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Partiture di facciata contemporanee nel progetto dello Studio 5+1AA per il nuovo Headquarter BNL di Roma

Partiture di facciata contemporanee nel progetto dello Studio 5+1AA per il nuovo Headquarter BNL di Roma

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Sostenibilità, innovazione e funzionalità sono gli elementi chiave della nuova sede BNL Paribas di Roma: elevati standard funzionali ed energetici per ridurre l’impatto ambientale ed i costi di gestione, spazi e servizi per i dipendenti, con aree dedicate alla formazione, ristorante aziendale, un asilo nido, un’area fitness, un auditorium e un parcheggio interrato.

IL PROGETTO

Impatto visivo imponente, partiture di facciata contemporanee, soluzioni costruttive all’avanguardia.

Un progetto affidato allo Studio genovese 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo per ospitare e riunire in un unico luogo i diversi uffici del gruppo Bnp Paribas nella Capitale. La pianta è disposta longitudinalmente all’area, piccola e stretta, e l’idea classica di fronte-retro è stata abbandonata in favore di una composizione dinamica degradante dal punto più alto a quello più stretto, con una capacità di “modificarsi” in funzione dell’incidenza dei raggi solari nel corso della giornata. Sviluppato su due piani di facciata, una lineare e una che lavora sulla deformazione del piano stesso, la sua caratteristica principale è infatti la smaterializzazione.

Una facciata cangiante che lavora sugli elementi di rottura. Un effetto difficile da ottenere, frutto di uno studio architettonico importante che ha preso in considerazione tutti gli elementi della geometria e del paesaggio, così come gli innumerevoli vincoli a cui il progetto si è dovuto attenere, ad esempio la presenza della storica cisterna d’acqua Mazzoni. La cisterna Mazzoni che insiste sull’area, vincolata per l’appunto dal Codice dei Beni Culturali, ha fatto sì che l’edificio, in corrispondenza di essa, desse forma ad una grande finestra con vista sulla cisterna; in tale zona, libera da pilastri, l’edificio resta sospeso da un “ponte” in copertura mascherato dalle facciate.

In corrispondenza della testata Sud, l’edificio si rastrema sia in pianta, seguendo il perimetro del lotto, che in elevazione, rendendo a sbalzo le ultime tre campate e liberando così spazio utile per l’accesso e la via di fuga. L’importante sbalzo è risolto mediante travature reticolari in acciaio nei piani di facciata e, per effetto del comportamento spiccatamente spaziale dovuto all’asimmetria della struttura, disposte anche nei piani di solaio.

L’area estremamente stretta ed il rapporto diretto con la stazione Tiburtina hanno spinto verso uno sviluppo lungo una direttrice lineare con il risultato di un edificio largo 18 metri con un raddoppio nella parte terminale del corpo di fabbrica, dove il lotto lo consentiva. Grazie a questa scelta l’edificio è diventato leggero, come una torre, generando un dialogo con i vincoli paesaggistici e mai uno scontro con essi.

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LA FACCIATA

L’azienda Stahlbau Pichler si è occupata di tutta la facciata dell’edificio, sia della parte vetrata che della parte ventilata perfezionata con una soluzione architettonica in ceramica: per il lato ovest l’azienda ha lavorato con un sistema di facciata a cellule, mentre per il lato opposto l’intervento è stato incentrato sulla realizzazione del sistema a “Bow Windows”, operando con la ceramica per l’aspetto estetico e con le facciate ventilate per quello funzionale.

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ph. © OskarDaRiz

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