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Il diario di bordo di otto studenti del Politecnico e futuri urban planner in viaggio tra le architetture di Bruxelles, Anversa e Bruges

Il diario di bordo di otto studenti del Politecnico e futuri urban planner in viaggio tra le architetture di Bruxelles, Anversa e Bruges

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L’itinerario ha inizio l’otto marzo, sveglia alle 5 e si raggiunge l’aeroporto di Bergamo per atterrare a Charleroi nella prima mattinata. Bus per la stazione e dopo poco, un  treno che ci porterà ad Anversa. Appena arrivati veniamo accolti dalla maestosità della stazione centrale, decretata una delle stazioni ferroviarie più belle al mondo, gioiello novecentesco costruito dall’ingegnere Auguste Ambeau su disegno dell’architetto Delacenserie. Si prosegue con la visita del quartiere dei diamanti, in cui in qualunque verso si ponga lo sguardo non si può non notare la presenza di rabbini, infatti una delle peculiarità di Anversa è quella di ospitare una numerosa comunità ebraica, specialmente concentrata nel quartiere, dal momento che il principale impiego è inserito all’interno del commercio dei diamanti. Continuiamo la visita spostandoci verso il centro storico e finalmente arriviamo in una delle piazze più belle di Anversa, la Grote Markt circondata da edifici strabilianti sormontati da meravigliose statue dorate che la notte si accendono creando la magica atmosfera dei paesi noridici.

Al centro la fontana di Brabo, scolpita da Jef Lombeaux che risulta essere uno dei segni di riconoscimento della città. La cattedrale fa in parte da contorno alla piazza, patrimonio Unesco decretato uno degli edifici gotici più belli in tutta Europa. Proseguiamo verso la De Meir, la strada dello shopping più frequentata ad Anversa in cui i vecchi palazzi eleganti ne fanno da scenografia. Pausa in una deliziosa caffetteria dallo stile newyorkese in cui ci rifocilliamo dalla pioggia costante con un the caldo ed un caffè espresso. Decidiamo di oltrepassare la sfonda del fiume Schelda e ci serviamo del tunnel di Sant’Anna, struttura sotterranea di 572 metri considerata una delle opere ingegneristiche più importanti degli anni 30 e collocata a 31 metri sotto il letto del fiume che collega il centro di Anversa con la sfonda sinistra dello Schelda.

Si prosegue con la visita del quartiere Europark ed il progetto IGLO, un’iniziativa residenziale sociale dedicata al miglioramento del quartiere costruito nel 1970 in cui si è avviata una densificazione con nuovi condomini, centri comunitari e un grande supermercato, che hanno fatto si che si avviasse una riabilitazione delle zone trascurate. Gli spazi ricavati dalla chiusura dei pilotis dei due blocchi storici di venti piani ospitano centri sociali, spazi per la comunità, sede del comitato di quartiere e inoltre nei piani strada e in uno dei nuovi edifici si sono trasferiti  alcuni uffici amministrativi della città, questa dislocazione delle funzioni che rende fruibili questi spazi a diversi gruppi appartenenti a varie fasce, genera prima di tutto, la coesione sociale. Grande importanza è stata data alla progettazione dei percorsi perdonali e agli spazi verdi che hanno consentito di legare il “vecchio” ed il “nuovo” in un unicum visivo.

In questa politica, dislocazione e densificazione, al contrario di quanto possa alludere il significato di queste parole genera un’azione lungimirante e non invasiva.

Il giorno dopo la visita della città continua nella zona portuale, entriamo al MAS, il museo della storia di Anversa, progettato dagli architetti olandesi del Neutelings Riedijk, in cui salendo fino al nono piano ci godiamo man mano delle viste spettacolari su tutti e quattro i lati dell’edifico grazie alle vetrate che consentono una panoramica generale della città. Proseguiamo verso la Port House, il centro direzionale che porta la firma della regina dell’architettura contemporanea, Zaha Hadid, meravigliosamente studiata per risultare appariscente e avanguardista ma perfettamente inserita nel contesto in cui si trova.

La città di Anversa, oggi, è un grande cantiere, infatti la città sta avviando delle politiche di rigenerazione urbana del tessuto della città che consentiranno una maggiore vivibilità grazie all’ammodernamento delle strade e alla creazione di numerosi servizi alla popolazione. 

Un nuovo giorno, un altro treno, una nuova città da scoprire in poche ore, Bruges.

Cittadina mediavale dai contorni fiabeschi, viene conosciuta anche come “la Venezia del nord”, girando attraverso i suoi vicoli acciottolati con la vista su incantevoli canali si respira un’aria di armoniosa serenità, l’itinerario prosegue con la visita ai vecchi mulini a vento e si conclude con una lunga passeggiata lungo tutto il canale verso la Gentporvest che ci dirigerà alla stazione per prendere il prossimo treno diretto a Bruxelles.

Affascinante capitale del Belgio e sede dell’unione europea Bruxelles è una realtà di contrasti. Girando per la città si nota un paesaggio urbano maestoso e stravagante, si contrappongono immagini di degrado ed eleganza, antico e moderno, eurocrati e immigrati. Un leit motiv ben visibile è lo spazio verde, curato e studiato nei minimi dettagli per essere reso il più fruibile e vivibile. Dal quartiere che ospita le fredde strutture in vetro della zona UE ci spostiamo verso il centro per goderci la Gran Platz, una delle piazze più belle al mondo dove ci concediamo un delizioso waffle, dolce tipico belga. Nel percorso ci imbattiamo nel “Cinquantenaire Museum” e ci godiamo il percorso attraversando diversi parchi cittadini. Concludiamo con la visita esterna del Royal Palace e la sera non potevamo non concederci una birra belga al “Delirium cafè” storico bar situato nella Impasse de la Fidélité ed allestito all’interno di una struttura del XVIII secolo.

In conclusione di questo viaggio ricorderemo sicuramente la pioggia, il dolore ai piedi, i pasti improvvisati e tanta, tanta bellezza.

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