cover_cableway

Funivie in città: il futuro della mobilità è appeso ad un filo?

Funivie in città: il futuro della mobilità è appeso ad un filo?

cableway_prima

L’ultima proposta arriva da Roma, dalla candidata sindaco del Movimento 5 Stelle: per risolvere i problemi di traffico in una zona della città, perché non costruire una funivia tra Casalotti e Battistini, capolinea della metro A? Le risposte dei romani non si sono fatte attendere: da chi, dati e mappe alla mano, ha dimostrato l’insensatezza della soluzione (a causa di pochi passeggeri e rotture di carico), a chi ha proposto invece alternative ironiche – bob a quattro, skilift, o le ancor piú ecologiche catapulte. Campagne elettorali e tweet sarcastici non aiutano il dibattito, eppure le funivie in cittá potrebbero avere un grande potenziale trasformativo.

Basta pensare alle città dell’America Latina, che hanno usato le funivie come strumento per la rigenerazione di grandi quartieri informali nelle periferie. In molti casi, si è trattata di una vera e propria rivoluzione per le città. Le funivie hanno permesso di rompere l’isolamento delle periferie e hanno agevolato importanti riqualificazioni dello spazio pubblico presso le nuove stazioni. Soprattutto, le nuove infrastrutture aeree hanno contribuito ad una nuova percezione dei quartieri coinvolti: aree non più marginali, ma degne di attenzione e investimenti tanto quanto zone più centrali. La rinascita di Medellin, già regno del narcos Pablo Escobar, è stata possibile anche grazie ai progetti che hanno migliorato i collegamenti tra barrios della periferia e zone centrali. Rio de Janeiro invece è riuscita a portare persino il turismo nelle favelas, grazie a funivie usate più dai visitatori che dagli abitanti dei quartieri d’intervento.

cableway_medellin

 

cableway_02

Bastano allora infrastrutture particolarmente riuscite per proporre iniziative simili anche in altre città? Oltre Roma, altre città italiane hanno avanzato proposte del genere; Milano ad esempio ha pensato ad una funivia per collegare l’aeroporto di Linate ad un nuovo centro commerciale a Segrate (per poi tornare sui propri passi, forse pensando alla difficile convivenza di una funivia con gli aerei in decollo). Anche in Europa le infrastrutture aeree riscuotono sempre piú successo. Londra ad esempio ha in funzione una propria funivia, la Emirates Air Line, che collega la penisola di Greenwich con i Royal Docks, passando sul Tamigi. La vista è mozzafiato, specialmente nei giorni di sole: si vola sulle acque scintillanti del fiume, sullo sfondo dei grattacieli della City e di Canary Wharf. Eppure, il panorama da solo non basta: tra le linee del trasporto pubblico londinese, la Emirates Air Line è solo al 407° posto per numero di passeggeri. Dopo un iniziale boom nell’estate del 2012, in corrispondenza delle Olimpiadi di Londra, la funivia ha continuato a perdere passeggeri, con performance lievemente migliori in occasione dei mesi estivi: funziona per i turisti in cerca di sfondi spettacolari per le proprie fotografie, un po’ meno per chi si sposta a Londra tutti i giorni.

Non c’è dubbio allora che le funivie siano infrastrutture iconiche, specialmente quando permettono sguardi inattesi sulle città. Il loro successo però richiede tanto lo slancio progettuale necessario per infrastrutture ancora difficili da immaginare in città, quanto condizioni di contesto ben precise, legate soprattutto alle aree servite e ai bisogni di mobilità a cui rispondere. Insomma, le funivie sono senza dubbio infrastrutture suggestive, ma non basta che la mobilità delle città sia appesa ad un filo.

 

 

 

Immagini, in ordine dall’alto

Emirates Air Line a Londra

Funivia di Medellin, Colombia

Funivia di Rio de Janeiro, Brasile

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply

cover_flybike

Gi Fly-Bike, la bici elettrica che si richiude in un secondo

cover_googlecar

20 dollari all’ora per (non) guidare la Google Car