L’anima e la memoria

Un’esibizione, quella di Roberta Verteramo, artista e restauratrice contemporanea, che fa venire i brividi. Una stringa di piastrelle dai toni caldi, il silenzio, poche note che suonano al momento giusto, gli spettatori. Dopo aver posizionato tutte le piastrelle, con una maestria invidiabile, in piazza Carignano a Torino, Roberta invita tutte le persone presenti in piazza ad avvicinarsi a quanto preparato da lei. Inizia così il suo cammino nel mondo, le piastrelle, che ad ogni passo, seppur leggero e non fatto con forza, si crepano fino a rompersi del tutto, un rumore che spaventa la stessa artista che in viso ha un’espressione che parla da sola e dice “son stata così cauta ma si son rotte lo stesso”. Ed è proprio questo il messaggio che Roberta vuole trasmettere attraverso la performance: ogni nostro passo, minimo, impercettibile, leggero provoca dei danni irreparabili all’interno del paesaggio che ci circonda.

 

Dopo aver provocato la rottura di ogni singola piastrella, l’artista si volta e prendendo coscienza del suo “danno” si adopera per riparare ciò che lei stessa ha rovinato, costruendo così il Tempio della Cura con i cocci e invitando gli spettatori a partecipare alla costruzione insieme a lei.

Ogni azione umana provoca reazioni nell’ambiente, bisognerebbe prendere coscienza di queste reazioni e far si che diventino nuovamente azioni attraverso la cura e la salvaguardia di tutto il patrimonio esistente. Quello di Roberta Verteramo è un gesto pregno di significato, invita i partecipanti che hanno assistito fino a quel momento alla performance ad aiutarla a ricostruire ciò che era distrutto. Collaborare per ristabilire un contatto con l’ambiente circostante.

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