Non c’è più l’Italia di una volta (me l’ha detto un colombiano)

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È la notte del 24 agosto 2016. Un terremoto – magnitudo 6, epicentro tra Amatrice e Arquata del Tronto – scuote l’Italia centrale. In uno dei borghi devastati dal sisma, nonna Lucilla si rialza, le pareti della sua casa le hanno miracolosamente permesso di uscire indenne. La sua dentiera invece è rimasta sul comodino, intatta. Nonna Lucilla scopre un buco che si apre sulla sua camera da letto e permetterebbe di raggiungere l’agognata dentiera.

“Giulia, me l’andresti a prendere?”, dice alla nipote, che è corsa fuori casa senza scarpe e coperta di polvere. “Nonna, qui crolla tutto e tu a cosa pensi? Alla tua dentiera?”.Read More

Riprendiamoci l’architettura (e Ulisse)

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Possiamo smetterla di fare gli scandinavi? Arrediamo le nostre case comprando mobili Ikea. Poi li riempiamo con gingilli e decorazioni che prendiamo da Tiger. E questi oggettini cute ci osservano mentre al computer contempliamo l’ultimo progetto di Bjarke Ingels (BIG), ascoltiamo i Sigur Ros e spiamo le foto dell’ennesimo amico di ritorno da un viaggio in Islanda. Ci piace giocare a essere nordici, ma – sorpresa! – siamo e restiamo mediterranei. Abbiamo più cose da dirci (e da darci) con chi affolla il Mediterraneo. E non è solo questione di austerità o etica protestante. È un modo del tutto differente di vivere la socialità, che si riflette anche in una maniera di vivere gli spazi lontanissima dalla nostra.Read More

Pablo Escobar, l’urbanista che non ti aspetti?

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“Pablo Escobar è morto da vent’anni, ma in Europa la gente ancora non lo sa”. Narcos, la serie di Netflix dedicata al narcotrafficante, non aiuta a sradicare il pregiudizio di una Colombia vista sempre e soltanto come paese in cui il traffico di droga regna indisturbato. Mentre inizia la terza stagione della serie, vale forse la pena di complicare un po’ le cose raccontando un lato poco conosciuto del narcotrafficante più famoso al mondo: Pablo Escobar come urbanista, o quasi.

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Il TIRPITZ è un museo invisibile

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ph. Mike Bink

All’interno dello storico bunker della seconda guerra mondiale di Blåvand, nella costa sud occidentale danese, nasce il Tirpitz Museum, un museo invisibile. Il TIRPITZ trasforma ed espande la costruzione originaria. E’ composto da quattro aree espositive all’interno in una singola struttura di 2.800 m2 e prevede di accogliere circa 100.000 visitatori ogni anno. Il museo è un’intersezione tra una serie di tagli netti nel paesaggio. Contrariamente alla costruzione originaria, rigida e intrusiva – semplicemente progettata come un immenso blocco di calcestruzzo – il TIRPITZ si inserisce delicatamente nella duna e si confonde con il paesaggio circostante. All’arrivo, i visitatori vedranno prima il bunker, avvicinandosi si accorgeranno dei tagli e delle tracce che conducono verso il centro del Museo.Read More

Funzionalità ed estetica. I campi da basket a Parigi sono davvero colorati

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Lo spazio è compatto, irregolare e circondato dagli edifici del IX arrondissement di Parigi. Pigalle, il brand di moda parigino di Stephane Ashpool, insieme a NikeLab e III Studio sono tornati in campo: nel 2015 avevano già trasformato questo spazio tra le case con colori accesi e forme geometriche; oggi hanno sostituito i colori primari con gradienti di azzurro, rosa, porpora e arancio. E’ arte nello spazio urbano, è gioco tra le mura degli edifici.Read More

Giardinieri planetari. Istruzioni per l’uso

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La signora Giada Turrini e suo marito Alfonso Lazzaro Gesualdi vivono nel quartiere Forlanini, poche fermate in autobus da Rogoredo, al pian terreno di un condominio recentissimo, con pochi abitanti, ora come ora quasi tutti in vacanza. È una zona tranquilla, senza troppi rumori, e se si alza il vento pioppi e i carpini fanno un concerto di fruscii insieme agli uccelli. Fuori dalla cucina hanno un giardino su strada e a proteggerli da sguardi una siepe di Rhynchospermum jasminoides – il famoso falso gelsomino, quello che arricchisce di fiori bianchi e profumo le estati mediterranee – invecchiata per le potature sbagliate. Il giardino si attraversa con poche lunghe falcate, è rettangolare e molto semplice: qualche vasetto di piante da utilizzare in cucina, un rigoglioso prato verde scuro, un verde zuppo di acqua che occupa tutta la superficie.

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M89 Hotel. La struttura shed di matrice industriale in chiave contemporanea

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Di fronte c’è la sequenza ritmata dei volumi in mattoni dell’ex fabbrica Caproni, con le loro coperture a shed e quel fascino di archeologia industriale: l’M89 Hotel, nuova destinazione quattro stelle situata al civico 89 di via Mecenate, si affaccia sui capannoni che un secolo fa ospitavano una delle più grandi realtà dell’aviazione e che ora sono divenuti sede di Gucci, a seguito di un meticoloso intervento di recupero e ampliamento elaborato da Piuarch.Read More

Milano ARCH WEEK dal 12 al 18 giugno 2017

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Sta per decollare la settimana di Architettura promossa da Comune, Politecnico e Triennale. Milano Arch Week, la settimana di eventi dedicati all’architettura con la direzione artistica di Stefano Boeri, sarà caratterizzata dalla presenza di grandi protagonisti della scena internazionale. Read More

ARCHETYPE. L’installazione di Edoardo Tresoldi tra architettura e natura

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Un grande spazio scenografico di 7000 metri quadri con cui Edoardo Tresoldi, che aveva fatto parlare di se’ con l’installazione davanti alla Basilica paleocristiana di Santa Maria di Siponto, si confronta per la realizzazione della sua prima opera indoor in collaborazione con Mootassem Elbaba e Marwan Maalouf di Designlab Experience. L’allestimento “Archetype” si traduce in uno spazio sinfonico in cui gli archetipi architettonici classici dialogano con i segni propri del linguaggio modernista, utilizzando gli strumenti della trasparenza e le sue ritmiche spezzate. Elementi geometrici assoluti – sfere, cubi, piani – tagliano e scompongono le armonie classiche, generando un evolversi continuo di astrazioni architettoniche e distorsioni evanescenti. Il risultato è raccontato nello splendido diario fotografico di Roberto Conte.Read More