La Torre dei Corsi a Quiliano (SV) si trova a poca distanza dal colle di Cadibona ed è stata per lunghi secoli la roccaforte difensiva e di controllo sulla strada che dal mare conduceva in Piemonte. Forse costruita su resti molto antichi di epoca romana, reca su una lapide nella facciata la data 1506. I primi documenti che ne testimoniano l’esistenza risalgono a quasi un secolo dopo e sostengono la presenza di una numerosa guarnigione di soldati Corsi, da cui la torre ha preso il nome.
Numerosi episodi bellici la coinvolgono direttamente, nel 1672, durante la seconda guerra “Savoina”, durante le guerre tra francesi e austro piemontesi di fine ‘700 ed infine è da quella stessa Torre che nel 1796, durante la battaglia di Montenotte, partì un reparto di 3000 soldati al comando del generale Massena che con un attacco al lato ed alla retroguardia permise la vittoria dell’esercito di Napoleone.
Con il regno di Sardegna prima e con il Regno d’Italia poi, perde il suo ruolo militare e dopo essere stata usata come abitazione per i minatori della miniera di lignite viene acquistata dalla famiglia savonese Bartoli-Randaccio che la trasforma in villa padronale.
Riproporre l’intonaco del passato
L’edificio, sotto vincolo monumentale, è stato sottoposto ad un intervento di restauro particolarmente attento al fine di garantirne la tutela: tutte le opere sono state autorizzate e seguite in cantiere dal funzionario di zona della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria arch. Rossella Scunza.
La buona manutenzione con cui è stato curato l’edificio non riguardava purtroppo gli intonaci, indeboliti dai numerosi interventi, distacchi e riprese che hanno imposto un’operazione di restauro e integrazione delle quattro facciate con lo scopo di creare omogeneità nei materiali, nell’estetica e nelle modalità di protezione della muratura.
Le indagini diagnostiche hanno consentito una caratterizzazione tecnico-fisica dei materiali, discernendo le parti da asportare e quelle da conservare.
Questa fase di esame ha portato alla luce tracce di decorativi in stile neogotico fedelmente ricostruiti nel corso dell’intervento, probabilmente risalenti al periodo in cui la torre, una volta adibita a strategico appostamento militare, è stata trasformata in villa. Sfruttando pitture ai silicati si sono potute riproporre nel restauro le splendide decorazioni della facciata e in particolare lo stemma della Repubblica di Genova.
Dopo avere rilevato che circa il 35% della superficie totale dell’edificio in intonaco non avrebbe potuto essere recuperata, si è optato per un ciclo di intonaci a base di calce naturale della Roefix. Tale ciclo si compone di un primo strato realizzato con malta da rinzaffo base calce idraulica naturale (prodotto specifico per gli edifici storici) che compensa il potere assorbente del sottofondo e crea un supporto ruvido per l’applicazione dell’intonaco di fondo (a mano) che, con l’aggiunta di grassello di calce (stagionato 3 anni), richiama gli intonaci originari. L’applicazione si è conclusa con un rivestimento di finitura (anche questo a base di calce idraulica naturale NHL5) cui si è aggiungono percentuali di grassello di calce stagionato 3 anni; una combinazione appositamente studiata per la ricostruzione delle superfici storiche.
In altre zone è stato necessario asportare le riprese cementizie e quelle realizzate con materiali non coerenti con gli originari: l’intonaco è stato restaurato con opportune riprese con impasti che hanno permesso di recuperare l’omogeneità strutturale con le parti preesistenti. In particolare, per garantire uniformità di grana con gli antichi intonaci, è stata adottata la soluzione di utilizzare sabbie di granulometria non inferiore ai 4 mm. Le diverse componenti dell’intonaco sono state uniformate con uno strato finale di “Antique” sempre della Roefix, l’intonachino a base di grassello di calce stagionato e sabbie di varie granulometrie con un effetto di leggera colorazione paglierina naturale.
Il Cantiere
Sup. coperta torre: mq. 84; 3 piani
Sup. coperta corpo annesso: mq. 88; piani 2 + piano fondi
Superficie intonaci esterni: mq 750
Superficie parete decorata: mq. 170
Tempi di esecuzione: 12 mesi
Progetto e D.L.: Studio di Architettura Grossi-Bianchi e Ass., Arch. Elisabetta Taramasco.
Progetto Statico e Sicurezza: Ing. Massimiliano Cremonini – Cairo Montenotte (SV)
Alta Sorveglianza: Arch. Rossella Scunza (Soprintendenza ai beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria)
Diagnostica intonaci: Geol. Roberto Ricci – Genova
Impresa esecutrice: Impresa Edilvetta – Villanova Mondovì (CN)
Restauratore: Alberto Capelli – Savona
Consulente Tecnico Roefix: Nadia Finotti