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20 studenti del Politecnico a Marsiglia: un viaggio per immagini

20 studenti del Politecnico a Marsiglia: un viaggio per immagini

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«Da qualsiasi luogo tu arrivi, a Marsiglia sei a casa tua. Nelle strade incontri visi familiari, odori familiari. Marsiglia è familiare. Fin dal primo sguardo»

Jean Claude Izzo in Aglio, menta e basilico

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Arrivando in treno dall’Italia, Marsiglia si trova dopo la Costa Azzurra, l’itinerario prevede viste mozzafiato che si susseguono lungo tutta la costa, italiana e francese. Dopo un viaggio lungo quasi otto ore, arriviamo in città, terrorizzati da racconti di amici e parenti che la definivano sporca e malfamata.
Altro che la Napoli di Francia, palazzi eleganti che si mischiano a mercati marocchini e del pesce fresco, un porto vecchio molto pittoresco e una vista spettacolare dalla Unité d’Habitation.
Luogo di ritrovo, Norman Foster Mirror – Vieux Port – A dominarlo è la basilica di Notre Dame De La Garde, che sorge sulla collina più alta della città. Giornata intensa e piena di attività con la visita al MuCEM, Museo della Civiltà d’Europa e del Mediterraneo, simbolo della rinascita della città a seguito della nomina come capitale della cultura. La struttura, progettata da Rudy Ricciotti, permette al visitatore delle passeggiate, nella quale dalle sue sue terrazze si può godere di un panorama del tutto eccezionale. Inoltre i ponti, collegano la struttura museale alla fortezza di St. Jean. Poco distante, Villa Méditerranée uno spazio che ospita sale riunioni, spazi espositivi e un auditorium, firmato dall’archistar italiana del bosco verticale, Stefano Boeri. Continua il nostro itinerario con la visita del grattacielo CMA CGM progettato da Zaha Hadid, e Le Silo d’Arenc, un ex edificio industriale in cui si lavorava il grano che Roland Carta e Eric Castaldi hanno trasformato in una sala da concerto/teatro. Cuore della riqualificazione urbana, Le Docks, progetto italianissimo dello studio 5+1AA architectes. Le vecchie banchine del porto de la Joliette aprono le loro porte a uffici, negozi e ristoranti, formando un nuovo centro nevralgico per la città. Immancabile visita alla Unitè d’habitation di Le Corbusier, e successivamente un po’ di svago al centro culturale de La Friche Belle de Mai, frutto di un restyling di una vecchia fabbrica di tabacco. Per concludere la nostra full-immersion di Marsiglia, visitiamo il quartiere popolare Le Panier, parte più antica dell’impianto storico oggi abitata da giovani e creativi. Il quartiere lentamente si sta trasformando in un art-district in cui trovano spazio artisti, galleristi, e saponai.
Evidente e sorprendente la volontà e la perfetta riuscita del cambiamento attuato a Marsiglia, sotto molti aspetti la città risulta essere del tutto nuova. Restano intatti alcuni aspetti che l’hanno sempre contraddistinta come città, ovvero la multiculturalità che nonostante tutto risulta essere il vero pezzo forte.
Inoltre il cambiamento di immagine ha generato una coesione sociale che ha eliminato le disparità legate a situazioni economiche, culturali ed etniche, questo ha fatto si che anche il tasso di violenza e criminalità diminuisse. Tanto che non abbiamo avuto nessuna sensazione di pericolosità passeggiando per le strade nè di giorno, nè di notte.
In conclusione Marsiglia è una città meravigliosa in cui ritrovi il calore che contraddistingue le città del Mediterraneo, una città sottovalutata e poco pubblicizzata, una piacevole scoperta, ricca di storia e di cultura.

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2 Comments

  • Héloïse Picot

    Ti voglio complimentare Davide per il tuo articolo; mi hai fatto venire il desiderio di tornarci per quella Marsiglia che è diventata e che non conosco… nessuna nostalgia del passato ma curiosità per questa splendida città multietnica che è sempre stata. Grazie per il tuo entusiasmo comunicativo. Héloïse Picot Aleppo

    17 marzo 2016 at 17:09 Reply
    • Davide Scuderi

      Sei sempre immensamente gentile!
      Ti consiglio vivamente di andarla a (RI)scoprire, e son sicuro che anche tu con i tuoi magnifici scatti, potrai portare una suggestiva testimonianza di questo cambiamento!
      A presto, Davide.

      17 marzo 2016 at 19:04 Reply

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