Ciclostazioni Parco Regionale del Lambro

Ciclostazioni Parco Regionale del Lambro

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Il progetto ha realizzato tre ciclostazioni in adiacenza a tre stazioni ferroviarie, a Macherio, a Inverigo, ad Erba in posizione meridionale, centrale e settentrionale del Parco regionale della Valle del Lambro che si estende lungo il fiume fra la Villa Reale di Monza e le prealpi. Le ciclo stazioni di Macherio ed di Inverigo sono all’interno del Parco Regionale della Valle del Lambro, mentre la ciclo stazione di Erba è esterna al parco e calata in ambito urbano. Le ciclo stazioni fanno parte di un progetto più ampio di mobilità sostenibile e di fruizione del Parco denominata “Le vie del Parco”, in parte finanziata dalla Regione Lombardia, in parte dalla fondazione Cariplo.

Si tratta di presidi multifunzione: sono punti di deposito e noleggio per le biciclette del Parco, 20 per ogni ciclo stazione; ospitano una ciclofficina, di servizio alle bici del parco e alle bici private, un punto informazione del parco, sono punto di sensibilizzazione all’uso della bicicletta anche per gli spostamenti casa lavoro incentivando l’intermodalità bici treno, costituire un presidio, limitatamente agli orari di apertura, che permetta anche un più agevole e sicuro parcheggio delle biciclette nei pressi della stazione, ma anche indirettamente un presidio alla stazione stessa.

Due ciclostazioni sono strutture prefabbricate, mentre quella di Inverigo è inserita in locali della stazione ferroviaria inutilizzati e dati in comodato gratuito al Comune da TRENORD. Le ciclo stazioni prefabbricate sono costituite da due parti distinte: una parte funzionale costituita da un modulo prefabbricato abitativo da cantiere, ed un elemento estetico, di mascheramento costituito da una cortina in legno che ha la funzione di facciata e di elemento connotante la grafica e la riconoscibilità della ciclostazione. La scelta del legno grezzo è motivata dalla volontà di ricerca di un’interfaccia che permettesse di costruire una immagine delle ciclostazioni che alludesse ad una naturalità, alla missione di un parco, senza però trasmettere una immagine rustica, ma al contrario rifletta il carattere innovativo della iniziativa ed una interpretazione dell’estetica degli oggetti che si depositano nel parco, cartellonistica, aree di sosta, sistemazioni naturalistiche, che rispondono alla massima semplicità, linearità e sobrietà. La controfacciata eccede la dimensione del modulo retrostante in modo tale da occultare alla vista anche i suoi lati corti e la copertura. La contro facciata in legno è anche supporto per gli elementi grafici che segnalano la ciclostazione, il logo e le informazioni sugli orari e i percorsi ciclabili. Le doghe orizzontali in legno di frassino grezzo sono distanziate di 5 cm l’una dall’altra, in modo da non costituire uno schermo compatto, ma da lasciare passare la luce e permettere di intravvedere il volume retrostante. La contro facciata presenta due elementi mobili: un modulo sulla sinistra che si apre a libro e permette di regolare l’accesso all’area di pertinenza ritagliata fra le recinzioni esistenti e la nuova istallazione, e l’accesso di servizio al modulo; una seconda porzione mobile è un portellone di dimensione doppia, due che permette di trasformare la facciata in tettoia e di aprire e segnalare l’accesso delle bici. L’area attorno alla ciclostazione di Erba ospita il nuovo parcheggio per le biciclette ed è stata rifatta sistemando completamente il piazzale recintato con una pavimentazione in cemento rigato e un grande stancil in vernice blu con l’elemento grafico della bicicletta, di dimensioni tale da occupare tutta la parte lasciata libera dagli stalli ed essere visibile dalle immagini satellitari. La ciclostazione principale, di circa 70 mq, utilizza con pochi interventi di adeguamento i locali dell’ex bar della stazione. Gli arredi e gli elementi grafici sono i medesimi delle altre ciclostazioni. Il bancone di reception è realizzato in doghe di legno orizzontale con la stessa decorazione delle facciate dei container. E’ un progetto a km 0 e a sviluppo locale. Le forniture, biciclette, accessori, attrezzature, elementi in legno, sono stati selezionati orientandosi ad aziende inserite nei territori del Parco o in territori limitrofi. Gli obiettivi sono due, limitare la movimentazione delle forniture, e quindi abbattere l’impatto sull’ambiente, iniziare a costruire relazioni di collaborazione fra aziende e ente parco, per rompere la stretta contrapposizione fra mondo della produzione e della tutela del territorio.

  

Progettista Christian Novak

Gruppo di progettazione | Alessandro Giacomel – collaborazione al progetto esecutivo. Talita Medina – collaboratorice al progetto definitivo. Guglielmo Caretti – collaboratore al progetto preliminare.

 

ph. Christian Novak

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