La coop de-cioccolatizza per prima le sue casse

La coop de-cioccolatizza per prima le sue casse

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É la Scilla e Cariddi del consumatore, il collaudo della nostra attitudine genitoriale, la prova dei nostri buoni propositi. Gli addetti ai lavori la chiamano l’avancassa, quello spazio stretto prima delle casse dei supermercati, pieno di caramelle, ovetti di cioccolato, barrette energetiche, chewing-gum. É il varco oltre il quale si è salvi.

In quel breve tratto di rallentamento nel quale ci mettiamo pazientemente in fila, si abbassano le nostre difese immunitarie e si oscurano tutti i nostri principi di risparmio. Senza accorgerne cediamo alla pressante richiesta di dolci dei nostri figli o siamo colti da repentina voglia di aggiungere qualche pezzo goloso al nostro carrello. Non sarà mica quel piccolo incremento di spesa a fare la differenza. Chissà perché, ma l’avvicinarsi del compimento del rito collettivo della spesa, suscita in noi un rinvigorirsi della voglia di spendere ancora qualche euro. Lo sanno così bene i grandi marchi da non badare a spese pur di accompagnarci in quell’ultimo tratto di via.

La nostra impulsività – ricordiamolo – è risorsa che non ha prezzo! Ma qualcosa sta cambiando. Complice la crisi, i consumatori pare siano più accorti e razionali e negli ultimi anni anche questo comparto commerciale sta conoscendo un significativo calo. Le strategie di evitamento dei consumatori sono ingegnose: lasciare i figli a casa per non essere indotti in tentazione, praticare tecniche di respirazione yoga e di rilassamento che fortificano lo spirito, accendere nelle orecchie musica a palla (per i più giovani), attaccare bottone con il vicino (per i più anziani). Versioni contemporanee delle corde di Ulisse per difendersi dalle Sirene.

E allora perché non fare di necessità virtù? Qualche grande marchio italiano comincia ad attrezzarsi al cambiamento e a variare le proprie proposte. Alcune Coop, ad esempio, hanno provato a de-cioccolatizzare le casse, introducendo alternative alimentari come frutta e verdura o succhi naturali, “piccole abitudini sane” che possono entrare nella nostra spesa e nella nostra alimentazione anche in zona cesarini. Una proposta interessante. Forse l’avancassa può diventare un luogo strategico non solo per farci comprare di più ma anche per indurci a pensare ai nostri acquisti in modo più consapevole. Forse è qui che si può assecondare il nostro istinto di consumatori suggerendo qualche alternativa per i più piccoli, qualche prodotto insolito per gli adulti. Siamo quello che mangiamo, siamo quello che compriamo. Avanti o popolo alle avancasse!

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1 Comment

  • stefano ferrata

    grazie dal fronte nazionale liberazione avancasse :-)

    10 giugno 2015 at 14:15 Reply
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    Pole Dance | PS1 Young Architects Program

    proj14_img1

    Tutti gli spazi tra le case dovrebbero essere giocabili