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Amsterdam e il sindaco della notte: vita notturna nella capitale del divertimento

Amsterdam e il sindaco della notte: vita notturna nella capitale del divertimento

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Per chi vuole divertirsi, Amsterdam è una città ideale – e non serve che questo articolo spieghi il perché. Piuttosto, è interessante spiegare come una delle capitali europee del divertimento gestisce la propria vita notturna: ed ecco a voi il “sindaco della notte”.

Il sindaco della notte puó sembrare una via di mezzo tra un amministratore, un pr e un supereroe: piú semplicemente, é un mediatore, che prova a far coesistere la domanda di vita notturna con le esigenze di chi, nei quartieri della movida, ci abita (e vorrebbe poterci dormire). Quando si parla di attivitá serali infatti si scontra chi sogna una cittá attiva 24/7, che offra alle 3 di notte gli stessi servizi disponibili a mezzogiorno, e chi invece vorrebbe che al calare del sole la quiete si impadronisse delle strade, lasciando tranquilli gli abitanti. Due punti di vista completamente opposti, soprattutto quando emergono problemi di rumore, traffico e pulizia.

Amsterdam ha affidato questa difficile mediazione ad un ex organizzatore di eventi, giá impegnato come pr di discoteche. La città non ha promosso nessuna “tolleranza zero”, né ha adottato un atteggiamento lassista: semplicemente, ha fatto sì che fosse un esperto della materia a cercare nuovi compromessi su un tema tanto spinoso. Sono significative alcune delle prime misure proposte dal sindaco della notte. Ad esempio, ha suggerito di lasciare aperti i locali per 24 ore, cosí che le persone possano tornare a casa quando preferiscono: un modo di diluire il deflusso dei festaioli e rendere piú tranquilla la situazione nelle strade. O ancora, ha promosso la riqualificazione di grandi spazi inutilizzati al di fuori del centro storico, dove sperimentare attivitá notturne senza limitazioni e, allo stesso tempo, riuscendo a non disturbare alcun residente.

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Non si tratta di soluzioni particolarmente creative, ma piuttosto di idee ragionevoli. Per gli amministratori pubblici, l’indotto della vita notturna é importante tanto quanto il voto di chi abita nei quartieri della movida. Sembra sensato allora inventarsi un mediatore che conosca entrambe le realtá e provi a farle convivere, nonostante le loro esigenze siano tanto diverse. Del resto, dopo secoli in cui ogni cittá aveva un coprifuoco e chiudeva le proprie porte al calar delle tenebre, quello della vita notturna é un problema relativamente nuovo, che chiede di ripensare i modi della vita in cittá: quali regole definire per spazi potenzialmente utilizzabili ad ogni ora del giorno, quali i servizi che dovrebbero essere garantiti anche nel profondo della notte? Nel prossimo futuro sarà poi interessante verificare il successo delle misure proposte finora, dato che i quartieri della vita notturna spesso cambiano nel giro di pochi anni, spostandosi in zone inaspettate e sfuggendo ad ogni forma di pianificazione. (Ironicamente, oggi una delle zone piu frequentate é la Rembrandtplein, piazza che ospita una riproduzione scolpita del più famoso quadro di Rembrandt – che, guarda un po’, é la Ronda di notte).

Intanto, a fine aprile i sindaci della notte di tutto il mondo si ritroveranno ad Amsterdam per condividere le proprie esperienze. Il tempismo é perfetto: la vita notturna, confinata nel chiuso dei locali per tutto l’inverno, sta per uscire allo scoperto, a riprendersi piazze, strade e lungomari.

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