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	<title>CITYPROJECT WEB</title>
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	<description>il primo magazine on-line di architettura</description>
	<pubDate>Tue, 11 May 2010 09:28:36 +0000</pubDate>
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		<title>NASCE LA PRIMA WEB TV ITALIANA DEDICATA AL FOTOVOLTAICO</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 09:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ENERGIA]]></category>

		<category><![CDATA[Gifi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3634"rel="attachment wp-att-3634"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3634" title="immagine-1" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/05/immagine-1.jpg" alt="immagine-1" width="580" height="353" /></a></p>
<p>Da oggi online su www.gifi-fv.tv la prima web TV italiana interamente dedicata alla tecnologia fotovoltaica.</p>
<p><span id="more-3633"></span>Realizzata da ANIE/GIFI con la collaborazione editoriale di ZeroEmissionTV, SolarPV.TV e ACM Channel, il canale intende fornire informazioni sulle applicazioni del fotovoltaico e gli aspetti normativi&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3634"rel="attachment wp-att-3634"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3634" title="immagine-1" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/05/immagine-1.jpg" alt="immagine-1" width="580" height="353" /></a></p>
<p>Da oggi online su www.gifi-fv.tv la prima web TV italiana interamente dedicata alla tecnologia fotovoltaica.</p>
<p><span id="more-3633"></span>Realizzata da ANIE/GIFI con la collaborazione editoriale di ZeroEmissionTV, SolarPV.TV e ACM Channel, il canale intende fornire informazioni sulle applicazioni del fotovoltaico e gli aspetti normativi tecnici e legislativi: dal Conto Energia all&#8217;Autorizzazione Unica.Una sezione speciale è dedicata ai reportage degli eventi organizzati da ANIE/GIFI completi di domande e risposte con il pubblico. La web TV è pensata per tutti coloro che vogliono approfondire le tematiche relative alla tecnologia solare fotovoltaico interagendo con la più rappresentativa associazione di categoria del settore: ANIE/GIFI.Il canale è anche visibile su: <a href="http://vimeo.com/channels/gifi" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/vimeo.com');">vimeo.com/channels/gifi</a></p>
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		<title>JUN AOKI</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 10:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>

		<category><![CDATA[JUN AOKI]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3591"rel="attachment wp-att-3591"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3591" title="aoki-invito-daici-ano" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/03/aoki-invito-daici-ano.jpg" alt="aoki-invito-daici-ano" width="842" height="574" /></a></p>
<p><strong>Torino, 30 marzo<br />
Verona, 1° aprile</strong></p>
<p>L&#8217;architetto Jun Aoki, noto soprattutto per le realizzazioni degli showroom Louis Vuitton e per il museo d’arte di Aomori,  si racconterà in una conferenza con proiezione dei propri lavori, a Torino e Verona.</p>
<p><span id="more-3590"></span>L&#8217;iniziativa fa parte di&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3591"rel="attachment wp-att-3591"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3591" title="aoki-invito-daici-ano" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/03/aoki-invito-daici-ano.jpg" alt="aoki-invito-daici-ano" width="842" height="574" /></a></p>
<p><strong>Torino, 30 marzo<br />
Verona, 1° aprile</strong></p>
<p>L&#8217;architetto Jun Aoki, noto soprattutto per le realizzazioni degli showroom Louis Vuitton e per il museo d’arte di Aomori,  si racconterà in una conferenza con proiezione dei propri lavori, a Torino e Verona.</p>
<p><span id="more-3590"></span>L&#8217;iniziativa fa parte di una serie di incontri promossi da Alessio Studio, presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, e proposti, in questa occasione a Verona, in collaborazione con lo Studio Aurelio Clementi e l&#8217;Associazione Contemporanea Verona.</p>
<p><a href="http://www.aurelioclementi.com" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.aurelioclementi.com');">www.aurelioclementi.com</a></p>
<p><strong>TORINO, 30 marzo, ore 19:00<br />
Auditorium Fondazione Sandretto Re Rebaudengo - via Modane 16</strong></p>
<p><strong>VERONA; 1 aprile, ore 19:00<br />
Associazione Contemporanea Verona, presso Studio la Città<br />
Lungadige Galtarossa n. 21, 37133 </strong></p>
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		<title>MILANO. IL NUOVO SHOWROOM PER GLI ARCHITETTI</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 15:24:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[MATERIALI]]></category>

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		<category><![CDATA[BHC]]></category>

		<category><![CDATA[il casone]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3543"rel="attachment wp-att-3543"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3543" title="casone-2-copia1" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/03/casone-2-copia1.jpg" alt="casone-2-copia1" width="580" height="395" /></a></p>
<p>Comunicare agli architetti: è la vocazione di BHC HOME EXPERIENCE, il nuovo spazio di 500 mq che nasce a Milano, in via Tiraboschi 8, per presentare il meglio dell&#8217;offerta internazionale in tema di superfici. Novità assoluta in Italia, questo showroom&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3543"rel="attachment wp-att-3543"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3543" title="casone-2-copia1" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/03/casone-2-copia1.jpg" alt="casone-2-copia1" width="580" height="395" /></a></p>
<p>Comunicare agli architetti: è la vocazione di BHC HOME EXPERIENCE, il nuovo spazio di 500 mq che nasce a Milano, in via Tiraboschi 8, per presentare il meglio dell&#8217;offerta internazionale in tema di superfici. Novità assoluta in Italia, questo showroom è pensato per il progettista e gli operatori del settore, ma nella stessa misura ideale anche per il privato.</p>
<p><span id="more-3538"></span>Lo spazio è gestito infatti da architetti che sapranno interpretare nel migliore dei modi le esigenze degli interlocutori. La visibilità dei brand è una delle principali caratteristiche dello showroom; scelta che, oltre a sancire la partnership con le aziende espositrici, esprime la volontà di raggiungere in maniera rapida e trasparente il cliente. L&#8217;allestimento per grandi superfici, inoltre, predilige le lastre in grandi formati, che restituiscono un&#8217;idea immediata dell&#8217;applicazione.</p>
<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3544"rel="attachment wp-att-3544"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3544" title="casone-6-copia" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/03/casone-6-copia.jpg" alt="casone-6-copia" width="580" height="580" /></a></p>
<p>All&#8217;interno di BHC Home Experience, le pietre IL CASONE sono presenti in un&#8217;ampia varietà di finiture e texture, in grado di mostrare  le peculiarità materiche ed estetiche di questo materiale naturale, dalla lunga tradizione storica ma estremamente aperto alle esigenze dell&#8217;architettura contemporanea. Oltre alle lastre in grande formato, IL CASONE arricchisce il proprio spazio con 2 pareti composte da triangoli in Pietra Serena, sulla base di un concept ideato dall&#8217;architetto giapponese Kengo Kuma. Una presenza, dunque, che conferma il continuo impegno dell&#8217;azienda  nel  processo di rinnovamento dell&#8217;applicazione dei materiali lapidei. Un percorso che finora ha portato a collaborazioni internazionali importanti, come anche quelle con Claudio Silvestrin, Boris Podrecca, Khon Pederson Fox Associates, Riccardo Bofill, aprendo la Pietra Serena ad applicazioni innovative, in grado di interpretare le esigenze del design e dell&#8217;architettura contemporanea.</p>
<p>Le aziende presenti nello showroom: IL CASONE, ROYAL MOSA,  SOCIETA&#8217; DELLA PIETRA,  TREND, GHIRARDI MARMI, OUTSIDE, DECKING SYSTEM, ARMA, CERAMICHE DI TREVISO, APAVISA, KERLITE, MUTINA, CASAMOOD, BHC COLLECTION</p>
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		<title>PORFIDO. DALLA MATERIA PRIMA AGLI SCHEMI PROGETTUALI</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 07:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ARCHITETTURA]]></category>

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		<category><![CDATA[porfido]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3527"rel="attachment wp-att-3527"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3527" title="manuale_porfido" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/manuale_porfido.jpg" alt="manuale_porfido" width="500" height="441" /></a></p>
<p>Tutto ciò che oggi sappiamo sul Porfido, dalla materia prima all&#8217;applicazione, è contenuto nel Manuale del Porfido, frutto dell&#8217;intensa e continuativa attività di ricerca dell&#8217;E.S.P.O., l&#8217;Ente Sviluppo Porfido che rappresenta le aziende trentine del settore, attraverso una specifica attività di&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3527"rel="attachment wp-att-3527"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3527" title="manuale_porfido" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/manuale_porfido.jpg" alt="manuale_porfido" width="500" height="441" /></a></p>
<p>Tutto ciò che oggi sappiamo sul Porfido, dalla materia prima all&#8217;applicazione, è contenuto nel Manuale del Porfido, frutto dell&#8217;intensa e continuativa attività di ricerca dell&#8217;E.S.P.O., l&#8217;Ente Sviluppo Porfido che rappresenta le aziende trentine del settore, attraverso una specifica attività di formazione, promozione e servizi.</p>
<p><span id="more-3526"></span>Oltre alla classificazione delle rocce, il manuale contiene  una dettaglia descrizione del Porfido e delle sue caratteristiche, nonché un&#8217;ampia panoramica  delle sue applicazioni architettoniche, supportata da disegni tecnici e documentazione fotografica.<br />
L&#8217;impostazione del volume rispecchia la volontà di farne uno strumento di aggiornamento professionale, illustrando in particolare:<br />
- le generalità geologiche della pietra<br />
- le proprietà tecnologiche<br />
- i processi di estrazione e lavorazione<br />
- i prodotti<br />
- le voci di Capitolato relative<br />
- la progettazione e messa in opera<br />
- i cenni storici relativi al materiale e alla sua posa<br />
- gli schemi progettuali<br />
Per ricevere il volume, disponibile in diverse lingue, contattare direttamente l&#8217;E.S.P.O.</p>
<p><a href="http://www.porfido.it" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.porfido.it');">www.porfido.it</a></p>
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		<title>MADRID. CAIXA FORUM</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 10:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ARCHITETTURA]]></category>

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		<category><![CDATA[acciaio]]></category>

		<category><![CDATA[madrid]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3512"rel="attachment wp-att-3512"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3512" title="1-copia" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/1-copia.jpg" alt="1-copia" width="580" height="445" /></a></p>
<p><strong>di Francisco Javier Casas Cobo</strong></p>
<p>Un nuovo spazio culturale che alcuni hanno definito post-museo, poiché ospita attività che rappresentano un valore aggiunto: senza la dimensione e la presenza di altri “vicini” illustri del triangolo dell’arte madrileno, il nuovo “Caixa Forum” era&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3512"rel="attachment wp-att-3512"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3512" title="1-copia" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/1-copia.jpg" alt="1-copia" width="580" height="445" /></a></p>
<p><strong>di Francisco Javier Casas Cobo</strong></p>
<p>Un nuovo spazio culturale che alcuni hanno definito post-museo, poiché ospita attività che rappresentano un valore aggiunto: senza la dimensione e la presenza di altri “vicini” illustri del triangolo dell’arte madrileno, il nuovo “Caixa Forum” era condannato ad essere nascosto da un&#8217;area di servizio (distributore di benzina).</p>
<p><span id="more-3511"></span>La Caixa, fondazione che finanzia in tutto il mondo opere sociali a tutti i livelli e di tutti gli importi, ha così acquistato l&#8217;area, trasformandola in un nuovo spazio urbano. Su un lato si sviluppa il giardino verticale di Patrick Blanc, che delimita il nuovo edificio e lo mette visivamente in comunicazione con il Paseo del Prado. La nuova piazza del museo e ed il suo atrio d’ingresso plasmano uno spazio continuo che si inserisce al di sotto dell&#8217;edificio, quasi come se fluttuasse, sorretto solo da tre grandi nuclei in c.a.</p>
<div id="attachment_3513" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3513"rel="attachment wp-att-3513"  ><img class="size-full wp-image-3513" title="2-copia" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/2-copia.jpg" alt="FOTO 1. Il Caixa Forum con i giardini verticali di Patrick Blanc e la piazza del museo. FOTO: E. Almagro FOTO 2. Sezione longitudinale" width="580" height="512" /></a><p class="wp-caption-text">FOTO 1. Il Caixa Forum con i giardini verticali di Patrick Blanc e la piazza del museo. FOTO: E. Almagro FOTO 2. Sezione longitudinale</p></div>
<p>Quella che era la diciannovesima Centrale Elettrica del Mezzogiorno di Jesus Carrasco Muños-Encina, con i suoi tamponamenti originali in mattoni, è stata ristrutturata e completata con una nuova texture in ferro arrugginito, che racchiude il nuovo volume di sopraelevazione. Nonostante l&#8217;esito estetico del nuovo involucro, sono sorti alcuni dubbi in merito all&#8217;opacità dell&#8217;ultimo piano che, ospitando il bar-ristorante, avrebbe potuto offrire una magnifica vista sui tetti della città e sul giardino botanico verticale.</p>
<div id="attachment_3514" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3514"rel="attachment wp-att-3514"  ><img class="size-full wp-image-3514" title="3-copia" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/3-copia.jpg" alt="Vista dell'edificio su via Alameda. Foto: E. Almagro" width="580" height="508" /></a><p class="wp-caption-text">Vista dell&#39;edificio su via Alameda. Foto: E. Almagro</p></div>
<p>La scelta di pannelli di ferro in sostituzione di un atteso e talvolta confuso acciaio autopatinabile, è stata presa dopo aver verificato che il taglio laser deformava le componenti in acciaio autopatinabile. In virtù della ricerca di un materiale dall’aspetto ossidato e antico, agli elementi in ferro è stato applicato un trattamento speciale di ossidazione, con il quale gli autori evocano “la ruggine polverosa di Bilbao”.<br />
In questo modo l’edificio può invecchiare con naturalezza e manifestare il passaggio del tempo in una forma bella e sorprendente, attraverso un materiale di facciata che, per citare Harry Gugger dello studio svizzero, “sanguina dopo la pioggia”.</p>
<div id="attachment_3515" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3515"rel="attachment wp-att-3515"  ><img class="size-full wp-image-3515" title="4-copia" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/4-copia.jpg" alt="L'atrio d'ingresso esterno e uno dei tre nuclei centrali che sorreggono l'edificio. Foto: E. Almagro" width="580" height="377" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;atrio d&#39;ingresso esterno e uno dei tre nuclei centrali che sorreggono l&#39;edificio. Foto: E. Almagro</p></div>
<p>Il tamponamento esterno si alleggerisce visivamente nel coronamento dell’edificio grazie al disegno reticolare nel pannello di ferro che, applicato con rotazioni di 90°, genera quattro configurazioni diverse e accostamenti variabili. Questa eterogeneità alleggerisce il volume, conferendogli sembianze minerali e vegetali.<br />
All’interno dell’edificio, il pavimento dell&#8217;atrio e della scala al pian terreno è rivestito con pannelli d’acciaio inossidabile e un gran numero di corpi illuminanti fluorescenti si susseguono a soffitto insieme agli impianti a vista che rievocano il passato industriale dello spazio. La scala principale è un volume tronco-piramidale ribaltato, che confina con un percorso monocromatico bianco candido.<br />
In conformità con la premessa iniziale degli architetti, secondo cui “per creare un edificio pubblico è necessario creare uno spazio pubblico”, la costruzione di un piccolo elemento urbano valorizza il contesto prima dimenticato, come se fosse stata praticata una piccola operazione chirurgica nel desolante tessuto di questaa porzione di città.</p>
<p><strong>Realizzazione:</strong> 2008<br />
<strong>Committente:</strong> La Caixa<br />
<strong>Progetto architettonico:</strong> Jacques Herzog, Pierre de Meuron, Harry Gugger (Herzog &amp; de Meuron)<br />
<strong>Collaboratori associati:</strong> Peter Ferretto, Carlos Gerhard, Stefan Marbach<br />
<strong>Project manager:</strong> Benito Blanco<br />
<strong>Direzione lavori:</strong> Mateu i Bausells Arquitectura<br />
<strong>Progetto strutturale:</strong> WGG Schnetzer Puskas Ingenieure, NB35<br />
<strong>Impresa:</strong> Ferrovial Agroman<br />
<strong>Carpenteria metallica:</strong> EMESA<br />
<strong>Pannelli in acciaio:</strong> Von Roll Casting</p>
<p>Si ringrazia Fondazione Promozione Acciaio per aver fornito testo e immagini contenute in questo articolo</p>
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		<title>PAMPLONA. CONTRO IL VANDALISMO</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 11:28:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[gap's]]></category>

		<category><![CDATA[pamplona]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3504"rel="attachment wp-att-3504"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3504" title="fig-11" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/fig-11.jpg" alt="fig-11" width="580" height="869" /></a></p>
<p>Il Comune di Pamplona ha deciso di agire con una comunicazione di impatto per combattere il vandalismo urbano.</p>
<p><span id="more-3503"></span>In base ad un progetto sviluppato dall&#8217;agenzia pubblicitaria Gap&#8217;s, ha installato su monumenti, alberi e arredo urbano, etichette con il prezzo che ogni&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3504"rel="attachment wp-att-3504"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3504" title="fig-11" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/fig-11.jpg" alt="fig-11" width="580" height="869" /></a></p>
<p>Il Comune di Pamplona ha deciso di agire con una comunicazione di impatto per combattere il vandalismo urbano.</p>
<p><span id="more-3503"></span>In base ad un progetto sviluppato dall&#8217;agenzia pubblicitaria Gap&#8217;s, ha installato su monumenti, alberi e arredo urbano, etichette con il prezzo che ogni anno il Comune paga per la loro manutenzione. Non sappiamo se l&#8217;idea stia funzionando ma, con questa campagna, l&#8217;agenzia pubblicitaria Gap&#8217;s ha vinto il Leone di Bronzo all&#8217;ultimo Festival della Pubblicità di Cannes.</p>
<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3505"rel="attachment wp-att-3505"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3505" title="fig-21" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/fig-21.jpg" alt="fig-21" width="580" height="914" /></a></p>
<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3506"rel="attachment wp-att-3506"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3506" title="fig-3" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/fig-3.jpg" alt="fig-3" width="580" height="871" /></a></p>
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		<title>IL CASSONETTO? SORRIDE</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 10:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[URBANDESIGN]]></category>

		<category><![CDATA[mentalgassi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3497"rel="attachment wp-att-3497"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3497" title="fig-1" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/fig-1.jpg" alt="fig-1" width="580" height="311" /></a></p>
<p>A Berlino i cassonetti e le macchine obliteratrici sorridono ai passanti. Questa particolarissima forma di &#8220;restyling&#8221; è frutto di tre street artist anonimi che fanno parte del gruppo Mentalgassi.</p>
<p><span id="more-3496"></span>I loro interventi si distinguono per i giganteschi volti che osservano la&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3497"rel="attachment wp-att-3497"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3497" title="fig-1" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/fig-1.jpg" alt="fig-1" width="580" height="311" /></a></p>
<p>A Berlino i cassonetti e le macchine obliteratrici sorridono ai passanti. Questa particolarissima forma di &#8220;restyling&#8221; è frutto di tre street artist anonimi che fanno parte del gruppo Mentalgassi.</p>
<p><span id="more-3496"></span>I loro interventi si distinguono per i giganteschi volti che osservano la città con espressioni ora sorridenti, ora severe, ora perplesse. Sul blog mentalgassi.blgspot.com: immagini, commenti e video.</p>
<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3498"rel="attachment wp-att-3498"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3498" title="fig-2" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/fig-2.jpg" alt="fig-2" width="580" height="435" /></a></p>
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		<title>IL DESIGN DELLA CERAMICA IN ITALIA</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 10:09:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[LIBRI]]></category>

		<category><![CDATA[Ceramica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3491"rel="attachment wp-att-3491"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3491" title="image001" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/image001.jpg" alt="image001" width="580" height="810" /></a></p>
<p>Il volume, edito da Electa, delinea la storia del design della ceramica in Italia dalla metà dell’Ottocento a oggi: dal dibattito sulle arti applicate e la prima industrializzazione alla nascita dei distretti produttivi e la trasformazione industriale; dal Novecento segnato&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3491"rel="attachment wp-att-3491"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3491" title="image001" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/image001.jpg" alt="image001" width="580" height="810" /></a></p>
<p>Il volume, edito da Electa, delinea la storia del design della ceramica in Italia dalla metà dell’Ottocento a oggi: dal dibattito sulle arti applicate e la prima industrializzazione alla nascita dei distretti produttivi e la trasformazione industriale; dal Novecento segnato da grandi numeri, autorialità, designer e imprese, al panorama contemporaneo che oscilla tra moda e ricerca.</p>
<p><span id="more-3490"></span> Il volume indaga come il sistema di lavorazione della terra affidata al fuoco si affermi, fin dal XIX secolo, come campo di sperimentazione ideale per la nascente industrializzazione, oltre che per la circolazione e la diffusione di linguaggi formali e decorativi ripetibili.<br />
La variegata realtà dei distretti produttivi italiani è documentata attraverso un’analisi della loro evoluzione che a partire da valori e lavorazioni tradizionali si rivolge alla modernità avviando significative trasformazioni tecniche e di mercato. È in questo contesto che si originano le collaborazioni e le contaminazioni con il progetto e l’intervento del progettista-designer, prima per il singolo oggetto poi per una più generale revisione del tipo abitativo, in un continuo scambio con le sperimentazioni delle arti, consapevole delle trasformazioni dei quadri antropologici, dei differenti approcci progettuali.<br />
Nell’ultimo secolo tutti i più importanti architetti e designer si sono misurati con la produzione dell’oggetto d’uso in ceramica, confrontandosi con le aziende più attente all’innovazione, da Richard-Ginori ad Alessi: Giò Ponti nel primo Novecento, Ettore Sottsass, Ambrogio Pozzi negli anni sessanta-settanta, e ancora Achille Castiglioni, Alessandro Mendini, Philip Stark, Matteo Thun … fino ad oggi.<br />
Il volume, articolato in cinque ampi capitoli riccamente illustrati dimostra come la ceramica, grazie alle sue caratteristiche di lunga durata, di serialità formale e di profondo e persistente rapporto con la quotidianità più diffusa, possa divenire uno dei riflessi più significativi e chiaramente leggibili delle mutazioni dei significati del design contemporaneo.</p>
<p>(Elena Della Piana, Electa, 49 euro)</p>
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		<title>IQM INDICE DI QUALITA&#8217; MURARIA APPLICAZIONI NELL&#8217;AMBITO DELLE NTC 2008</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 09:05:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[INGEGNERIA]]></category>

		<category><![CDATA[MATERIALI]]></category>

		<category><![CDATA[alessandro de maria]]></category>

		<category><![CDATA[antonio borri]]></category>

		<category><![CDATA[comportamento strutturale]]></category>

		<category><![CDATA[Indice di Qualità Muraria]]></category>

		<category><![CDATA[IQM]]></category>

		<category><![CDATA[murature esistenti]]></category>

		<category><![CDATA[NTC 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3485"rel="attachment wp-att-3485"  ><img class="aligncenter size-large wp-image-3485" title="murature_1" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/murature_1-1024x755.jpg" alt="murature_1" width="1024" height="755" /></a></p>
<p>L’argomento “qualità muraria” è ormai riconosciuto, anche a livello normativo, come uno dei punti focali per l’analisi del comportamento strutturale di una costruzione in muratura esistente.<br />
D’altro canto però non sono poi così diffuse le conoscenze sulle diverse tipologie e sulle&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3485"rel="attachment wp-att-3485"  ><img class="aligncenter size-large wp-image-3485" title="murature_1" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/murature_1-1024x755.jpg" alt="murature_1" width="1024" height="755" /></a></p>
<p>L’argomento “qualità muraria” è ormai riconosciuto, anche a livello normativo, come uno dei punti focali per l’analisi del comportamento strutturale di una costruzione in muratura esistente.<br />
D’altro canto però non sono poi così diffuse le conoscenze sulle diverse tipologie e sulle peculiarità derivanti proprio dalle diversità nei costituenti e nella tecnica costruttiva.</p>
<p><span id="more-3484"></span>Per questo motivo è apparso opportuno proporre una metodologia che consentisse anche a persone non particolarmente esperte di qualità muraria di analizzare e classificare dal punto di vista meccanico le variegate tipologie che si incontrano nella pratica di ogni giorno.<br />
In questa direzione, nell’ambito di ricerche condotte nella Regione dell’Umbria, gli Autori hanno introdotto un “Indice di Qualità Muraria” (IQM), la cui entità, valutata con la metodologia di seguito illustrata, può fornire indicazioni attendibili sul comportamento meccanico di quella tipologia.<br />
Negli ultimi anni, nell’ambito del Progetto ReLUIS (Università-Dipartimento Protezione Civile) la metodologia dell’IQM è stata perfezionata, introducendo suggerimenti e contributi pervenuti dalle Unità di Ricerca del Politecnico di Milano e dello IUAV di Venezia. Ad esempio, tra i possibili metodi di valutazione dell’ingranamento fra gli elementi della muratura è stato inserita la cosiddetta “Linea di Minimo Tracciato” messa a punto allo IUAV di Venezia.<br />
Gli obiettivi del lavoro qui presentato possono essere sintetizzati nei due punti seguenti:<br />
- proporre un metodo per la valutazione della qualità muraria utilizzabile anche da tecnici non particolarmente esperti di murature;<br />
- utilizzare il metodo sopra detto per ricavare in via indiretta, ma con buona aderenza alla realtà del caso specifico, una stima dei parametri meccanici della muratura necessari per le verifiche di sicurezza richieste dalle NTC 2008 per gli edifici esistenti.<br />
Relativamente al primo punto, viene qui illustrata la metodologia dell’Indice di Qualità Muraria, valutato in modo distinto per le diverse tipologie di azioni che possono interessare il pannello murario.<br />
Come sarà illustrato di seguito, la valutazione dell’IQM viene effettuata attraverso l’osservazione della muratura, volta al riconoscimento del rispetto o meno, caso per caso, della cosiddetta “regola dell’arte”, ovvero degli accorgimenti e delle tecniche del buon costruire, capaci di assicurare un corretto ed efficace comportamento meccanico.<br />
Le risultanze delle osservazioni vengono quindi sintetizzate in una scheda che, attraverso opportuni coefficienti, fornisce, per la tipologia muraria esaminata e in funzione delle diverse direzioni dell’azione sollecitante, un valore di IQM (variabile fra 0 e 10) attraverso il quale è poi possibile classificare la muratura in oggetto dal punto di vista del comportamento meccanico.<br />
Il secondo obiettivo del presente lavoro riguarda l’applicazione delle NTC 2008 per gli edifici esistenti in muratura. Ci si propone qui di ottenere, tramite l’IQM, una stima dei valori numerici dei parametri meccanici:<br />
fm = resistenza media a compressione;<br />
0 = resistenza media a taglio;<br />
E = valore medio del modulo di elasticità normale.<br />
Questi parametri sono riportati, ma solo per alcune tipologie murarie, nella appendice C8A.2 della Circolare esplicativa, con un intervallo di valori possibili (MIN-MAX).<br />
Una volta dimostrata (come sarà fatto in seguito) la buona correlazione tra IQM ed i valori di fm, 0 ed E delle tabelle della normativa, si proporrà di utilizzare l’IQM (che è ricavabile per qualsiasi tipologia muraria) per estendere l’applicabilità delle procedure delle NTC a tutte quelle tipologie che attualmente o non sono previste nelle tabelle della Circolare o non trovano in esse una corrispondenza adeguata.<br />
In altri termini, si propone di avvalersi dell’IQM per ottenere una stima dei parametri meccanici in questione, stima che, data la “coerenza” (cioè la buona correlazione) tra IQM e le tabelle delle NTC sarà utilizzabile in modo analogo a quello dei valori “ufficiali” riportati nelle tabelle.<br />
Si noti poi che, dato che la valutazione dell’IQM passa attraverso un’attenta analisi della muratura e delle peculiarità del caso specifico, il livello di conoscenza ottenuto per questa via appare, per quanto riguarda le proprietà dei materiali, del tutto analogo (anzi, per alcuni aspetti, superiore) a quello ottenibile mediante le prove attualmente previste per il livello LC2.<br />
In sintesi, la metodologia dell’IQM si propone qui i seguenti obiettivi: 1) per le tipologie già contemplate dalle tabelle: consente di passare dal livello LC1 al livello LC2; 2) per le tipologie non presenti (o mal rappresentate) nelle tabelle: consente di ottenere valori dei parametri meccanici in accordo con le tabelle delle NTC e quindi utilizzabili per le procedure e con le medesime modalità delle tipologie attualmente previste.</p>
<p><strong>IL POSSIBILE UTILIZZO DI IQM</strong><br />
L’analisi della qualità muraria basata sull’IQM è in grado di fornire indicazioni affidabili per quanto riguarda il comportamento meccanico del pannello murario. Pareti con un indice IQM elevato offrono buone risposte al sisma ed il loro collasso avviene per cinematismi di blocchi rigidi. Viceversa, pareti con indice IQM basso si disgregano caoticamente per azioni sismiche anche di modesta entità. Ciò può essere affermato sulla base di analisi a posteriori effettuate su un considerevole numero di casi di pareti murarie.<br />
Lo studio della correlazione fra IQM ed i valori previsti dalle NTC ha mostrato poi che tale indice può essere utilizzato per stimare  i parametri meccanici che caratterizzano le diverse tipologie murarie.<br />
Infatti, le correlazioni mostrano una buona corrispondenza fra due approcci profondamente diversi: quello rappresentato dall’IQM basato sull’analisi qualitativa, ma approfondita, della tessitura muraria e della regola dell’arte e quello della sperimentazione fisica diretta (i cui risultati sono alla base delle tabelle delle NTC).<br />
Infatti, è stata trovata un’ottima correlazione fra la resistenza a taglio e l’IQM nel piano e una buona correlazione fra la resistenza a compressione e l’IQM verticale. La correlazione fra IQM verticale ed il modulo elastico E ha invece bisogno di ulteriori approfondimenti, anche a causa di quello che appare un difetto nella valutazione del modulo elastico E nelle tabelle citate.<br />
Dal punto di vista applicativo, vista l’aderenza dei risultati dell’IQM a quanto riportato nel dettato normativo, le correlazioni trovate consentono di valutare 0 e fm di una muratura qualsiasi, non prevista nelle tabelle della Circolare o non ben corrispondente a quelle esistenti, ampliando così di fatto la casistica attualmente coperta dalla normativa.<br />
Un’ultima considerazione riguarda il maggiore livello di confidenza (LC2 invece di LC1) ottenibile grazie ad IQM anche in assenza di prove sperimentali, purché, ovviamente, si eseguano le “verifiche estese ed esaustive” sui dettagli costruttivi.<br />
Attualmente infatti il passaggio al livello LC2 si ottiene, per quanto riguarda le proprietà dei materiali, mediante prove sperimentali, il cui fine è però, in questo caso, solo quello di “riconoscere” la tipologia in esame tra quelle della tabella (ad esempio verificando se il valore di fm ottenuto con i martinetti piatti doppi sta nell’intervallo min-max della tipologia “riconosciuta” nella tabella).<br />
La valutazione dell’IQM e la determinazione di 0 e fm tramite la correlazione con il valore di IQM trovato consentono di ottenere lo stesso risultato (il “riscontro” con i valori della tabella) con in più la maggior sicurezza derivante dall’aver esaminato approfonditamente la muratura nei suoi variegati aspetti (e non il solo paramento esterno come avviene con i soli martinetti piatti doppi).</p>
<p><strong>di Antonio Borri</strong><br />
Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale. Università degli Studi di Perugia<br />
Alessandro De Maria<br />
Servizio Controllo Costruzioni e Protezione Civile. Provincia di Perugia.</p>
<p><strong>[da L’Edilizia_160 ]</strong></p>
<p><strong>Per chi fosse interessato a: </strong></p>
<p><strong>1) la scheda in bianco per la compilazione; </strong></p>
<p><strong>2) un “manuale” di guida alla compilazione; </strong></p>
<p><strong>3) una serie di schede esemplificative già compilate e complete dei giudizi sul rispetto dei parametri della regola dell’arte; </strong></p>
<p><strong>può inviare una mail di richiesta alla seguente mail: vendite@delettera.it</strong></p>
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		<title>EYESTOP</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 08:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[URBANDESIGN]]></category>

		<category><![CDATA[Carlo Ratti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3470"rel="attachment wp-att-3470"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3470" title="stop-1" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/stop-1.jpg" alt="stop-1" width="580" height="410" /></a></p>
<p>Alimentata ad energia solare ed eolica, e dotata di pannelli touch screen: è la pensilina intelligente &#8220;EyeStop&#8221;, nata nei laboratori del Massachussets Institute of Technology e precisamente all&#8217;interno del SENSEable City, guidato dal torinese Carlo Ratti.</p>
<p><span id="more-3469"></span>L&#8217;obiettivo è trasformare questi luoghi&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cityproject.it/?attachment_id=3470"rel="attachment wp-att-3470"  ><img class="aligncenter size-full wp-image-3470" title="stop-1" src="http://www.cityproject.it/wp-content/uploads/2010/02/stop-1.jpg" alt="stop-1" width="580" height="410" /></a></p>
<p>Alimentata ad energia solare ed eolica, e dotata di pannelli touch screen: è la pensilina intelligente &#8220;EyeStop&#8221;, nata nei laboratori del Massachussets Institute of Technology e precisamente all&#8217;interno del SENSEable City, guidato dal torinese Carlo Ratti.</p>
<p><span id="more-3469"></span>L&#8217;obiettivo è trasformare questi luoghi di attesa in postazioni intelligenti, in grado di fornire informazioni non solo sulla posizione del bus in tempo reale, ma anche sulla qualità dell&#8217;aria e sui luoghi di interesse turistico. Sarà possibile anche connettersi online e lasciare messaggi in una bacheca virtuale.<br />
Il prototipo è stato realizzato per il Comune di Firenze.</p>
<p><a href="senseable.mit.edu/eyestop">http://senseable.mit.edu/eyestop/</a></p>
<p><a href="http://www.carloratti.com" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.carloratti.com');">www.carloratti.com</a></p>
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