cover_urbanfactory

Le fabbriche tornano in città. Casi isolati o un’inversione di tendenza?

Le fabbriche tornano in città. Casi isolati o un’inversione di tendenza?

urban-factory_manner-wien-

Se gli Stati Uniti da anni conoscono questo fenomeno, da qualche anno anche in Europa le fabbriche stanno tornando a localizzarsi nei grandi centri urbani. L’attività manifatturiera sta tornando a svolgere un ruolo importante nelle economie metropolitane statunitensi: circa l’80% dei lavori legato a questo settore sono localizzati nelle città. Inoltre, un report condotto dalla Brookings Institution, afferma che i governi statali dovrebbero concedere incentivi finanziari per incoraggiare l’inclusione delle aziende all’interno delle città affinché si realizzi una proficua collaborazione con le università e venga garantita l’innovazione.

L’Austria: l’approdo e, forse, il punto di partenza, della migrazione delle fabbriche verso le città. Un fenomeno analogo è ravvisabile a Vienna, come afferma Daniela Schröder nel giornale tedesco Brand Eins, dove un’azienda, La Manner, sebbene avesse due stabilimenti in zone rurali dell’Austria in cui c’è molta disponibilità di spazio e le tasse sono più basse che nelle grandi città, ha deciso di investire quaranta milioni nella sede centrale viennese. L’autrice sostiene che questo non sia un caso episodico ma sia comune a grandi città che stanno iniziando a rivalutare -dalla crisi finanziaria scoppiata nel 2008 – l’importanza di una solida base industriale e urbana. In aggiunta, il direttore dell’agenzia degli investimenti del comune di Vienna, Gerhard Hirczi, sostiene che l’industria sia un elemento essenziale per la stabilità di un centro economico e che un consolidato settore terziario non possa sussistere senza un nucleo industriale. Soltanto per citare alcuni numeri: il manifatturiero a Vienna controlla il 60% dei posti di lavoro creati nell’industria cittadina e il 75% del pil della capitale; la capitale austriaca, con il 15% delle industrie austriache, è il terzo centro produttivo del paese; le aziende viennesi danno lavoro a 140.000 persone. Oltre al caso de La Manner, anche la Staud’s e la Henkel mirano ad un ampliamento delle strutture urbane e della conseguente produzione e rendono ciò possibile attraverso l’impiego dell’alta tecnologia: dall’installazione delle barriere antirumore davanti ai palazzi adiacenti, ad una razionalizzazione del lavoro per piani permessa soltanto dall’adozione del modello verticale di fabbrica, passando per lo sfruttamento delle emissioni di calore come fonte di energia.

manner_shop_wien17-630x411

urban-factory-manner-wien-03

In alto, Manner-Original Neapolitan Wafers nel centro di Vienna.

 

Ma quali sono, nello specifico, i benefici che soltanto un’industria innestata nel tessuto urbano può portare? Hans-Jörg Bullinger, un esperto di scienze del lavoro ed ex presidente della società di ricerche Fraunhofer, sostiene che la produzione urbana offre vantaggi a tutte le parti coinvolte e permette una simbiosi tra l’ambiente lavorativo e lo spazio vitale degli esseri umani, la stessa che era impedita dalla struttura urbana delle città industriali (inglesi in primis) dell’800. Per le imprese i vantaggi sono la notevole disponibilità di lavoratori qualificati, la vicinanza ai fornitori di beni e servizi e l’accesso a istituti di formazione e ricerca. Per i dipendenti la fabbrica urbana non permette soltanto di ridurre le distanze e le relative tempistiche degli spostamenti, ma anche di adottare orari di lavoro più flessibili. Infine, per la città significa la riduzione del traffico, delle emissioni e del rumore, un minor consumo energetico e l’aumento del potere d’acquisto.

Cosa auspicarsi per il futuro? Dal momento che un rapporto tra il sistema produttivo industriale e quello abitativo sembra (ri)nascere con le migliori premesse, l’augurio è replicare, con le dovute declinazioni, questo interessante fenomeno su scala più ampia, innescando un ciclo virtuoso in cui una forza lavoro qualificata tenda ad attirare industrie specializzate in città e quest’ultime richiamino a loro volta esperti, invogliati anche dalla qualità della vita che solo la città, con i suoi servizi, può garantire.

urban-factory-henkel

Henken Headquarters a Vienna

 

Cover grande a lato | Illustrazione di Chibiko Wardy

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply

cover_musician

Milano Music Map

cover_impulse

Da Montreal a Lugano. Le altalene luminose di “Impulse” invadono la piazza del LAC