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Un’abbazia del tempo moderno. Il primo prosciuttificio ipogeo è in Umbria

Un’abbazia del tempo moderno. Il primo prosciuttificio ipogeo è in Umbria

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Una fabbrica di ultima generazione, innovativa nelle forme e nelle tecnologie, può oggi abitare il paesaggio umbro con la stessa grazia che un tempo è stata delle sue abbazie più belle? Sembrerebbe proprio così. La scelta del progettista Enzo Eusebi è stata quella di immaginare insieme architettura e paesaggio, coniugando l’attenzione alla natura con l’efficienza di una struttura dotata delle più moderne infrastrutture e tecnologie, il rigore delle forme e dei materiali con un impianto a corte che crea un ambiente domestico e a scala umana, l’impiego della robotica per la lavorazione delle carni – il primo in Italia – con ambienti studiati per il confort del lavoro e per la salubrità delle carni.

I volumi che ospitano il ciclo di lavorazione del prosciutto sono all’interno di una struttura ipogea a C coperta da un tetto verde che segue l’andamento naturale del pendio. Nello spazio al centro della C sono collocati gli edifici direzionali su pilotis. Nella corte centrale, aperta verso valle, è stata posizionata una vasca di raccolta di acque meteoriche. Il fronte principale dell’opificio viene caratterizzato formalmente e architettonicamente dalla presenza del blocco direzionale, con il sapiente utilizzo di materiali ecocompatibili ad alta efficienza energetica.

Il concept reinterpreta in chiave contemporanea il layout della tipologia a “blocchi”, dove il piano terra dedicato a spazio produttivo si lega armoniosamente alla superficie più ridotta del blocco direzionale, attraverso il sapiente utilizzo di materiali. Nel caso del blocco produttivo (con struttura in prefabbricato in c.a.), le parti fuori terra “moltiplicheranno” lo spazio naturale circostante mediante l’utilizzo di finiture a specchio, sfruttando così la dimensione illusoria di tale materiale moltiplicatore della realtà. La stessa superficie garantirà il giusto apporto di luce naturale alle aree lavorative.

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Il progetto ha messo al centro, oltre al benessere dei fruitori, la sostenibilità che si evidenzia negli asset di efficienza energetica ed idrica, scelta dei materiali, gestione del sito di progetto, innovazione e qualità ambientale. L’adozione di pratiche sostenibili nella progettazione edilizia consente di conseguire benefici ambientali, economici e sociali con effetti positivi su tutti gli utenti dell’opificio, inclusi i proprietari e lavoratori.

La regola che sottende tutto il progetto è la volontà di costruire un edificio che utilizzi tecniche costruttive che si associano al risparmio energetico e a forme di architettura sostenibile (bio-edilizia) dalle quali scaturiscono le scelte formali. A tal proposito si è scelto di adottare la filosofia e gli standard costruttivi LEED, realizzando un progetto con criteri di sostenibilità ambientale in grado di minimizzare o eliminare del tutto gli impatti ambientali negativi attraverso una scelta consapevole di pratiche progettuali, costruttive e di esercizio migliorative rispetto a quelle comunemente in uso.

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Particolare accortezza è stata adottata nella scelta della copertura a verde dello stabile, più di 7000 mq d’impermeabilizzazione naturale, realizzata per consentire vantaggi energetici ed economici su più fronti: maggiore isolamento termico sia estivo che invernale, riduzione dei picchi di deflusso idrico, riduzione dell’inquinamento sonoro, mitigazione del microclima, fissaggio delle polveri sottili e risparmio sui costi di risanamento della copertura. Inoltre il manto che riprodurrà in parte il profilo collinare, sarà piantumato con un agrumeto a maglia regolare che beneficerà del calore residuo proveniente dall’impianto produttivo.

Uno specifico sistema di gestione e stoccaggio delle acque meteoriche garantisce poi la riduzione della produzione di acque reflue e la richiesta di acque potabili.

Per ciò che riguarda la riduzione dell’impatto ambientale ed economico legato all’uso di energia da combustibili fossili, il nuovo stabile è dotato di 50 moduli fotovoltaici e di 10 collettori solari per la produzione in sito di energie rinnovabili.

Il connubio tra scelte progettuali e ricerca di canoni architettonici che uniscono il moderno al tradizionale unite ad un forte orientamento alla sostenibilità hanno permesso di porre le basi per ottenere la Certificazione LEED, ad oggi considerata la più evoluta in campo internazionale.

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Tutte le immagini | Pietro Savorelli per Nothing Studio+Partners

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