The Uber Game: se la smart economy non è un gioco

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Sopravvivresti lavorando per Uber? Il Financial Times ha ideato The Uber Game, gioco interattivo in cui mettersi alla prova come autista in servizio per la celebre società di ridesharing. Il giocatore, in servizio a San Francisco, di volta in volta è chiamato a scegliere come comportarsi di fronte alle tante, piccole scelte che gli autisti devono affrontare durante la propria giornata di lavoro. I potenziali dilemmi sono infiniti.

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Adidas a Berlino: nascono le sneaker del trasporto pubblico

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Niente di meglio che un paio di scarpe per promuovere il trasporto pubblico. È l’idea, solo apparentemente bizzarra, alla base della nuova collaborazione tra Adidas e BVG, l’azienda dei trasporti pubblici berlinesi. Adidas ha appena messo sul mercato un paio di sneakers ispirato alla metropolitana berlinese, riprendendone i colori della tappezzeria dei sedili. Ma ancora più speciale è la linguetta delle scarpe: è un abbonamento annuale in piena regola, valido su tutta la rete del trasporto pubblico berlinese. Con la semplice scritta “biglietto annuale a tariffa speciale”, le nuove sneaker di Adidas permettono infatti di circolare liberamente su tram, autobus e metropolitane della capitale tedesca, senza che i temibili controllori della BVG possano avere nulla da obiettare.Read More

Disordine degli architetti: L’invasione aliena dell’architettura italiana è iniziata


Un concorso dedicato all’architettura che si presenta come una cover del film di Roland Emmerich “Independece Day”. È stato lanciato  come un kolossal “archIndependence Day”, la competizione tra architetti che nel 2018 riprogetterà i quattro monumenti simbolo di altrettante città: Genova, Pisa, Milano e Roma.

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A Milano nasce MAUA, il primo museo di arte urbana aumentata

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Milano ha un nuovo museo, diffuso, a cielo aperto: si chiama MAUA ed è il primo museo di arte urbana aumentata, nato dall’idea di proporre itinerari culturali inediti, fuori dal centro e dai più tradizionali circuiti dell’arte. Così, 50 opere di street art animate in realtà aumentata diventano l’occasione per esplorare quartieri meno conosciuti della città. Si parte scegliendo il proprio percorso. Poi, arrivati sul posto, l’esperienza prosegue in forma digitale: ogni opera, inquadrata con lo smartphone, ne genera una nuova e si trasforma in un lavoro di digital art, appositamente creato per il museo grazie a tecnologie di realtà aumentata.

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Behind the scene di CityLife Shopping Center. Tutto quello che c’è e non si vede


Circa 12.000 metri cubi di calcestruzzo per il 32.000 mq del più grande centro commerciale urbano d’Italia all’interno di quello che diventerà il più vasto parco pubblico della città di Milano: apre il nuovo Citylife District shopping centre.  Inaugurazione 30 Novembre 2017. Ospita bar, ristoranti, negozi, cinema, supermercato gourmet ed è articolato in tre aree unite tra loro pedonalmente, per uno shopping lifestyle unico: la galleria commerciale su due livelli (The Mall), la grande piazza centrale (The Square) e l’asse pedonale scoperto (The Street). Il progetto del padiglione commerciale sorge alla base integrandosi con l’omonima “Torre Hadid”  e fa parte del Podio Hadid inserito a suo volta nel Piano Integrato d’Intervento Citylife a Milano. Read More

LOOP. A Lugano un mondo poetico fatto di luci, musiche e videoproiezioni

Loop al LAC Lugano Arte e Cultura from LAC Lugano Arte e Cultura on Vimeo.

Dal 3 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018 Piazza Luini a Lugano sarà nuovamente il palcoscenico di un’installazione sorprendente: Loop. L’opera interattiva è composta da dodici macchine retro- futuristiche che si animano grazie all’intervento del pubblico. Come per le altalene di Impulse che lo scorso inverno hanno coinvolto e divertito numerosi visitatori e passanti, Loop invita il pubblico ad immergersi in un mondo poetico fatto di luci, musiche e videoproiezioni.

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Architetti fra le baracche: tentativi di risposta nelle città informali

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C’è spazio per un architetto in un quartiere informale? Sono a Cazucá, periferia sud di Bogotá e mi faccio questa domanda. Sono qui per partecipare ad un workshop nel quartiere di Altos del Pino, organizzato dall’associazione locale Proyecto Escape e dall’Observatorio Urbano Hábitat dell’Università La Salle: insieme a studenti di Architettura, Urbanistica, Ingegneria ambientale e Comunicazione, provenienti da Colombia, Germania e Italia, collaboriamo alla realizzazione di alcune opere all’interno del quartiere, destinate sia alla comunità che a singole famiglie.

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Muoversi nella città del futuro. Esiste la ricetta perfetta?

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Un grande fermento attraversa le città e la mobilità urbana sul finire di questo decennio. La battuta è banale: “tutti sono elettrizzati” dalle crescenti (ed entusiastiche) aspettative verso la propulsione elettrica, vista in molti casi come una radicale soluzione ai problemi di inquinamento, sia atmosferico sia acustico, di cui il settore dei trasporti (soprattutto privati) è uno dei principali responsabili in ambito urbano. In questi giorni autunnali, costellati di frequenti superamenti dei valori limite per PM10 e PM2,5 non c’è dubbio che l’immagine di un futuro con soli mezzi elettrici sia accattivante e rassicurante. Molte città europee hanno dichiarato guerra ai motori termici, a cominciare dai diesel, e pianificano progressivi divieti per i prossimi decenni. Altrettante città incentivano la diffusione dell’elettrico (talvolta anche dell’ibrido) con sconti sulla sosta e permessi di accesso alle ZTL.

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A Caricature of Interaction_251 First Street, Brooklyn, NY by ODA Architecture

251 First Street, Brooklyn, NY by ODA Architecture from The Architecture Player on Vimeo.

Il video realizzato da Imagen Subliminal mette in evidenza alcune delle dinamiche della vita e dell’interazione tra le persone che vivono nella torre residenziale progettata da ODA Architecture a Brooklyn. La facciata rigida al livello strada si scompone verso l’alto in una cascata di pixel di balconi e piccoli terrazzi. Un lavoro a stretto contatto con le persone che giorno dopo giorno vivono questi spazi.

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Urbanistica e reggaeton

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Per capire come progettare spazi pubblici in città, dovremmo ascoltare tutti Despacito. Lo leggo su un blog messicano, incappando in un post che parla del “reggaeton che fa buona urbanistica”. Lo stile musicale nato a Puerto Rico, mescolando reggae, hip hop e ritmi caraibici, non è soltanto in grado di far ballare mezzo mondo con il suo ritmo inconfondibile: nei video delle sue canzoni infatti passano messaggi degni di un manuale di architettura.Read More