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Paint by drone. I graffiti sono fatti da un drone

Paint by drone. I graffiti sono fatti da un drone

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Carlo Ratti Associati presenta “Paint by drone” un sistema portatile per dipingere le facciate urbane e realizzare grandi opere murali collettive utilizzando i droni. Nella sua implementazione iniziale, il progetto propone di utilizzare le facciate dei cantieri come tele giganti. Quelli che normalmente restano bianchi oppure ospitano grandi spazi pubblicitari. I graffitari del futuro saranno artisti o guidatori di droni con la passione per l’arte?

Point by drone utilizza un set di UAV (Veicoli aerei senza pilota), ognuno dei quali dotato di sensori e portando un serbatoio di verniciatura a spruzzo. Ogni drone dipinge con CMYK (ciano, magenta, giallo, chiave) come nella maggior parte dei processi di stampa tradizionali.

“Le nostre città sono piene di superfici verticali che restano vuote, sia permanenti che temporanee”, commenta Ratti, “i teloni delle impalcature, ad esempio, hanno un enorme potenziale, ma di fatto vengono usati solo per l’advertising o lasciati vuoti. Con il progetto ‘Paint by Drone’ vorremmo liberare il potenziale dei phygital graffiti. Qualsiasi facciata può trasformarsi in uno spazio dove esporre nuove forme di arte collaborativa e open-source, oppure visualizzare il ritmo di una città elaborando i dati che produce in tempo reale”. Le prime due sperimentazioni sul campo sono previste per l’autunno e saranno ospitate dalle città di Torino e Berlino.

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