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highline.org | Molto più di un sito. Una finestra su New York

highline.org | Molto più di un sito. Una finestra su New York

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Basta aprire il sito dell’High Line di New York per capire in quale modo asciutto e poetico insieme si possa raccontare un pezzo di città. Non ci sono preamboli, lunghe descrizioni, storie che ricominciano da capo. Il visitatore anche occasionale è subito chiamato in causa: vuoi adottare un ginepro? Vuoi conoscere i promotori e magari diventare volontario? Vuoi fare una visita o cercare un evento adatto alle tue curiosità? Vuoi comprare un piccolo oggetto e sostenere il progetto?
Come è apprezzabile tanta chiarezza e facilità nell’uso. Se passi di qua sappi che vivere l’High Line significa entrare in una comunità di persone, empatizzare con un luogo, partecipare alla sua trasformazione. E in fondo questa è sempre stata la cifra del progetto: vedere che quella ferrovia costruita negli anni Trenta, una ferita nel tessuto urbano, a lungo abbandonata e maledetta – tanto che il sindaco Rudolph Giuliani progettava di demolirla – poteva venire riscattata semplicemente sovvertendone l’uso.
James Corner Field Operations (Project Lead), Diller Scofidio + Renfro, e Piet Oudolf, ispiratori del progetto, capirono per primi all’inizio degli anni duemila che gran parte del lavoro era stato già fatto dalla natura che si era ripresa spazio e vita tra i ferri arrugginiti. Nel 2002 ottennero il sostegno del consiglio cittadino che votò una risoluzione per la riqualificazione.

 

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Oggi l’High Line è un parco lineare con più di 200 specie di piante, dove vengono organizzati numerosi eventi, concerti, visite guidate, installazioni artistiche.
Il sito racconta tutto questo con foto bellissime che variano con le stagioni, raccontano la nascita dei fiori, le visite dei bambini delle scuole, le attività artistiche e ricreative.
Vale la pena farci un rapido viaggio, per capire come in fondo sia facile raccontare un luogo senza eccessi, osservare la natura e fare venire voglia di viverla. La bellezza di un progetto sta anche nel saperlo raccontare, a molti, a tutti. Perché altri possano imparare e magari replicarlo in altre parti del mondo.

 

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archispritz.com

via archispritz.com

 

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nytimes.com

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ph. Russ Deveau

 

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blog.davidgiralphoto.com

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Foto grande in apertura di Iwan Baan

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