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Reinventa cavalcavia: sulla buona strada verso infrastrutture migliori?

Reinventa cavalcavia: sulla buona strada verso infrastrutture migliori?

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L’Anas lancia un bando di concorso per nuovi cavalcavia: con una competizione internazionale, l’ente che gestisce oltre 25mila chilometri di strade e autostrade vuole raccogliere nuove idee che uniscano le esigenze della circolazione alla valorizzazione dei paesaggi attraversati. Finalmente, verrebbe da dire. Che si tratti di attraversare fiumi, strade o piccole asperità del terreno, strade e ferrovie adottano pressoché sempre le stesse soluzioni progettuali, ricorrendo a massicce strutture in calcestruzzo che non dialogano con i contesti circostanti, ma replicano scelte di intervento standardizzate, applicabili pressoché ovunque.

Reinventare i cavalcavia e, in generale, le infrastrutture della mobilità, non è semplice. Strutture tanto imponenti nascono per rispondere agli standard imposti da diverse esigenze, che riguardino le prestazioni delle strade o le normative per la sicurezza dell’esercizio. La sola applicazione degli standard progettuali porta però ad un impoverimento della qualità estetica delle nuove infrastrutture così realizzate. I volumi dei manufatti stradali, come viadotti, raccordi e cavalcavia, diventano presenza imponente e spesso estranea ai paesaggi attraversati.

Ecco che allora, con abbondanza di buoni propositi e di immancabili hashtag, l’Anas propone un’inversione di rotta. Come detto nel bando, I cavalcavia di nuova generazione guarderanno al #paesaggio perché dovranno diventarne parte integrante; ma anche all’#ambiente e alla #sostenibilità nell’ottica di un efficientamento del ciclo di vita dell’opera e di un idoneo utilizzo delle risorse. All’#estetica perché le strade del futuro dovranno snodarsi attraverso la bellezza del paesaggio italiano mostrandolo in tutte le sue declinazioni; e ancora alla #qualità e all’#identità, perché il cavalcavia, concentrando architettura e design, tradizione e sperimentazione, estetica e funzionalità, dovrà diventare un’icona riconoscibile, applicabile a tutte le tipologie di strade Anas.

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Nonostante le immancabili parole chiave dell’italianità (paesaggio! design! bellezza!), sembra ci sia la consapevolezza che un nuovo modo di progettare infrastrutture è non solo possibile, ma anche necessario. Lo dimostrano i moltissimi progetti, sia italiani che stranieri, che hanno messo in campo idee innovative per le infrastrutture: manufatti che entrano in relazione con il territorio e non si impongono sul paesaggio; opere che utilizzano materiali ecologici e spesso di origine locale, aumentando la sostenibilità delle costruzioni; piccoli accorgimenti progettuali che impiegano al meglio innovazioni tecnologiche e permettono utilizzi molteplici – talvolta persino da parte della fauna locale. Siamo solo all’inizio, ma per avere infrastrutture efficaci e sostenibili, forse – è il caso di dirlo – siamo sulla buona strada.

 

 

Dall’alto

Millennium Park Bridge, Chicago – Frank Gehry

The Vancuver Land Bridge, Vancuver – Lando and Associates

Green Bridge, Lago Pertusillo – Angelo Tomaiuolo

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