MADRID. CAIXA FORUM

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di Francisco Javier Casas Cobo

Un nuovo spazio culturale che alcuni hanno definito post-museo, poiché ospita attività che rappresentano un valore aggiunto: senza la dimensione e la presenza di altri “vicini” illustri del triangolo dell’arte madrileno, il nuovo “Caixa Forum” era condannato ad essere nascosto da un’area di servizio (distributore di benzina).

La Caixa, fondazione che finanzia in tutto il mondo opere sociali a tutti i livelli e di tutti gli importi, ha così acquistato l’area, trasformandola in un nuovo spazio urbano. Su un lato si sviluppa il giardino verticale di Patrick Blanc, che delimita il nuovo edificio e lo mette visivamente in comunicazione con il Paseo del Prado. La nuova piazza del museo e ed il suo atrio d’ingresso plasmano uno spazio continuo che si inserisce al di sotto dell’edificio, quasi come se fluttuasse, sorretto solo da tre grandi nuclei in c.a.

FOTO 1. Il Caixa Forum con i giardini verticali di Patrick Blanc e la piazza del museo. FOTO: E. Almagro FOTO 2. Sezione longitudinale

FOTO 1. Il Caixa Forum con i giardini verticali di Patrick Blanc e la piazza del museo. FOTO: E. Almagro FOTO 2. Sezione longitudinale

Quella che era la diciannovesima Centrale Elettrica del Mezzogiorno di Jesus Carrasco Muños-Encina, con i suoi tamponamenti originali in mattoni, è stata ristrutturata e completata con una nuova texture in ferro arrugginito, che racchiude il nuovo volume di sopraelevazione. Nonostante l’esito estetico del nuovo involucro, sono sorti alcuni dubbi in merito all’opacità dell’ultimo piano che, ospitando il bar-ristorante, avrebbe potuto offrire una magnifica vista sui tetti della città e sul giardino botanico verticale.

Vista dell'edificio su via Alameda. Foto: E. Almagro

Vista dell'edificio su via Alameda. Foto: E. Almagro

La scelta di pannelli di ferro in sostituzione di un atteso e talvolta confuso acciaio autopatinabile, è stata presa dopo aver verificato che il taglio laser deformava le componenti in acciaio autopatinabile. In virtù della ricerca di un materiale dall’aspetto ossidato e antico, agli elementi in ferro è stato applicato un trattamento speciale di ossidazione, con il quale gli autori evocano “la ruggine polverosa di Bilbao”.
In questo modo l’edificio può invecchiare con naturalezza e manifestare il passaggio del tempo in una forma bella e sorprendente, attraverso un materiale di facciata che, per citare Harry Gugger dello studio svizzero, “sanguina dopo la pioggia”.

L'atrio d'ingresso esterno e uno dei tre nuclei centrali che sorreggono l'edificio. Foto: E. Almagro

L'atrio d'ingresso esterno e uno dei tre nuclei centrali che sorreggono l'edificio. Foto: E. Almagro

Il tamponamento esterno si alleggerisce visivamente nel coronamento dell’edificio grazie al disegno reticolare nel pannello di ferro che, applicato con rotazioni di 90°, genera quattro configurazioni diverse e accostamenti variabili. Questa eterogeneità alleggerisce il volume, conferendogli sembianze minerali e vegetali.
All’interno dell’edificio, il pavimento dell’atrio e della scala al pian terreno è rivestito con pannelli d’acciaio inossidabile e un gran numero di corpi illuminanti fluorescenti si susseguono a soffitto insieme agli impianti a vista che rievocano il passato industriale dello spazio. La scala principale è un volume tronco-piramidale ribaltato, che confina con un percorso monocromatico bianco candido.
In conformità con la premessa iniziale degli architetti, secondo cui “per creare un edificio pubblico è necessario creare uno spazio pubblico”, la costruzione di un piccolo elemento urbano valorizza il contesto prima dimenticato, come se fosse stata praticata una piccola operazione chirurgica nel desolante tessuto di questaa porzione di città.

Realizzazione: 2008
Committente: La Caixa
Progetto architettonico: Jacques Herzog, Pierre de Meuron, Harry Gugger (Herzog & de Meuron)
Collaboratori associati: Peter Ferretto, Carlos Gerhard, Stefan Marbach
Project manager: Benito Blanco
Direzione lavori: Mateu i Bausells Arquitectura
Progetto strutturale: WGG Schnetzer Puskas Ingenieure, NB35
Impresa: Ferrovial Agroman
Carpenteria metallica: EMESA
Pannelli in acciaio: Von Roll Casting

Si ringrazia Fondazione Promozione Acciaio per aver fornito testo e immagini contenute in questo articolo



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