in legno lamellare, che raggiungono un altezza di circa 15 m. Il rivestimento è una membrana a base di fibra di vetro ad alta resistenza meccanica e termico-acustica applicata a doppio strato esterno e monostrato interno. Una struttura leggera e prefabbricata, idealmente trasportabile, nomade.

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Gli spazi interni sono come una tela bianca che aspetta la mano del pittore, pronti ad ospitare opere multimediali proiettate sul tessuto bianco. L’impianto è radiale e tutto converge sul luogo della Mensa Eucaristica, che ha come sfondo un panneggio retroilluminato o retroproiettato da luce o immagini intercambiabili.

Il sistema geotermico e la vasca d’acqua integrano gli impianti con la produzione di acqua calda o fredda a basso costo energetico ai fini della climatizzazione. Un impianto di ventilazione garantisce il giusto ricambio d’aria con la regolazione igrometrica in modo da evitare possibili formazioni di condensa dovuti al sistema di riscaldamento/raffrescamento a pavimento radiante e ai periodi di affollamento.

L’illuminazione naturale è garantita dalla traslucenza del tessuto, che restituisce un effetto di luce diffusa ed uniforme, sospesa, con minime ombre soffuse.

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