
(Parte prima)
di Cesare Feiffer
La moderna e colta attività di conservazione o di restauro conservativo è stata definita, con una sintesi perfettamente calzante, come “l’esecuzione d’un progetto d’architettura che si applica ad una preesistenza, compie su di essa tutte le operazioni tecniche idonee a conservarne la consistenza materiale, a ridurre i fattori estrineseci di degrado, per consegnarla alla fruizione come strumento di soddisfazione dei bisogni,con le alterazioni strettamente indispensabili, utilizzando studio preventivo e progetto come strumenti d’incremento della conoscenza” (A.Bellini).
di Cesare Feiffer
L’attività di restauratore e quella di studioso delle architetture del passato mi hanno portato recentemente nell’Irak del nord e precisamente nel Kurdistan, regione del medio oriente martoriata senza pietà per decenni da una dittatura feroce.
di Cesare Feiffer
Noi non degradiamo la pratica, anzi la solleviamo al rango stesso della teoria, poiché è chiaro che la teoria non avrebbe senso se non dovesse essere necessariamente finalizzata all’attuazione. Così Lorenzo Lazzarini nell’introduzione del suo ultimo lavoro (L. Lazzarini a.c.d. “I pavimenti alla veneziana”, Venezia, 2008) cita “La teoria del restauro” di Brandi.