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Pablo Escobar, l’urbanista che non ti aspetti?

Pablo Escobar, l’urbanista che non ti aspetti?

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“Pablo Escobar è morto da vent’anni, ma in Europa la gente ancora non lo sa”. Narcos, la serie di Netflix dedicata al narcotrafficante, non aiuta a sradicare il pregiudizio di una Colombia vista sempre e soltanto come paese in cui il traffico di droga regna indisturbato. Mentre inizia la terza stagione della serie, vale forse la pena di complicare un po’ le cose raccontando un lato poco conosciuto del narcotrafficante più famoso al mondo: Pablo Escobar come urbanista, o quasi.

Pablo Escobar non ha influenzato la storia di Medellin solo con il narcotraffico. Per diverso tempo, Escobar infatti coltivò il serio sogno di una carriera politica a livello nazionale, riuscendo a farsi eleggere deputato (per poi essere destituito in pochi mesi, a causa delle accuse a suo carico). Alla base del suo consenso stava una fortissima domanda di giustizia sociale, che il narcos paradossalmente riusciva ad intercettare. Di fronte alle pessime condizioni di vita nei quartieri più poveri della città, Escobar si ergeva a paladino dei più poveri, sostenendo – a parole – la necessità di redistribuire la ricchezza e garantire a tutti le condizioni per una vita dignitosa.

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Medellin _ Barrio Pablo Escobar

 

Escobar non rispose soltanto arruolando al proprio servizio interi quartieri informali. Oltre a fornire lavoro nel traffico di cocaina, una delle basi del suo consenso fu un programma di riqualificazione urbana, Medellin sin tugurios. Escobar finanziò il progetto per la costruzione di mille unità abitative per famiglie a basso reddito, da costruire nella zona settentrionale di Medellin – la più povera della città, dove nei decenni si sono sviluppati i più grandi insediamenti informali. Il programma è stato l’intervento più strutturato, tanto che il quartiere così realizzato ancora oggi viene chiamato Ciudad Pablo Escobar; a questo però si sono aggiunte azioni più diffuse, riguardanti illuminazione pubblica, costruzione di campi sportivi, sostegno alle attività imprenditoriali delle famiglie più povere.

Quella promossa da Escobar è un’esperienza diversa – e ben più inquietante – rispetto a quelle di altre forme di criminalità organizzata che controllano di fatto ampi territori urbani. Ad esempio, le associazioni mafiose che imperversano nel Sud Italia sembrano interessate a mantenere la condizione di degrado e abbandono delle periferie in cui prosperano: la periferia è un mondo a sé, in cui le uniche alternative – per sopravvivere, nemmeno per poter migliorare le proprie condizioni di vita – sono quelle offerte dalla criminalità organizzata. L’esperienza di Escobar è inquietante per il meccanismo circolare che innesca tra legittime domande di promozione sociale e tentativi di risposta basati sul ricorso alla criminalità: il fondamentale bisogno di case, spazi pubblici e servizi di base trova risposta con i proventi del narcotraffico, che a sua volta è la principale fonte di sussistenza per intere comunità delle periferie.

OGGI PABLO ESCOBAR E’ MORTO DA OLTRE VENT’ANNI E MEDELLÍN E’ UNA CITTA’ TOTALMENTE DIFFERENTE. Ha perso il titolo di città più pericolosa del mondo per guadagnare quello di città più innovatrice, come da premio assegnato nel 2013 dal Wall Street Journal e Citi Group: una storia di cambiamento urbano che non racconteremo stavolta, ma che dimostra come anche le trasformazioni più impensabili possano accadere. Eppure, in alcune zone continua ad imperversare il narcotraffico, ancora unica risposta ai bisogni quotidiani di ampi strati della popolazione. Nei quartieri in cui la trasformazione di Medellin è giunta soltanto con deboli riverberi, rimane viva la richiesta di una vita più dignitosa che Escobar paradossalmente intercettava. Sperando che, stavolta, a rispondere siano i soggetti giusti.

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Medellin _ Barrio Pablo Escobar

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Medellin _ Biblioteca España, Giancarlo Mazzanti

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Medellin _El barrio [ph Marisa Montibeller]

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Medellin _ graffiti tour

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1 Comment

  • ilaria farina

    Bravo Giovanni, interessante il tuo scritto.
    Oggi sul treno mi è capitato di sentire tre persone che parlavano di viaggi di lavoro, uno diceva che, arrivato negli Stati Uniti, un collega gli aveva mostrato una Beretta nuova fiammante per dimostrare il suo apprezzamente al Made in Italy. L’altra di fronte a lui gli ha risposto: “Meglio la Beretta che “Pizza Mafia & Mandolino”. A presto! Ciao, Ilaria

    1 settembre 2017 at 15:21 Reply
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    cover_pigalle-basket-court

    Funzionalità ed estetica. I campi da basket a Parigi sono davvero colorati