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Arte contemporanea a Firenze. Dopo Jeff Koons è il momento di Jan Fabre

Arte contemporanea a Firenze. Dopo Jeff Koons è il momento di Jan Fabre

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L’anno scorso Jeff Koons con la sua “Pluto and Proserpina” ha osato sfidare Michelangelo in Piazza della Signoria, oggi Jan Fabre suscita grande animosità nella città. Entrambe le installazioni hanno sollevato polemiche e dissensi tra cittadini e visitatori. “La statua dorata di Jeff Koons che beffeggia questa Firenze” oppure “Schiaffo. Capolavoro, Contrasto. La statua di Koons appassiona e divide turisti e cittadini”, alcuni dei titoli riportati da testate nazionali in quei giorni. I titoli di denuncia e inquisizione, in fondo, fanno parte del gioco e danno una mano ad attrarre attenzione sul tema ma i fiorentini, attori e spettatori, si dividono in un dibattito di pro e contro, naturalmente ammissibile ed accettabile per eventi e personaggi di questo calibro.

Le eccentriche installazioni, in un tipico cortocircuito postmoderno si insinuano in Piazza della Signoria e in altri luoghi della città – Forte Belvedere e Palazzo Vecchio – che attraverso i secoli si sono costruiti un autoritratto morale ancorato ai valori della classicità di Bernini, Michelangelo o Giambologna.

In un tessuto saturo di arte e architettura, che ha raccontato per centinaia di anni sempre la stessa storia, si immaginano da qualche anno progetti di respiro più contemporaneo. Le superfici dorate riflettenti delle opere di Fabre e Koons non fanno altro che enfatizzare le bellezze di facciate in bugnato rustico, cornici marcapiano e bifore marmoree neogotiche senza la presunzione di eguagliarne la magnificenza. Il contemporaneo a Firenze apre nuove prospettive artistiche e turistiche. La città non racconta più solamente la memoria dei tempi che furono ma oggi ridisegna il suo volto attraverso nuove superfici, materiali inconsueti e performance pubbliche.

 

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Pluto e Proserpina, Jeff Koons | ph. Lorenzo Valloriani

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