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Sharing mobilty. Lo strumento del futuro

Sharing mobilty. Lo strumento del futuro

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Secondo uno studio del 2014, condotto dalla  Fondazione “Filippo Caracciolo” dell’Aci, l’Italia è al primo posto per densità di auto circolanti tra i principali paesi UE. Se si escludono infatti Lussemburgo e Malta, che hanno un tasso di motorizzazione privata più elevato, l’Italia con le sue 621 automobili ogni 1000 abitanti è ben al di sopra di Germania (531), Regno Unito ( 498), Francia (496) e Spagna (481). I problemi legati a questa altissima concentrazione di vetture sono evidenti : traffico, smog e incidenti stradali sono ormai una costante delle nostre città e il loro contrasto è uno dei temi cruciali da affrontare per le nostre amministrazioni locali.

In un ottica di riduzione del traffico privato, negli ultimi anni, è stata introdotta un’ interessante novità : servizi di car e bike sharing – recentemente sono apparsi anche gli scooter – che permettono di prenotare e noleggiare per brevi distanze cittadine automobili e biciclette ad una cifra contenuta. In Italia il servizio è particolarmente presente, soprattutto al Nord, e tutto sommato efficiente , con una discreta varietà nelle grandi città tra compagnie sia pubbliche che private. I meccanismi di noleggio sono quasi sempre facili e intuitivi: per esempio è possibile mediante un’applicazione rintracciare la vettura più vicina e con un semplice tocco sullo smartphone aprire la portiera con addebito direttamente sulla carta di credito; oppure – nel caso del bike sharing – è necessario un abbonamento. L’idea di per sé è estremamente innovativa, perché di fatto consente all’utente di poter usufruire per un determinato lasso di tempo di un mezzo totalmente a sua disposizione, senza però la scomodità di doverne possedere uno, con tutti i costi che questo comporta. Ma servirà veramente a contrastare l’utilizzo dell’auto privata o a favorire l’uso della bicicletta in città ? Verosimilmente si, bisogna solo offrire alle persone un’alternativa valida e funzionale.

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La sharing mobility potrebbe rivelarsi lo strumento del futuro, in un mondo in cui l’economia della condivisione sta prendendo sempre più piede, ma può e deve essere supportata da precise politiche di sviluppo. Innanzitutto deve essere accompagnata da piani strategici per il potenziamento dei mezzi pubblici, senza i quali un servizio di questo tipo perderebbe di utilità e di senso. Inoltre va reso più capillare sul territorio e utilizzabile anche nelle zone più periferiche, che allo stato attuale sono tagliate fuori, coinvolgendo il numero massimo di cittadini.

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