“The Flop Experiment”. Quando a un’idea geniale manca il design dell’idea

L’idea è geniale, la messa in opera lascia perplessi. Basta entrare a Palazzo Strozzi in questi mesi e trovarsi davanti due scivoli elicoidali, che si incrociano nel cortile per comprendere l’altissimo potenziale di spiazzamento della mostra “The Florence Experiment”, progettata dall’artista Carsten Höller e dallo scienziato Stefano Mancuso, e curata da Arturo Galansino. Che cosa ci fanno due scivoli di 20 metri dentro un palazzo rinascimentale? Ho portato con me cinquanta studenti di architettura per provare a capirlo.

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Senza le voci dei bambini le città sono morte

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Potrebbe essere l’ispirazione per un romanzo alla Stephen King. Una città perfettamente sterilizzata dalla presenza dei bambini, via dalle strade e dai giardini, dai ristoranti e dai cinema. Una città abitata solo da adulti, o meglio da vecchi ancora in salute, dediti ai loro piaceri e ai loro passatempi senza impegno né scadenza. Una città senza il vociare dei bambini piccoli all’uscita dalle scuole o dagli asili, finalmente liberati dalle angustie degli spazi scolastici, quando esplodono con fuochi d’artificio, festosi e acuti. Una città senza le biciclette, i passeggini, i monopattini, gli skateboard. Una città compostamente in silenzio.Read More

Texas, dove gli Stati Uniti stanno cambiando

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Il Texas è quanto di più statunitense ci si possa immaginare. E lo è anche oggi, mentre gli Stati Uniti si stanno trasformando in un paese diverso da quello affermatosi nel corso del Novecento. Se il Texas è sempre stato il simbolo della bigness americana, ad oggi è lo specchio di un paese che sta acquisendo una nuova identità e fatica ad accettarla. Già solo Houston, la più grande città dello stato, racconta il Texas e quel che sta diventando.Read More

Il teorema dell’angolo: ossessione degli architetti

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Come è potente nella geometria architettesca quello che potremmo chiamare il teorema dell’angolo. Che recita più o meno così. Ogniqualvolta negli isolati urbani ci si trovi di fronte ad un angolo “non risolto” fa dovere all’architetto costruire un bell’edificio marca-angolo che rafforzi la tenuta di tutto l’isolato. Non sono accettabili angoli vuoti.Read More

Sotto sequestro il coraggio dell’innovazione di Stefano Boeri

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ph. Giovanni Nardi

Siamo di fronte all’ennesima follia italiana. In un paese in cui la speculazione edilizia e l’abuso delle regole sono sistematiche si colpisce l’unico intervento intelligente, bello, funzionale, temporaneo e lungimirante realizzato dopo il sisma. Il centro polivalente di protezione civile di Norcia, realizzato gratuitamente da Stefano Boeri con i soldi raccolti dal Corriere e La 7, costituisce l’esempio migliore di come si dovrebbe costruire per tempestività, scelta dei materiali e  linguaggio architettonico.
Vogliamo dare massima visibilità al comunicato stampa dello Studio Boeri.
Esprimiamo a Stefano la più grande stima e apprezzamento. Continueremo a raccontare ai nostri studenti che c’è sempre un altro modo per costruire, che purtroppo si paga sempre il coraggio e l’ardire dell’innovazione ma non ci sono altre strade se vogliamo diventare un Paese più civile e responsabile. Continueremo a pensarlo, a scriverlo, a praticarlo nella nostra professione.

Elena Granata e Fiore de Lettera, con tutto lo staffRead More

Quito Papers: vita e morte dei grandi esperti di città

Basta Le Corbusier, è il momento di una nuova Carta d’Atene. A redigerla sono stati influenti intellettuali attivi sui temi delle città: sociologi come Saskia Sassen e Richard Sennett, architetti come Richard Burdett, il presidente di UN Habitat Joan Clos. E per presentarla hanno scelto Quito, capitale dell’Ecuador, dove l’anno scorso si è tenuta la conferenza Habitat III delle Nazioni Unite e in cui è stata presentata la Nuova Agenda Urbana. Nascono così i Quito Papers, ambizioso lavoro che intende andare oltre il modello modernista della Carta d’Atene e proporre una nuova idea di città.

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The Uber Game: se la smart economy non è un gioco

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Sopravvivresti lavorando per Uber? Il Financial Times ha ideato The Uber Game, gioco interattivo in cui mettersi alla prova come autista in servizio per la celebre società di ridesharing. Il giocatore, in servizio a San Francisco, di volta in volta è chiamato a scegliere come comportarsi di fronte alle tante, piccole scelte che gli autisti devono affrontare durante la propria giornata di lavoro. I potenziali dilemmi sono infiniti.

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Adidas a Berlino: nascono le sneaker del trasporto pubblico

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Niente di meglio che un paio di scarpe per promuovere il trasporto pubblico. È l’idea, solo apparentemente bizzarra, alla base della nuova collaborazione tra Adidas e BVG, l’azienda dei trasporti pubblici berlinesi. Adidas ha appena messo sul mercato un paio di sneakers ispirato alla metropolitana berlinese, riprendendone i colori della tappezzeria dei sedili. Ma ancora più speciale è la linguetta delle scarpe: è un abbonamento annuale in piena regola, valido su tutta la rete del trasporto pubblico berlinese. Con la semplice scritta “biglietto annuale a tariffa speciale”, le nuove sneaker di Adidas permettono infatti di circolare liberamente su tram, autobus e metropolitane della capitale tedesca, senza che i temibili controllori della BVG possano avere nulla da obiettare.Read More

A Milano nasce MAUA, il primo museo di arte urbana aumentata

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Milano ha un nuovo museo, diffuso, a cielo aperto: si chiama MAUA ed è il primo museo di arte urbana aumentata, nato dall’idea di proporre itinerari culturali inediti, fuori dal centro e dai più tradizionali circuiti dell’arte. Così, 50 opere di street art animate in realtà aumentata diventano l’occasione per esplorare quartieri meno conosciuti della città. Si parte scegliendo il proprio percorso. Poi, arrivati sul posto, l’esperienza prosegue in forma digitale: ogni opera, inquadrata con lo smartphone, ne genera una nuova e si trasforma in un lavoro di digital art, appositamente creato per il museo grazie a tecnologie di realtà aumentata.

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Muoversi nella città del futuro. Esiste la ricetta perfetta?

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Un grande fermento attraversa le città e la mobilità urbana sul finire di questo decennio. La battuta è banale: “tutti sono elettrizzati” dalle crescenti (ed entusiastiche) aspettative verso la propulsione elettrica, vista in molti casi come una radicale soluzione ai problemi di inquinamento, sia atmosferico sia acustico, di cui il settore dei trasporti (soprattutto privati) è uno dei principali responsabili in ambito urbano. In questi giorni autunnali, costellati di frequenti superamenti dei valori limite per PM10 e PM2,5 non c’è dubbio che l’immagine di un futuro con soli mezzi elettrici sia accattivante e rassicurante. Molte città europee hanno dichiarato guerra ai motori termici, a cominciare dai diesel, e pianificano progressivi divieti per i prossimi decenni. Altrettante città incentivano la diffusione dell’elettrico (talvolta anche dell’ibrido) con sconti sulla sosta e permessi di accesso alle ZTL.

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