Giocare su un ponte? Forse si può (ma non a Genova)

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“Non vogliamo solo rifare velocemente il Ponte Morandi, ma anche renderlo un luogo vivibile, un luogo di incontro in cui le persone si ritrovino, possano vivere, giocare, mangiare”. È l’ultima dichiarazione del ministro Toninelli a proposito del futuro Ponte Morandi, che riprende una proposta alternativa per la ricostruzione del viadotto: invece della struttura leggera proposta da Renzo Piano, l’architetto Stefano Giavazzi ha proposto una complessa struttura in acciaio che dovrebbe ospitare uffici, ristoranti, parchi, pannelli solari e, in cima a tutto, un parco (oltre, ovviamente, alle corsie dell’autostrada). Contro Toninelli si è subito alzato un coro di critiche, che si domanda chi mai farebbe andare a giocare i propri bambini in mezzo al ponte di un’autostrada. Ebbene, c’è chi lo fa. E anche con un certo successo.

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Senza le voci dei bambini le città sono morte

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Potrebbe essere l’ispirazione per un romanzo alla Stephen King. Una città perfettamente sterilizzata dalla presenza dei bambini, via dalle strade e dai giardini, dai ristoranti e dai cinema. Una città abitata solo da adulti, o meglio da vecchi ancora in salute, dediti ai loro piaceri e ai loro passatempi senza impegno né scadenza. Una città senza il vociare dei bambini piccoli all’uscita dalle scuole o dagli asili, finalmente liberati dalle angustie degli spazi scolastici, quando esplodono con fuochi d’artificio, festosi e acuti. Una città senza le biciclette, i passeggini, i monopattini, gli skateboard. Una città compostamente in silenzio.Read More

Texas, dove gli Stati Uniti stanno cambiando

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Il Texas è quanto di più statunitense ci si possa immaginare. E lo è anche oggi, mentre gli Stati Uniti si stanno trasformando in un paese diverso da quello affermatosi nel corso del Novecento. Se il Texas è sempre stato il simbolo della bigness americana, ad oggi è lo specchio di un paese che sta acquisendo una nuova identità e fatica ad accettarla. Già solo Houston, la più grande città dello stato, racconta il Texas e quel che sta diventando.Read More

Quito Papers: vita e morte dei grandi esperti di città

Basta Le Corbusier, è il momento di una nuova Carta d’Atene. A redigerla sono stati influenti intellettuali attivi sui temi delle città: sociologi come Saskia Sassen e Richard Sennett, architetti come Richard Burdett, il presidente di UN Habitat Joan Clos. E per presentarla hanno scelto Quito, capitale dell’Ecuador, dove l’anno scorso si è tenuta la conferenza Habitat III delle Nazioni Unite e in cui è stata presentata la Nuova Agenda Urbana. Nascono così i Quito Papers, ambizioso lavoro che intende andare oltre il modello modernista della Carta d’Atene e proporre una nuova idea di città.

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Adidas a Berlino: nascono le sneaker del trasporto pubblico

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Niente di meglio che un paio di scarpe per promuovere il trasporto pubblico. È l’idea, solo apparentemente bizzarra, alla base della nuova collaborazione tra Adidas e BVG, l’azienda dei trasporti pubblici berlinesi. Adidas ha appena messo sul mercato un paio di sneakers ispirato alla metropolitana berlinese, riprendendone i colori della tappezzeria dei sedili. Ma ancora più speciale è la linguetta delle scarpe: è un abbonamento annuale in piena regola, valido su tutta la rete del trasporto pubblico berlinese. Con la semplice scritta “biglietto annuale a tariffa speciale”, le nuove sneaker di Adidas permettono infatti di circolare liberamente su tram, autobus e metropolitane della capitale tedesca, senza che i temibili controllori della BVG possano avere nulla da obiettare.Read More

Architetti fra le baracche: tentativi di risposta nelle città informali

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C’è spazio per un architetto in un quartiere informale? Sono a Cazucá, periferia sud di Bogotá e mi faccio questa domanda. Sono qui per partecipare ad un workshop nel quartiere di Altos del Pino, organizzato dall’associazione locale Proyecto Escape e dall’Observatorio Urbano Hábitat dell’Università La Salle: insieme a studenti di Architettura, Urbanistica, Ingegneria ambientale e Comunicazione, provenienti da Colombia, Germania e Italia, collaboriamo alla realizzazione di alcune opere all’interno del quartiere, destinate sia alla comunità che a singole famiglie.

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Pablo Escobar, l’urbanista che non ti aspetti?

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“Pablo Escobar è morto da vent’anni, ma in Europa la gente ancora non lo sa”. Narcos, la serie di Netflix dedicata al narcotrafficante, non aiuta a sradicare il pregiudizio di una Colombia vista sempre e soltanto come paese in cui il traffico di droga regna indisturbato. Mentre inizia la terza stagione della serie, vale forse la pena di complicare un po’ le cose raccontando un lato poco conosciuto del narcotrafficante più famoso al mondo: Pablo Escobar come urbanista, o quasi.

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Funzionalità ed estetica. I campi da basket a Parigi sono davvero colorati

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Lo spazio è compatto, irregolare e circondato dagli edifici del IX arrondissement di Parigi. Pigalle, il brand di moda parigino di Stephane Ashpool, insieme a NikeLab e III Studio sono tornati in campo: nel 2015 avevano già trasformato questo spazio tra le case con colori accesi e forme geometriche; oggi hanno sostituito i colori primari con gradienti di azzurro, rosa, porpora e arancio. E’ arte nello spazio urbano, è gioco tra le mura degli edifici.Read More

Giardinieri planetari. Istruzioni per l’uso

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La signora Giada Turrini e suo marito Alfonso Lazzaro Gesualdi vivono nel quartiere Forlanini, poche fermate in autobus da Rogoredo, al pian terreno di un condominio recentissimo, con pochi abitanti, ora come ora quasi tutti in vacanza. È una zona tranquilla, senza troppi rumori, e se si alza il vento pioppi e i carpini fanno un concerto di fruscii insieme agli uccelli. Fuori dalla cucina hanno un giardino su strada e a proteggerli da sguardi una siepe di Rhynchospermum jasminoides – il famoso falso gelsomino, quello che arricchisce di fiori bianchi e profumo le estati mediterranee – invecchiata per le potature sbagliate. Il giardino si attraversa con poche lunghe falcate, è rettangolare e molto semplice: qualche vasetto di piante da utilizzare in cucina, un rigoglioso prato verde scuro, un verde zuppo di acqua che occupa tutta la superficie.

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A chi passa da via Morosini non sembra di essere a Milano

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Là dove un tempo c’era un autosilo e per lungo tempo ci sono state solo macerie e abbandono, da aprile c’è un bellissimo giardino aperto a tutti. Gli ingredienti di questo progetto sono decisamente insoliti per il caso italiano: un’area privata che il proprietario ha deciso di destinare ad un uso pubblico, un’associazione che se ne assume l’uso e la valorizzazione attraverso eventi e momenti di coinvolgimento degli abitanti, uno street artist che sa arrampicare sui muri delle città, come una specie di spiderman contemporaneo, e sa trasformare in magnetico oggetto di curiosità ogni parete su cui lavora.Read More