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Londra dice no al “The Skinny Shard”, il grattacielo progettato da Renzo Piano

Londra dice no al “The Skinny Shard”, il grattacielo progettato da Renzo Piano

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“Lusso e sviluppo residenziale non rigenerano le periferie” questa la motivazione contro il grattacielo di Renzo Piano subito ribattezzato “The Skinny Shard” riportata dalla Skyline Campaign” associazione (nata nel marzo 2014) in cui figurano tra i firmatari David Chipperfield, Adrian Forty, Vittorio Gregotti e Anish Kapoor, che ha tra i suoi obiettivi di fermare la devastazione di Londra dovuta ad edifici di grandi dimensioni e altezze in contesti sbagliati. 

Il progetto di Renzo Piano, commissionato dalla Sellar Property Group prevedeva un grattacielo di 72 piani distribuiti in 254 metri di altezza con residenze di lusso, uffici, negozi e ristoranti nell’area della stazione ferroviaria di Paddington. Secondo l’architetto lo sviluppo del progetto da 1 miliardo di sterline potrebbe migliorare il collegamento tra la stazione ferroviaria e l’ingresso della linea della metropolitana Bakerloo, ma il Westminster City Council e gli sviluppatori Irvine Sellar e Great Western (GWD) non la pensano proprio così.

La proposta presentata al Dipartimento di Pianificazione ha raccolto l’opposizione, anche, di Terry Farrell, il cui studio ha sede nei pressi del sito proposto, in quanto “il grattacielo non è riuscito a rispondere alla necessità di una più ampia rigenerazione intorno alla stazione”.

Un grande nome e una imponente architettura sono gli unici ingredienti della rigenerazione urbana? O forse la strategia di intervento dovrebbe tener conto anche di fattori meno tangibili che si intrecciano maggiormente alla vita quotidiana delle persone?

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